Pescara

Sub morto, si allargano le responsabilità: tre indagati

29 Gennaio 2026

La Procura di Pescara consegna alla famiglia gli esiti dell’autopsia di Ugo Coppola: è stato un arresto cardiaco. Alcuni certificati di idoneità alla pratica subacquea non potevano essere rilasciati al 54enne per via di alcune patologie

PESCARA. Un arresto cardiaco avrebbe stroncato il sub Ugo Coppola appena pochi minuti dopo l’immersione al Relitto del Paguro, sulla costa ravennate. È quanto ieri mattina la Procura della Repubblica di Ravenna ha comunicato alla famiglia del sub pescarese, 54 anni, la cui passione per le immersioni lo ha alla fine portato alla morte il 13 agosto dello scorso anno. Il corpo di Coppola, però, è stato ritrovato solo 49 giorni dopo, quando il mare lo ha restituito a circa 85 chilometri di distanza in linea d’aria dal Relitto – 42,7 miglia marine – sulla riva di Ponte Sasso, a Fano.
Ieri, dunque, un nuovo passo nell’inchiesta che al momento vede tre indagati (nessuno è abruzzese) con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso. Nella lunga e dettagliata relazione firmata dall’anatomopatologa Giovanna Del Balzo, che su incarico della Procura ha effettuato i rilievi autoptici sulla salma, è emerso che il sub avrebbe accusato un arresto cardiaco. «Sembrerebbero emergere profili di responsabilità più ampi rispetto a quelli finora individuati», spiega l’avvocato della famiglia, Domenico Ciancarelli, alla luce della documentazione medica e dei certificati di idoneità alla pratica subacquea, alcuni dei quali non potevano essere rilasciati al 54enne per via di alcune patologie di salute. La difesa, però, dopo la notifica degli avvisi di garanzia, ha chiesto che gli accertamenti sulla strumentazione indossata quel giorno dal sub vengano svolti in incidente probatorio, così da poter nominare un proprio consulente ed essere presenti durante l’esame tecnico. Si amplia dunque il raggio d’azione delle indagini che, nella lunga catena delle responsabilità, vede coinvolti soggetti legati alla Dive Planet, centro subacqueo riminese con cui il 54enne quel giorno aveva deciso di raggiungere la zona d’immersione a bordo di uno dei gommoni e poi scendersi giù in mare, senza più riemergere.