«Togliere l’acqua ai cittadini sarà come il lockdown. Nessuno potrà lavorare», l’allarme di Confesercenti

«Siamo consapevoli dell'importanza di queste opere, ma riteniamo assolutamente indispensabile che siano previsti ristori per le attività economiche che saranno impossibilitate ad operare", lo afferma la presidente provinciale di Confesercenti Pescara, Marina Dolci
PESCARA. "Gli effetti della chiusura dell'acquedotto Giardino del 13 e 14 aprile sono del tutto simili a quelli del lockdown: interesseranno scuole, asili, uffici, e ovviamente i pubblici esercizi, i laboratori artigianali e i negozi. Nessuno potrà lavorare: siamo consapevoli dell'importanza di queste opere, ma riteniamo assolutamente indispensabile che siano previsti ristori per le attività economiche che saranno impossibilitate ad operare". Lo afferma la presidente provinciale di Confesercenti Pescara, Marina Dolci.
"Le nostre sedi sia nell'area metropolitana Pescara Montesilvano sia nella Val Pescara a Manoppello stanno ricevendo moltissime telefonate di associati allarmati - spiega Dolci - perché è chiaro che bar, ristoranti, laboratori artigianali saranno i primi a dover sospendere la propria attività per almeno due giorni, con il timore che i giorni diventino di più".
Saranno tutte le attività economiche a pagare un prezzo molto alto: con incassi azzerati, ma con costi fissi da sostenere, dal personale agli affitti alle imposte. Per questa ragione - sottolinea la presidente - crediamo sia necessario che sia convocato al più presto un tavolo per verificare come ristorare le imprese ed evitare che i costi di questa operazione, sicuramente importante, siano pagati solo dalle attività economiche".

