Sfrattati per debiti di mille euro, ora è stretta sulle case popolari

29 Agosto 2025

Sette famiglie saranno sgomberate per morosità: in alcuni casi affitti non versati per soli 1.150 euro. Scatta il pugno duro del Comune verso chi non paga: i casi nei quartieri Fontanelle, Zanni e ai Colli

PESCARA. Sono bastati poco più di mille euro di morosità per far scattare lo sfratto. Sette famiglie si sono viste notificare l’ordine di sgombero dagli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) per debiti nei confronti del Comune che in alcuni casi non superavano i 1.150 euro. Si tratta di nuclei familiari in difficoltà economica, assegnatari di case popolari con canone calmierato proprio in virtù della loro condizione di fragilità economica. Gli alloggi sono destinati a servizio abitativo pubblico e, come riporta il sito del Comune, «sono concesse in affitto a canone sopportabile a nuclei familiari in condizione disagiata». Ciò vuol dire che all’interno vi vivono anziani, famiglie con bambini che hanno già difficoltà economiche, molto spesso richiedenti anche l’aiuto di servizi come Caritas. La spesa per un alloggio Erp può arrivare a costare anche poco meno di 30 euro al mese.

Mille euro a fine mese fanno quindi la differenza, ma non solo per le famiglie. Anche l’amministrazione Masci che ieri ha firmato per sette famiglie l’ordine di sgombero per decadenze degli immobili. «È stata riscontrata una morosità superiore a 6 mesi nel pagamento del canone di locazione», si legge nei sette decreti dirigenziali.

Gli sfratti, che avverranno nei prossimi giorni, riguardano alloggi che si trovano nel quartiere Zanni, in via della Chiesa, dove cinque famiglie hanno ricevuto l’ordine di sgombero. I debiti nei confronti del Comune oscillano tra 1.140,75 euro e 1.416,96 euro. Altri casi si registrano in via Caduti per il Servizio, nel quartiere Fontanelle (1.133,23 euro di debito), e in via Di Girolamo, ai Colli (1.617,25 euro). In questi casi gli occupanti, secondo l’ente, hanno perso i requisiti per la permanenza per cifre che superano di poco i mille euro e, di conseguenza, ora si trovano a dover affrontare una nuova emergenza abitativa. Ma l’amministrazione Masci lo aveva messo in chiaro fin da subito che «l’edilizia pubblica è un patrimonio prezioso che deve essere tutelato e destinato esclusivamente a chi ne ha davvero diritto».

Non è la prima volta che l’amministrazione procede con lo sgombero di alloggi popolari.

Ad aprile scorso, furono 11 le famiglie sfrattate in diverse vie della città: via Carlo Alberto dalla Chiesa, via Lago di Borgiano, via Lago di Capestrano, via Osento e via Passo San Leonardo, oltre alla già citata via Caduti per il Servizio.

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