Lorenzo il Magnifico e la magia di Zemanlandia: 2011-2012, stagione indimenticabile

Pescara. Dalla cavalcata trionfale in serie A con Immobile e Verratti (sotto la regia del boemo) alle notti trionfali con l’Italia e il Napoli: Insigne è pronto a risollevare il Delfino
PESCARA. Certi amori fanno giri immensi, ma poi ritornano. Nella classica retorica sportiva, spesso si abusa di questa immagine per raccontare improbabili ritorni di fiamma. Ma la storia d’amore tra Pescara e Lorenzo Insigne è ben altra cosa. Uno “scugnizzo” napoletano cresciuto a Frattamaggiore e giunto in riva all’Adriatico nell’estate del 2011 in prestito proprio dal Napoli, su esplicita richiesta di Zdenek Zeman che l’aveva visto all’opera l’anno prima vissuto insieme al Foggia in Lega Pro: una simbiosi talmente granitica col tecnico boemo che il giovane partenopeo strappò un contratto praticamente già fatto col Crotone pur di seguire il maestro in biancazzurro, anche su intuizione dell’allora presidente Peppe De Cecco. Una giovane promessa diventata grande in quella stagione memorabile chiusa con la cavalcata trionfale in serie A, insieme ai compagni Ciro Immobile e Marco Verratti, premiati l’anno successivo a pari merito come miglior giocatori della cadetteria. E che oggi torna al Delfino da uomo e da campione d’Europa con l’Italia nel 2021 per provare a scrivere un’altra pagina della storia del Pescara.
Sono passati quattordici anni dalla sua prima apparizione allo stadio Adriatico-Cornacchia (il 26 agosto contro il Verona), ma sabato pomeriggio nello scontro salvezza col Mantova sarà come fare un tuffo nel tempo per Lorenzo il Magnifico, come veniva catechizzato dalla tifoseria biancazzurra, ammaliata dalla sua eleganza in campo e dalla tipica strafottenza di chi, a 20 anni, sfonda le difese avversarie e smania per costruirsi un futuro senza chiedere permesso. Dribbling, visione di gioco e una vena offensiva prolifica che gli permisero di chiudere la stagione con 20 gol all’attivo in 38 presenze. Di cui alcuni davvero da cineteca come la doppietta messa a segno al San Nicola contro il Bari il 28 ottobre 2011, tra gli applausi di chi ebbe la netta sensazione di star assistendo alla nascita di una stella. Infatti, si inizia a parlare presto di Insigne con le sirene delle big italiane costantemente sulle sue tracce, mentre arrivano anche le convocazioni con gli azzurrini dell’Under 21 (facendo l’esordio ufficiale con una doppietta il 6 ottobre contro il Liechtenstein nelle qualificazioni agli Europei del 2013, poi conclusi con la medaglia d’argento dietro solo ai fenomeni spagnoli).
In quella romantica parentesi di Zemanlandia, Insigne fu protagonista indiscusso, rappresentante di una generazione unica e irripetibile che avrebbe preso il volo da Pescara verso i vertici continentali. Mentre l’amico Verratti passa alla corte del Paris Saint Germain e il collega di reparto Immobile al Genoa, il fantasista fa ritorno a casa, in quel Napoli con cui avrebbe vissuto notti magiche in Champions League, con gol entrati negli annali come quello al Camp Nou col Barcellona o le firme contro il Real Madrid e il Manchester City.
Un rapporto di amore e odio, spesso accostato come possibile erede della 10 di Maradona, ma spesso anche bersaglio di critiche da parte dei tifosi napoletani, esigenti con un figlio della loro terra che forse non ha raccolto quanto meritava ai piedi del Vesuvio, nonostante due Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Infatti, resta la delusione di uno scudetto, il terzo nella storia azzurra, sfiorato più volte e conquistato solo dopo la sua partenza in direzione Toronto.
E poi le notti magiche dell’estate 2021, con il mondo che prova a rialzarsi dopo la pandemia e una nazione intera a raccogliersi virtualmente in un abbraccio intorno alla squadra del ct Mancini che alza sotto il cielo di Wembley una coppa che porta ancora una volta la firma dei tre figli di Pescara, ormai diventati grandi ma talmente affiatati in campo da strappare lacrime color nostalgia alla comunità pescarese che scende in strada fino alle prime luci dell’alba a festeggiare il trionfo dell’Italia. Nel 2022 Insigne accetta l’offerta del Toronto in MLS, raccogliendo 66 presenze in tre anni. Ma il richiamo dell’Italia si fa sentire troppo forte e oggi quella stessa città che ha gioito quattordici anni fa spera di poter vivere una nuova avventura. A Lorenzo il Magnifico il compito di dare vita ad un “rinascimento” del Delfino, con la sublime arte del tiro a giro, suo marchio di fabbrica, e dei gol che possano rianimare il Pescara e mantenere la serie B. Insigne è tornato e, con lui, forse anche la magia.

