Pescara

Sofia morta investita sulle strisce a 15 anni: rito abbreviato per il commercialista alla guida dell’auto

6 Marzo 2026

Pescara. Il 21 maggio verrà giudicato con il rito abbreviato il 42enne  di Francavilla che il 3 dicembre 2024 travolse la giovanissima Sofia Di Dalmazi mentre attraversava la strada all’uscita da scuola

PESCARA. Verrà giudicato con il rito abbreviato (discussione fissata al 21 maggio prossimo) il commercialista di Francavilla al Mare, A.S, 42 anni, che il 3 dicembre del 2024 travolse e uccise con la sua autovettura la quindicenne Sofia Di Dalmazi mentre attraversava la strada all’uscita da scuola, in via Falcone e Borsellino, dove l’attendeva il padre, costretto a vivere in diretta quel dramma.
Nella scorsa udienza la procura, con il pm Gennaro Varone, non aveva dato il suo consenso al patteggiamento della pena, ritenendo un anno e 4 mesi incongrua per quell’omicidio stradale contestato al conducente della T-Roc che falciò la studentessa a due passi dalle strisce pedonali. «Oggi abbiamo deciso di procedere con il rito abbreviato», ha detto l’avvocato Peppino Polidori, che assiste l’imputato, «considerato che agli atti ci sono accertamenti, consulenze e ogni elemento utile per definire il procedimento allo stato degli atti. Spero che il giudice tenga nella giusta considerazione il comportamento del mio assistito rispetto alla collaborazione con la giustizia, alla messa a disposizione del suo cellulare, al fatto che si è adoperato per il risarcimento e che sta affrontando questa tragedia che ha colpito due famiglie, anche se in maniera diversa». Il legale fa riferimento alla consulenza sul cellulare dell’imputato e quello della vittima per accertare se uno dei due fosse stato distratto: ma dalla perizia voluta da Varone non è emerso nulla di utile ai fini dell’inchiesta. La famiglia, che ha sempre sostenuto di non lottare per un risarcimento che potrebbe finire in beneficenza, si è costituita parte civile (come sempre in aula era presente il padre della vittima) attraverso il proprio legale, Luca Torino Rodriguez, che già la scorsa udienza aveva depositato una corposa documentazione a sostegno della loro posizione processuale.
Insieme ai familiari della vittima, parte civile si è costituita anche l’Associazione Familiari Vittime della Strada con l’avvocato Alessandro Palucci, ed entrambi hanno poi rinunciato alla citazione del responsabile civile (l’assicurazione) che, con la scelta del rito abbreviato, sarebbe comunque rimasta fuori dal processo.
Per la pubblica accusa la responsabilità del professionista che era alla guida dell’auto non si discute, perché «senza prestare la dovuta attenzione alla circolazione si distraeva, per cause non accertate, sino al punto da non accorgersi dell’evidente attraversamento, a circa 38 metri, del pedone Sofia Di Dalmazi, mantenendo per di più velocità pari al doppio di quella consentita su quel tratto di strada (60 chilometri orari contro i 30 imposti dalla segnaletica verticale), che rendeva l’impatto più grave e più difficile la pronta reazione di emergenza». Ricordiamo che a supporto dell’accusa vennero anche acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza pubblica che ripresero l’investimento.
La procura contesta all’imputato anche la violazione di tre articoli del Codice della strada, innanzitutto riguardo alla velocità tenuta dall’imputato, ma anche per non aver dato la precedenza al pedone che attraversava in prossimità delle strisce. Ricoverata in gravissime condizioni, Sofia morì circa una settimana più tardi per le conseguenze di quel drammatico impatto con l’auto. I genitori, con un gesto di grande umanità, decisero di dare una opportunità di vita a qualche altro paziente e scelsero quindi di donare gli organi della loro amata bambina. Adesso bisognerà soltanto attendere il prossimo 21 maggio, data in cui verrà discusso il processo e verrà emessa la sentenza da parte del gup Francesco Marino.