Pescara

Maresciallo diventa papà ma il trasferimento gli viene negato. Il no arriva dal Tar: è insostituibile

18 Marzo 2026

Il militare dell’Esercito aveva chiesto di poter lasciare le Marche ed essere assegnato per tre anni a Pescara, città di residenza della famiglia, usufruendo dei benefici previsti per i genitori. Lo Stato Maggiore ha però respinto l'istanza

PESCARA. Diventa padre e chiede di avvicinarsi temporaneamente a casa per seguire il figlio appena nato ma l'Esercito gli nega il trasferimento e il Tar delle Marche conferma il no. Protagonista un maresciallo 30enne, sottufficiale in servizio al 28/o Reggimento "Pavia" di Pesaro, reparto della Brigata Informazioni Tattiche specializzato in comunicazioni operative e intelligence.

Il militare aveva chiesto di essere assegnato per tre anni a Pescara, città di residenza della famiglia, usufruendo dei benefici previsti per i genitori. Lo Stato Maggiore ha però respinto l'istanza: il reparto di appartenenza è l'unico nell'Esercito con quelle specifiche competenze, già in carenza di organico e con tre unità mancanti proprio nella specialità del richiedente. Il suo profilo, altamente specializzato, è stato ritenuto "infungibile", cioè non sostituibile da altro personale.

Contro il diniego, il maresciallo, assistito dall'avvocato Michela Scafetta, ha presentato ricorso al Tar sostenendo la violazione delle norme a tutela della genitorialità, dei diritti del minore e del principio di proporzionalità. Ma con sentenza dell'11 marzo la prima sezione del tribunale amministrativo ha respinto il ricorso, ritenendo prevalenti le esigenze operative "eccezionali" del reparto, che garantisce capacità rare e non replicabili. I giudici hanno escluso anche la possibilità di un impiego alternativo come sistemista informatico nella sede richiesta, ruolo già coperto e non coerente con il profilo professionale del militare. Le spese sono state compensate. La difesa valuta ora il ricorso al Consiglio di Stato. "La tutela della famiglia e dell'interesse del minore è un valore costituzionale primario e non secondario", commenta l'avvocato, richiamando la giurisprudenza della Corte Costituzionale.