Meazzi, quell’errore pesa. Ma quante prodezze per il Delfino

Sei reti di cui cinque da subentrato: con lui in campo, il Pescara fa il pieno di punti
PESCARA. Quel gol sbagliato pesa, e non poco. Lorenzo Meazzi, nella sfida contro la Sampdoria di sabato scorso, ha avuto sul piede il pallone del 2-0 per chiudere la partita e consegnare la vittoria, fondamentale, al Pescara. Occasione che, però, il “jolly” biancazzurro non è riuscito a sfruttare. Ma nel calcio è noto: con i “se” e con i “ma” si costruisce poco. E il classe 2001, dalla sua, ha il merito di aver aiutato più di una volta il Delfino a suon di gol e spesso subentrando dalla panchina.
I numeri. Dopo un’estate passata sul piede di partenza, con il forte interesse della Salernitana, Meazzi è riuscito comunque a ritagliarsi spazio. Il feeling con il tecnico Vivarini, però, non è mai sbocciato. Con l’allenatore di Ari, infatti, ha giocato un totale di 379 minuti, partendo titolare solo in tre occasioni: con la Virtus Entella, con l’Avellino e con il Monza. In quei pochi spezzoni di partita sotto la guida di Vivarini, ha collezionato comunque la bellezza di tre gol, di cui due sicuramente pesanti. Contro la Carrarese, prossima avversaria del Delfino, nel match di andata ha firmato il gol del 2-1 che aveva riaperto la partita (conclusa poi 2-2); con il Sudtirol, invece, entrato al 78’, era riuscito a trovare la rete del pareggio biancazzurro (1-1) al 95’. Mentre con l’Empoli, nella vittoria per 4-0 all’Adriatico, aveva messo la firma sul gol del momentaneo 3-0. Ottimi numeri che, dopo la partenza di Vivarini e un complicato mercato di gennaio, gli hanno permesso comunque la conferma con il Pescara. Con l’arrivo di Gorgone le cose non sono esattamente cambiate. Con il tecnico romano i minuti giocati sono saliti leggermente, 538 in 21 partite, con 4 match da titolare. I gol segnati? Sempre tre, e tutti subentrando dalla panchina. Anche qui, sono due le reti decisamente pesanti: il gol del 2-2 al 73’ nella sfida interna con il Mantova e il gol del 2-1 all’87’ nel match contro il Palermo, oltre al gol del definitivo 3-1 nella sfida contro la Reggiana del 6 aprile scorso. Dati alla mano, una cosa resta in mente guardando la scheda di Meazzi: è un giocatore che sa aspettare e, soprattutto, essere decisivo.
I punti. Analizzando il rendimento del centrocampista, c’è una statistica in particolare che appare molto curiosa. Grazie alle sei reti collezionate fino ad adesso, sono ben 12 i punti guadagnati dal Pescara, a conferma del fatto che la mezzala biancazzurra è determinante quando aggancia il pallone nell’area di rigore avversaria. Un altro elemento interessante è quello dei punti portati a casa dal Pescara nelle partite in cui è partito titolare: 5 punti in 7 gare, con una media di quasi un punto a partita. Per questo, per quanto possa pesare quel gol fallito contro i blucerchiati sabato scorso, è difficile addossare colpe a un giocatore che, fin troppo spesso, è riuscito a trascinare tutta la squadra biancazzurra.
Il ruolo. Quando si parla di Meazzi è difficile immaginarlo in mezzo al campo con una posizione precisa. Arrivato dalla Virtus Entella nel gennaio 2024, quando il Pescara militava in serie C, si presenta con buone doti da trequartista, al massimo da esterno d’attacco nel 4-3-3. Poi la svolta con Baldini, che lo valuta più da mezzala e lo trasforma in un centrocampista aggressivo, capace di attaccare bene l’area avversaria. Buone prestazioni, assist e gol, soprattutto nella fase finale dei play off per la serie B disputati lo scorso giugno. Insomma, Meazzi è quel “jolly” prezioso che ogni allenatore vorrebbe in squadra. Si è sempre fatto trovare pronto e non si è mai lamentato per il poco spazio. Al contrario, ha sempre fatto parlare il lavoro per sé.
La storia. Meazzi, classe 2001, è originario di Arenzano, a due passi da Genova. Ha fatto della sua passione, il calcio, il suo lavoro. Cresciuto nella Virtus Entella, il Pescara rappresenta solo la sua seconda esperienza in carriera. Si ispira ad Antonio Cassano, ma solo per quello che riguarda tecnica e campo. Il 23enne ligure, infatti, dopo il liceo scientifico si è iscritto all’università prima di dedicarsi completamente al pallone. La sua altra grande passione è la musica rock: il suo gruppo preferito sono gli AC/DC e, più di una volta, ha ammesso di caricarsi con le loro canzoni prima delle partite importanti. Una cosa, però, è certa: Meazzi è l’arma in più di questa squadra e in una corsa salvezza così serrata uno come lui può fare la differenza.
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