Comunicato Stampa: CRV - Presentazione Quaderno di sintesi della ricerca ‘Adolescenti e sentimenti democratici’

Presentazione Quaderno di sintesi della ricerca ‘Adolescenti e sentimenti democratici’. Luisetto (Pd): “Un lavoro che offre uno spaccato chiaro e significativo del pensiero degli adolescenti del territorio: al centro, i valori della democrazia e il livello della partecipazione attiva”
(Arv) Venezia, 15 aprile 2026 - Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale Chiara Luisetto (Pd) ha presentato il Quaderno di sintesi della ricerca ‘Adolescenti e sentimenti democratici’, a cura dell’associazione ‘26 settembre 1944 – Vittorio Andolfato’. Per confezionare la ricerca, è stata fatta un’indagine campionaria, condotta dal 15 settembre al 10 ottobre 2025, suddivisa in due gruppi: adulti e adolescenti, prendendo quale popolazione di riferimento l’area del Bassanese e dell’Altopiano dei Sette Comuni. Sono stati intervistati in presenza 1660 studenti e studentesse dei dodici Istituti di istruzione superiore e delle Scuole di formazione professionale, con un campione statisticamente rappresentativo di genere, scuola, indirizzo e classe dell’Ats Veneto 03- Bassano del Grappa, Altopiano dei 7 comuni. Inoltre, la società demoscopica ‘Demetra’ ha intervistato, con metodologia cati e cami (telefono fisso e mobile), 1001 maggiorenni, residenti nel Bassanese e nell’Altopiano dei Sette Comuni, con un campione statisticamente rappresentativo di genere, classe di età, aree di residenza.
La consigliera Luisetto, vicepresidente della Quinta commissione (politiche sociosanitarie), nell’introdurre la conferenza stampa, ha sottolineato che “l’associazione ‘26 settembre ’44 Vittorio Andolfato’ è punto di riferimento del ‘fare memoria’ nel territorio Bassanese, martoriato dall’eccidio del Grappa, ma anche nel descrivere il presente in una prospettiva di libertà e di democrazia per costruire il nostro futuro. Essa ha promosso, organizzato e seguito questo approfondimento, coinvolgendo dodici istituti scolastici del Bassanese. Si tratta di un lavoro che offre uno spaccato chiaro e significativo sul pensiero degli adolescenti del territorio: sui valori della democrazia, sul ‘sentimento’ che essa suscita, ma anche sul livello della partecipazione giovanile attiva e su quanta strada resti ancora da percorrere, soprattutto rispetto a resistenze di natura culturale e ai temi della parità di genere.”
“Credo che questa ricerca rappresenti una fotografia fondamentale – ha sottolineato Luisetto - Un passaggio, un tassello importante, non solo per fare memoria e per rapportarsi agli ideali e ai valori della Resistenza, ma soprattutto per riuscire a supportare e a sostenere i nostri giovani nel comprendere come vivere la democrazia da protagonisti.”
“La ricerca rappresenta dunque un contributo prezioso – ha concluso Chiara Luisetto – È scrupolosa, fondata su dati che possono risultare utili a chiunque, nelle istituzioni e nelle associazioni, è ispirata dalla voglia di conoscere più a fondo i ragazzi e le ragazze del nostro territorio.”
Gilda Nicolini, Presidente dell’associazione ‘26 settembre 1944 – Vittorio Andolfato’, ha raccontato l’obiettivo del sodalizio: “Siamo nati nel 2003 ispirandoci all’eredità culturale che ci ha lasciato il professor Vittorio Andolfato. Il nostro impegno gravita attorno a ciò che accadde il 26 settembre 1944, ovvero l’eccidio di Bassano del Grappa, che rappresenta, per il Bassanese, una delle pagine più dolorose della guerra. Dopo una pausa di diversi anni, siamo ripartiti nel 2025 dalla memoria della Resistenza, per abitare con consapevolezza il nostro presente. E del presente ci interessano i valori democratici. Non c’è separazione tra quel passato e questo presente: la liberazione non è stata solo lotta armata contro il nazifascismo, ma un momento in cui il nostro Paese ha scelto su quali basi voleva fondare, per la prima volta, la propria convivenza civile. Libertà, partecipazione, dignità della persona, valori, questi, che vanno custoditi, praticati e rimessi in gioco ogni volta. Perché una comunità nasce dalla volontà di riconoscersi in valori condivisi: la memoria è uno di questi valori; ha forza generativa capace di trasformare singoli individui in una collettività aperta, in grado di farsi attraversare dal ‘diverso da noi’. La Resistenza stessa è stata una esperienza plurale che si riconosceva nel bene comune, di tutte e di tutti. La memoria genera appartenenza e senso di responsabilità. Anche le istituzioni democratiche poggiano sul legame che le persone avvertono come proprio, frutto della memoria comune. E questa memoria condivisa è fondamentalmente una questione politica nel senso etimologico del termine, che riguarda la comunità capace di autogovernarsi. La memoria indubbiamente è soggettiva, parziale, perché si fonda sui nostri differenti vissuti, è sempre interrogata dal momento storico che stiamo vivendo. Tuttavia, siamo stati guidati da un criterio fondamentale: dal tentativo di non custodire una memoria di parte, ma lavorare affinché si potesse formare una memoria condivisa, documentata in modo rigoroso e intellettualmente onesta, per alimentare la convivenza civile, rapportandoci al passato con obiettività. Vogliamo restituire alla loro umanità i partigiani, per renderli più credibili. Per noi, oggi il presente ha il volto dei nostri ragazzi, delle nostre ragazze. La ricerca è stata fatta per lasciarci stupire, per ascoltare davvero i nostri giovani, per apprendere le domande, le attese, le frustrazioni di chi sta vivendo all’interno di questa democrazia che spesso sente lontana da sé. Dalla ricerca emerge non indifferenza: i giovani vogliono essere ascoltati, vogliono partecipare davvero, pretendono una democrazia reale, vera, autentica, capace di essere vissuta.”
Valerio Bellotti, sociologo, ha illustrato nei particolari la ricerca condotta. “La domanda principale che è stata rivolta – ha spiegato Bellotti - riguardava se, nella mente e nei pensieri degli adolescenti, esistesse una sorta di ‘narrazione’ della democrazia: se cioè essa evocasse sentimenti positivi oppure negativi. Dai risultati è emerso con chiarezza che il termine democrazia suscita sentimenti molto positivi e profondamente radicati. Questo orientamento trova riscontro anche in un’elevata partecipazione attiva da parte dei ragazzi, sia nelle attività di volontariato e di aiuto gratuito agli altri, sia nell’interesse verso la politica attiva.”
In particolare, il Quaderno di sintesi della ricerca ‘Adolescenti e sentimenti democratici’ ha cercato di rispondere alla domanda: “Esiste una poesia della democrazia? Esiste un ‘romanzo’ della democrazia tra gli adolescenti?”. E la risposta è stata: “Forse non c’è un ‘romanzo’ della democrazia, perché sono troppe le ambivalenze, ma sicuramente ci sono diversi e importanti punti fermi che costituiscono un ‘patrimonio semantico’ fatto di idee ed esperienze basate sull’idea diffusa che la democrazia sia sicuramente un valore molto positivo, nonostante le indubbie criticità. Più che un ‘romanzo’ emerge una rete fatta di ‘punti fermi’, che costituiscono la trama di una costellazione di idee democratiche radicate nella quotidianità degli adolescenti e degli adulti.
Sono state rivolte, inoltre, le seguenti domande principali: “Esiste un ‘sentire’ democratico?”; “esiste una memoria della Resistenza?”; “quali i valori di riferimento, di fiducia?”; “quale il livello di informazione, di interesse e di partecipazione politica?”; “la socialità, le relazioni e il senso di appartenenza”; “la democrazia di genere e la cittadinanza”.
Si è cercato di comprendere come funzionano, per i ragazzi e le ragazze, i meccanismi di integrazione sociale, il grado di coinvolgimento nella società locale, la forza della memoria della Resistenza e il grado di interesse verso la politica e l’associazionismo. Tra i tanti dati raccolti, si sottolineano alcuni di particolarmente significativi. I termini più ricorrenti sono stati: popolo, libertà, uguaglianza, diritti. Nello specifico, il termine ‘democrazia’ è stato descritto dal 31% degli adolescenti come ‘popolo’, mentre come ‘libertà’ dal 38% degli adulti. Alla domanda ‘Dove vivere dopo gli studi?’, il 44% dei ragazzi si pensa all’estero. La percentuale sale al 63% tra quanti sono impegnati in politica. I Partiti politici hanno raccolto solo il 20% di piena fiducia da parte dei giovani. Il 46% degli adolescenti ha affermato che la democrazia è sempre preferibile a un regime autoritario, a fronte del 71% degli adulti. Il 61% dei ragazzi ha fatto attività di volontariato; stessa percentuale è stata registrata negli adulti. Quanto alla partecipazione politica visibile e invisibile, il 57% degli adolescenti ha dichiarato di informarsi, il 10% di partecipare, a fronte rispettivamente dell’81% e del 17% degli adulti, ma l’impegno concreto scende al 3% negli adolescenti e al 6% negli adulti. Quanto alla partecipazione prosociale, il 39% degli adolescenti ha dichiarato una partecipazione regolare, a fronte del 53% degli adulti. E, sulla partecipazione a incontri o attività di associazioni o gruppi, il 42% ha optato per il ‘settore sportivo’, il 22% ha dichiarato la partecipazione a scout, club giovanili e studenteschi. Alla domanda: ‘Quanto è importante oggi parlare e ricordare i fatti della Resistenza e le vittime dei fascisti/nazisti’, il 77% dei giovani ha dichiarato ‘molto/abbastanza’. E, sul diritto al voto, il 73% dei ragazzi ne ha sottolineato ‘l’importanza/l’influenza’. Mentre, in merito al voto a 16 anni alle Comunali, ha detto ‘No’ il 54%.
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