Rigopiano

Rigopiano, l’ex sindaco di Farindola assolto: «Nove anni di sofferenze»

13 Febbraio 2026

Ilario Lacchetta dopo la sentenza sulla tragedia di Rigopiano: «Per me è stato doveroso rinunciare alla prescrizione per non lasciare ombre sulla verità giudiziaria» 

RIGOPIANO. "Nove anni di sofferenza", tra il dolore per le vittime e il lungo percorso giudiziario. Così l'ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, commenta l'assoluzione al termine dell'appello bis del processo per Rigopiano. "Ho vissuto una lunga attesa, nella consapevolezza che il dolore più grande resta quello delle vittime e per il territorio, che ha vissuto una strage così importante per un paese così piccolo", spiega. Accanto al lutto, il peso di un iter processuale durato quasi un decennio: "Nove lunghi anni fatti di sofferenza, anche dopo le condanne di primo e secondo grado, e di una ricerca della verità che non si è mai interrotta". Una fase processuale segnata anche dalla scelta di rinunciare alla prescrizione. "È stata una decisione difficile ma doverosa, per non lasciare ombre su una verità giudiziaria che altrimenti non sarebbe stata mai pronunciata", sottolinea l'ex primo cittadino che all'epoca dei fatti aveva solo 31 anni. Il percorso ha inciso anche sul piano personale. "La mia famiglia ha sofferto molto più di me. Mi ha moglie Mara e i miei figli mi hanno sempre sostenuto e incoraggiato a fare la scelta giusta", aggiunge. Sulle reazioni emotive emerse dopo la sentenza, Lacchetta invita a distinguere: "Il dolore dei familiari non è paragonabile a una commozione legata alla tensione accumulata in questi anni". Infine, il significato più ampio della decisione: "È una sentenza che va a favore dei sindaci, soprattutto dei piccoli comuni, che oggi forse sono meno abbandonati a loro stessi. Non può essere tutto in carico a un singolo amministratore".