Pescara piange piange Massimiliano Palmucci, è stato una colonna del Blockhaus

Maestro dell’arrampicata, è stato il fondatore della palestra in via Albegna. In lacrime gli amici: «Il nostro punto di riferimento»
PESCARA. L’ultima scalata, quella più difficile contro una malattia che lo aveva colpito due anni fa, non è riuscito a completarla. Massimiliano Palmucci si è spento a 51 anni. A piangerlo sono la compagna Simona, i genitori Mario e Bice, i fratelli Alessandro e Monia e tutti gli amici della comunità del Blockhaus.
Esperto di arrampicata, insieme ad un altro gruppo di amici, uniti dalla passione per le scalate, aveva fondato Blockhaus Climbing Garage, un luogo dove potersi allenare, ma anche dove i più piccoli hanno potuto approcciarsi a questa disciplina sportiva. Un omaggio alle montagne abruzzesi.
Massimiliano era una persona molto sportiva, tanto da aver praticato il paracadutismo, lo snowboard e poi le scalate sulle rocce. Questa passione era scoppiata quando aveva 28 anni e da allora non l’aveva mai lasciata. «Dopo quel primo incontro con l’arrampicata ne seguono molti altri alla ricerca della difficoltà e del puro piacere. La sua scalata è lenta, pacata e metodica ed è per questo che viene collocato nella “vecchia guardia” abruzzese, con diverse prime salite a suo nome», si legge sul sito dell’associazione sportiva.
«Oggi la Blockhaus piange la scomparsa di un grande uomo e di un falesista straordinario, colonna portante della nostra palestra che ha saputo trasmettere a tutti noi non solo la tecnica, ma il vero amore per l'arrampicata», scrivono sulla pagina Facebook della palestra.
«In questi ultimi due anni ha affrontato la sfida più difficile con la stessa tenacia con cui sfidava la roccia. Lo ringraziamo per ogni blocco che ci ha tracciato, per ogni insulto amorevole e per tutto quello che ha fatto per far crescere questa splendida comunità arrampicatoria. Non dimenticheremo mai i suoi insegnamenti, la sua forza e la personalità unica. Buona ascesa», concludono.
Massimiliano non è stato solo un formatore per chi ha frequentato la palestra. Era un punto di riferimento per i ragazzi e per tutti i suoi amici. Il sorriso non lo aveva mai abbandonato, nemmeno nei periodi più difficili. Tantissimi i messaggi che chi lo ha conosciuto hanno voluto lasciare sui social, ricordando la sua bontà e la sua intelligenza oltre alle doti di scalatore. «Spirito libero, appassionato di sport estremi, dallo snowboard al paracadutismo, Max aveva trovato nell'arrampicata su roccia la sua dimensione ideale», scrive l’Asd Blockhaus, «Dietro la scorza da “rude” si celava un animo buono dall’ironia travolgente. Impossibile dimenticare quando in sala boulder ci spronava a modo suo o quando, per rimetterci al nostro posto, sorridendo ricordava che lui sullo quello che per noi era duro ci si scaldava o, ancora, quando per proteggerci da possibili infortuni ci consigliava di evitare dicendoci: “chest n’è per te”». I funerali si terranno domani alle 10 nella Chiesa Cristo Re dei Gesuiti. La camera ardente è stata allestita nella casa funeraria Dimora del Silenzio a Montesilvano.

