Sentenza Rigopiano, slittano le motivazioni

Il termine si allunga di altri tre mesi, il presidente della Corte d’appello di Perugia: «Caso complesso»
PESCARA. Era atteso per ieri ma verrà prorogato di 90 giorni il deposito dei motivi dell’ultima sentenza sul disastro di Rigopiano: quella emessa dai giudici della Corte d’Appello di Perugia che hanno guidato l’appello bis sulla tragedia che il 18 gennaio del 2017 fece 29 vittime, rimaste sotto le macerie dell’hotel spazzato via da una violentissima valanga. L’appello bis aveva decretato la condanna a due anni per gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci che, lo ricordiamo, erano usciti indenni dai primi due gradi di giudizio e poi rimessi in pista dalla decisione della Corte di Cassazione che ha fatto rivivere il reato di disastro colposo, allargandolo a sei dirigenti regionali.
Assoluzione invece per l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, e per gli altri tre dirigenti regionali, Carlo Giovani, Sabatino Belmaggio ed Emidio Primavera, oltre che per il tecnico comunale Enrico Colangeli. Due invece le prescrizioni decretate dalla Corte perugina: quella per l’ex dirigente della Provincia, Paolo D’Incecco, e per il tecnico dello stesso ente, Mauro Di Blasio. Una sentenza complessa che la Corte di Perugia non è riuscita a confezionare nel tempo stabilito per cui il presidente della Corte, Paolo Micheli, e la consigliera relatrice, Carla Maria Giangamboni, hanno deciso di chiedere una proroga, concessa dal presidente della Corte, Giorgio Barbuto, che ha così motivato la decisione.
«Rilevato che la motivazione della sentenza risulta particolarmente complessa, alla luce dell’ingente compendio probatorio da valutare, del numero degli imputati e delle parti civili, delle questioni di fatto e di diritto sollevate in sede di giudizio di rinvio; tenuto conto, altresì, del carico complessivo di questa Corte, del maggior numero di udienze fissate, nella prospettiva dell'imminente cessazione dal servizio di ben quattro dei sette consiglieri componenti la sezione penale e della necessità di definire in tempi brevi altri procedimenti; ritenuto che le ragioni che impediscono il rispetto del termine previsto per il deposito della motivazione della sentenza emessa in data 11 febbraio 2026 sono meritevoli di condivisione, in quanto il processo in questione è obiettivamente grave, delicato e complesso, tale da richiedere un impegno continuativo ulteriore per la stesura della motivazione»: per questi motivi il presidente della Corte, Barbuto, ha prorogato di 90 giorni i termini per il deposito, previsto per l’11 agosto prossimo. Motivazioni di grande importanza, in base alle quali verranno stilati gli scontati ricorsi in Cassazione che faranno allungare ulteriormente la definizione di questo delicatissimo procedimento penale.
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