La profonda ferita causata da un pezzo di vetro nei fondali marini sporchi

PESCARA

Si trancia il tendine di un piede mentre gioca in acqua

Ragazzino di 10 anni ricoverato in ospedale per una ferita profonda causata da un pezzo di vetro conficcato nel fondale

PESCARA. Un pezzo di vetro conficcato nel fondale sabbioso gli ha tranciato il tendine del piede destro. Il sangue schizzava a fiotti. Tanta paura per un bambino di 10 anni che si è ferito, due giorni fa, mentre giocava a pallone in acqua, a pochi metri dalla battigia, in uno stabilimento balneare del centro che, come rimarca anche il genitore del piccolo, «non ha responsabilità sull’accaduto».
Il bambino, che si è mostrato molto coraggioso e ha resistito al dolore, è stato subito soccorso per tamponare il taglio, piuttosto profondo. Poi è stato portato in ospedale e ricoverato in Ortopedia. È stato medicato dai sanitari, ne avrà per 25 giorni. Nel frattempo per muoversi deve usare le stampelle o girare in carrozzina perché non può poggiare il piede a terra.
«Le vacanze estive di mio figlio sono in parte compromesse», è la rabbia del padre, Massimiliano Ramone, farmacista pescarese «è accaduto a lui, ma è successo a una bambina nei giorni scorsi e potrebbe accadere a chiunque, in ogni momento. Mio figlio ha perso tantissimo sangue, stava solo giocando in acqua quando ha cominciato a urlare per il dolore. Sono stati gli stessi sanitari a confermare che potrebbe essersi trattato di una ferita causata da pezzi di vetro. La conferma è arrivata da chi, successivamente all’accaduto, ha ripulito la riva e ha trovato numerosi pezzi di vetro sotterrati nel fondale».
Il padre del piccolo è rammaricato per l’accaduto, ma non incolpa i titolari del lido. Anzi, loro «tengono la spiaggia pulita e hanno aiutato mio figlio nei momenti cruciali». Di qui, però, l’appello: «Sono segnali di pericolosità che richiedono una maggiore vigilanza da parte di Comune e capitaneria, soprattutto nelle ore notturne quando le spiagge sono terra di nessuno».
La Guardia costiera ricorda ai cittadini il rispetto delle ordinanze in vigore. Le spiagge di notte non sono controllate, se non dai vigilantes assunti privatamente dagli imprenditori balneari. I concessionari sono tenuti a pulire e controllare le spiagge di loro competenza. Il Comune è tenuto alla pulizie delle spiagge libere.
Il presidente di Sib Confcommercio, Riccardo Padovano, esprime solidarietà alla famiglia del bambino e invita i colleghi balneatori al controllo certosino delle spiagge: «I vetri in acqua sono conseguenza della maleducazione senza fine di taluni, una bravata che poteva anche finire in tragedia».
L’appello a «maggiori controlli del territorio» viene rilanciato con forza anche dai titolari dei lidi.
Dallo stabilimento Venere, Paolo Trulli, commenta che «purtroppo i problemi arrivano dalle spiagge libere che sono incontrollate e che dovrebbero essere sorvegliate. Noi puliamo la riva mattina e sera e col retino tre volte a settimana, auspichiamo maggiore vigilanza».
Il titolare del Lido beach, Fabio Tiberi: «Di notte, sulle spiagge, c’è l’anarchia. Da mezzanotte alle 6 è guerriglia, bivacchi, sbevazzamenti e gente che getta le bottiglie in acqua. Da noi è tutto sotto controllo perché abbiamo la vigilanza privata». Ma alla confinante Nave di Cascella, riferisce l’imprenditore, «succede di tutto, da gente che si depila ai rapporti sessuali in pieno giorno».
Si è affidata alla vigilanza privata anche Anna Di Davide, titolare dell’Adriatica: «Lo stabilimento è controllato da un guardiano dalle 22.30 alle 7 del mattino. Noi puliamo anche nei mesi invernali altrimenti i rifiuti, alghe, cicche di sigarette, cartacce, ceppi, si solidificherebbero e d’estate ritroveremmo una discarica. Le bevande e i bicchieri di vetro non arrivano in spiaggia, si consuma al bar».
Marina Bucciarelli, del lido Saturno, sostiene che «è sempre il cliente a dare l’allarme se gli capita di trovare un pezzo vetro sulla battigia. Noi cerchiamo di tenere sempre la spiaggia pulita».
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