Pescara, stop alle candele scintillanti nei locali: «Ora solo led sulle bottiglie»

La presa di posizione degli imprenditori dopo la tragedia di Capodanno in Svizzera: «Così garantiamo più sicurezza ai clienti»
PESCARA. Non più fontanelle scintillanti per accompagnare l’arrivo dello champagne ai tavoli, ma tubolari led. La decisione viene presa, in maniera autonoma, da un gruppo di promozione eventi, che opera nei locali della Provincia di Teramo e nella città di Pescara. L’obiettivo è quello di apportare diverse novità in tema di sicurezza. A spiegarlo è l’imprenditore Florian Legnini: «Non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia come quella avvenuta al Constellation del Crans - Montana, in Svizzera». 47 morti e oltre cento feriti. Sei le giovani vittime italiane. Una vicenda che sembra aprire nuovi scenari per chi lavora all’interno delle discoteche e per gli stessi fruitori. Da venerdì scorso in locali di Pescara, come Megà Disco Dinner, Cutty Sark e Breathe è stato eliminato l’utilizzo di materiale pirotecnico. Anche al Gattopardo di Alba Adriatica e al Plaza, che si trova a Tortoreto, si segue la stessa linea. E ci sono Comuni, come per esempio Celano, in Provincia dell’Aquila, che stanno pubblicando ordinanze per vietare l’uso di fiamme libere, di candele pirotecniche e di fontane luminose. E poi c’è chi, come in tal caso, prova a indicare il percorso da seguire anticipando le prescrizioni dettate dall’alto.
Spiega Legnini: «Partiamo da un presupposto fondamentale: locali come i nostri, nei quali organizziamo eventi, sono progettati e realizzati affinché strumenti di questo tipo possano essere utilizzati senza conseguenze. Le normative sulle licenze di pubblico spettacolo e di intrattenimento danzante prevedono infatti l’utilizzo esclusivo di materiali che non prendono fuoco e ambienti strutturati per affrontare ogni evenienza, così come l’obbligo di uscite di sicurezza sempre ben segnalate e facilmente individuabili dai clienti». E aggiunge: «Inoltre, sia per rispetto della terribile tragedia avvenuta in Svizzera, sia alla luce delle recenti dichiarazioni della nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che auspica un divieto di tali strumenti nei locali di intrattenimento al chiuso, abbiamo deciso di adottare questa alternativa già dal primo weekend dell’anno, eliminando in tutti i nostri eventi l’utilizzo dei cosiddetti flambé». In realtà, già da tempo il gruppo che si occupa della promozione di eventi ha adottato delle misure preventive. «Negli ultimi tre anni, accanto all’utilizzo classico dei flambé, avevamo introdotto strumenti led, come glorificatori porta bottiglie o tubolari luminosi applicati al collo della bottiglia», dice ancora Legnini, gestore del Gattopardo e del Plaza e organizzatore di serate negli altri locali di Pescara. «Il flambé», spiega, «è sempre stato utilizzato esclusivamente per celebrare un momento di festa, ma riteniamo che possa essere sostituito completamente con alternative led altrettanto scenografiche. La sicurezza nei locali della movida è una priorità assoluta. Per noi è sempre stata e continuerà a essere al primo posto. Le spese di realizzazione e manutenzione dei locali partner nei quali organizziamo eventi sono molto elevate proprio per garantire il pieno rispetto delle normative vigenti in materia di licenze di pubblico spettacolo e intrattenimento danzante».
E continua: «Siamo profondamente dispiaciuti e addolorati per la tragedia di Crans-Montana. Purtroppo, come spesso accade, episodi così gravi si verificano in contesti privi dei necessari adempimenti normativi. I locali, per poter operare, devono al contrario rispettare regole stringenti e giuste. Da anni, inoltre, le nostre associazioni di categoria si battono contro l’intrattenimento abusivo, oggi purtroppo sempre più diffuso e sotto gli occhi di tutti». Generalmente i controlli nei locali notturni sono costanti, con cadenza ogni trenta giorni, sia in Abruzzo che altrove, ma in base a quanto riferiscono gli addetti al settore, riguardano principalmente le verifiche sul personale, per stanare eventuali sfruttamenti e contratti in nero. Altri controlli sono indirizzati alla somministrazione di sostanze alcoliche ai minori, assolutamente vietata. Poi ci sono i sopralluoghi sull’effettiva disponibilità degli spazi. Non ci sono limiti temporali o appuntamenti fissati in calendario, invece, per i controlli strutturali all’interno dei locali. «Solitamente, dopo quello effettuato in concomitanza con il rilascio della licenza, le verifiche si svolgono quando si cambia qualcosa all’interno della struttura», precisa Legnini. «Le variazioni vanno comunicate, poi la commissione effettua il sopralluogo».

