Summa, i colori dell’addio nelle rose bianche e rosse

28 Gennaio 2020

In 300 hanno salutato l’artista, pittore e ceramista nella cattedrale di San Cetteo Masci: «È stato ambasciatore di Pescara nel mondo». La salma tumulata ai Colli

PESCARA. Rose bianche e rosse sulla bara e i fiori degli studenti del Misticoni, i colori dell'addio a Franco Summa. In trecento hanno salutato il Maestro, morto sabato scorso in ospedale all’età di 81 anni, ai funerali che si sono svolti ieri pomeriggio nella cattedrale di San Cetteo. Un dolore silenzioso e composto quello dei familiari che hanno ringraziato la città per la vicinanza e il calore della gente in questi momenti difficili, dei nipoti Mauro, Angela, Cinzia, Giovanna, Roberto, Sandro, Enzo, Giancarlo, Carlo, dei tanti estimatori di colui che sarà ricordato come l'artista del colore.
Le lacrime di Giovanni Tavano, l'amico di una vita, che tante volte ha riso e pianto con lui nel suo cenacolo spoltorese. La commozione del sindaco, Carlo Masci, che dal pulpito, nel suo discorso a fine cerimonia, così lo ha salutato: «Grazie a Franco, che è stato l'ambasciatore di Pescara nel mondo, ma sempre con i piedi ben piantati nella città che amava, a cui era molto legato. Aveva una solida cultura umanistica da cui è scaturita la sua arte messa a disposizione del territorio». «Oggi Pescara», ha proseguito il primo cittadino», «è più povera culturalmente dopo la perdita di Ettore Spalletti, Cesare Manzo e ora Franco Summa, artisti che hanno rappresentato un’ avanguardia in un contesto storico irripetibile, perché qui tutto era possibile anche grazie alla fucina di talenti che era il Misticoni di Summa, pittore, ceramista, grande provocatore con i suoi cerchi gialli, le mattonelle colorate, la Porta del mare. Summa è stato protagonista assoluto e ha segnato un’epoca. Era una persona speciale. Grazie perché ci ha fatto capire che anche da una città di provincia possono nascere grandi talenti».
Nell'omelia, don Francesco Santuccione, abate di San Cetteo, ha ricordato «un uomo riservatissimo, consapevole di aver ricevuto grandi doni da Dio, che ha sentito il bisogno di mettere in rete, di non tenersi per sé. La sua arte è per il mondo, ma lui era sempre qui a Pescara, nella città che non sempre lo ha compreso. Il suo addio sembra dire: ho fatto la mia parte, ora tocca a voi».
Tra la folla, Rosaria Di Fabio, per otto anni al servizio di casa Summa. Ortonese, accompagnata dal marito Remo, la signora ha sottolineato «il grande privilegio di aver lavorato con il maestro Summa e sua moglie, Adina Riga (morta il 16 maggio 2013 ndr), persone speciali che rimarranno nel mio cuore». Tra i piatti che la signora Rosaria preparava per i coniugi Summa, («sempre insieme, sempre mano nella mano») i preferiti erano le pallotte cace e ove e i dolci al cioccolato fondente.
A dare l'ultimo saluto all'artista, anche l'ex sindaco Marco Alessandrini, l'assessore Luigi Albore Mascia, Gianni Melilla, Moreno Di Pietrantonio che caldeggia il ritorno della Porta del mare in città, Ottorino La Rocca, presidente della Fondazione Summa. Dall'Aquila è arrivato il cordoglio del sindaco Pierluigi Biondi: «La morte non può spegnere il colore, ne va un intellettuale colto, sensibile, innovatore e originale». Franco Summa «era legato al territorio, la nostra città conserverà per sempre un ricordo della sua arte grazie alla straordinaria realizzazione della vetrata all’interno del palazzo dell’Emiciclo, un’opera che emoziona e rapisce. Un lascito prezioso che entrerà a far parte del patrimonio artistico del capoluogo abruzzese». La salma è stata tumulata al cimitero dei Colli.