Pescara

Sub morto, l’immersione con il pacemaker: indagata una dottoressa, avrebbe rilasciato i certificati di idoneità

13 Febbraio 2026

L’inchiesta sulla morte di Ugo Coppola, il sub 54enne originario di Pescara che si era immerso lo scorso 13 agosto al relitto del Paguro, al largo di Porto Corsini, senza più risalire. C’è un quarto indagato: una dottoressa 41enne romana, specializzata in medicina subacquea e iperbarica

PESCARA. C’è un quarto indagato per la morte di Ugo Coppola, il sub 54enne originario di Pescara che si era immerso lo scorso 13 agosto al relitto del Paguro, al largo di Porto Corsini, senza più risalire. Si tratta di una dottoressa 41enne romana, specializzata in medicina subacquea e iperbarica. Il suo nome si aggiunge all’elenco delle persone già iscritte nel registro degli indagati, ovvero il fondatore 59enne del Dive Planet di Rimini, il centro sportivo con il quale la vittima era partita per l’escursione di gruppo, e altri due referenti del club, un 44enne di Bellaria-Igea Marina e un 27enne di Perugia. Devono rispondere a vario titolo di omicidio colposo e omissione di soccorso.
La novità nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Silvia Ziniti è arrivata dopo il deposito della consulenza medico legale affidata all’anatomopatologa Giovanna Del Balzo, le cui conclusioni hanno evidenziato importanti elementi riguardo orario e causa della morte. Coppola è morto in seguito a un arresto cardiaco nella prima fase dell’immersione, intorno alle 10.30. Il suo cuore, già debilitato e supportato da un pacemaker, è andato in crisi quasi subito. Ed è qui che, probabilmente, vanno ricercate le ragioni che hanno spinto il pm ad ampliare il raggio delle potenziali responsabilità. La dottoressa destinataria dell’avviso di garanzia avrebbe infatti rilasciato certificazioni di idoneità con le quali il 54enne avrebbe ottenuto autorizzazioni e brevetti necessari per immergersi e per affrontare nello specifico l’escursione al Paguro. Un altro aspetto riguarda la richiesta di un nuovo accertamento tecnico irripetibile, affidato a un pool di esperti su più ambiti. In primo luogo la Procura vuole accertare se Coppola fosse o meno idoneo dal punto di vista sanitario a svolgere le attività subacquee. Inoltre l’incarico prevede che vengano verificate eventuali azioni o ipotetiche omissioni che abbiano influito sul tragico epilogo dell’immersione, con particolare attenzione alle procedure previste, e se qualcuno degli indagati avesse il preciso compito di assicurarsi che venissero meticolosamente rispettate.
Viene poi il capitolo “informatico”. I consulenti dovranno recuperare i dati telematici dall’attrezzatura indossata dal 54enne il giorno del decesso. Capire se gli orari riportati nel computer subacqueo fossero o meno allineati con quelli italiani, ed estrapolare ogni dato riguardo movimenti, tempistiche e parametri vitali, distinguendo anche tra attività svolte in superficie e sott’acqua. L’obiettivo implicito è accertare anche quanto tempo è trascorso tra la fine dell’immersione (che aveva una durata di 50 minuti) e la prima richiesta di aiuto alla Capitaneria fatta dagli accompagnatori del Dive Planet. Si tratta di un’operazione non scontata: perché sia l’attrezzatura sia il corpo di Coppola hanno trascorso quasi due mesi in mare, per essere infine trasportati dalla corrente sulla spiaggia di Ponte Sasso di Fano, il 2 ottobre. (e.g.)