Terminal Pescara, lavori entro gennaio. Masci: «Era già tutto previsto»

I sindacati denunciano i mesi di allarmi rimasti inascoltati prima della tragedia dello scorso 4 ottobre.
Di Simone (Cgil): «Avevamo chiesto sicurezza». E il sindaco: «Ci siamo mossi prima dell’incidente»
PESCARA
Una tragedia evitabile o un cantiere già nei piani? Dietro i 300mila euro stanziati con una variazione di bilancio per mettere in sicurezza l’area del terminal si consuma lo scontro fra Comune e sindacati: al centro del Consiglio comunale straordinario convocato ieri pomeriggio su richiesta della Filt-Cgil e della Cgil provinciale, ci sono mesi di esposti rimasti inascoltati prima del drammatico 4 ottobre. Quel giorno la 70enne di Collecorvino, Maria Ferrandino, ha perso la vita travolta da un mezzo in manovra. E ci sono voluti due incontri a porte chiuse fra giunta e rappresentanti sindacali per arrivare ad approvare il progetto definitivo: 18 stalli, rispetto ai 14 inizialmente ipotizzati, l’asfaltatura di 5.200 metri quadrati di superficie da rifare e, fra gli interventi, la riorganizzazione del percorso d’ingresso e di uscita in modo da eliminare le manovre di retromarcia. Il tutto da realizzare entro la fine di gennaio: questa è la scadenza massima prevista dal dirigente del settore Lavori pubblici, Giuliano Rossi.
Sono emerse, però, posizioni differenti sulla cronologia degli interventi: da una parte il Comune, che sostiene di aver programmato i lavori prima dell’incidente, dall’altra le organizzazioni sindacali, che ricordano le numerose segnalazioni trasmesse per denunciare le condizioni di pericolo nell’area. «Quanto avvenuto il 4 ottobre è un fatto che impone una riflessione profonda sulle condizioni nelle quali opera l’autostazione di Pescara». La segretaria generale della Cgil Pescara, Alessandra Di Simone, è intervenuta in Consiglio ricordando le iniziative intraprese negli anni dal coordinatore provinciale della Filt Cgil, Giammaria Ferrante, che aveva più volte richiamato il Comune e Tua agli obblighi di cooperazione per evitare situazioni di pericolo tra autobus, automobili e pedoni. E davanti a queste osservazioni, il sindaco Carlo Masci ha rivendicato l’attività svolta dall’amministrazione affermando che l’intervento di riqualificazione – che inizierà a breve, secondo quanto dichiarato dall’assessore comunale alla Mobilità, Alfredo Cremonese – era previsto già prima della tragedia. «Si tratta di un’opera che avevamo programmato prima dell’incidente e nei giorni scorsi abbiamo avuto un confronto con i sindacati, che hanno sollevato alcune osservazioni. Ci sono posizioni diverse, che ciascuno ha il diritto di esprimere, ma siamo arrivati al punto di poter andare avanti». Mentre l’assessore Cremonese ha replicato al consigliere comunale del Pd, Francesco Pagnanelli, che ha ricordato di aver presentato lo scorso giugno un’interrogazione sulle condizioni del terminal, sostenendo che la risposta dell’amministrazione aveva subordinato gli interventi alla conclusione del Palazzo della Regione. «Avevo spiegato che sarebbero state necessarie delle interlocuzioni con la Regione, anche perché avevo ottenuto l’incarico da poco meno di un mese», spiega Cremonese. «Quando abbiamo visto che i tempi sarebbero stati lunghi, abbiamo subito predisposto il progetto e stanziato le somme prima che accadesse tutto questo. Esprimo, dunque, la mia più profonda vicinanza e solidarietà alla famiglia della vittima e dell’autista coinvolto». Il direttore generale della Tua, Maxmilian Di Pasquale, ha ricordato, invece, i risultati raggiunti con la filovia La Verde affermando che «qualcosa, nel tempo, dall’amministrazione comunale è stato fatto».

