Scontri dopo la retrocessione del Pescara, altri 4 arresti da parte della Digos

foto di Giampiero Lattanzio
Tra coloro che sono finiti in manette ci sarebbe anche un minorenne. Intanto proseguono le indagini
PESCARA. Altri quattro arresti, in flagranza differita, in seguito agli scontri scoppiati venerdì sera a Pescara dopo la retrocessione in Serie C della squadra biancazzurra. Ci sarebbe, secondo quanto si apprende, anche un minorenne. Si tratta di tifosi accusati, a vario titolo, tra l'altro, di danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Gli arresti si vanno ad aggiungere ai due eseguiti subito dopo i fatti. A occuparsene è stata la Digos della questura di Pescara, che sta indagando sull'accaduto e ha individuato i responsabili anche attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.
Oltre 500, secondo le stime, le persone che hanno dato vita alla violenta contestazione, scoppiata al termine della gara con la Spezia. Il bilancio è di una decina di agenti feriti. Nel corso delle contestazioni, hanno ricostruito i sindacati di polizia, sono state lanciate 126 bombe carta dentro e fuori dallo stadio, mentre le forze dell'ordine hanno risposto con 72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria. Le indagini e gli accertamenti della Digos proseguono.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

