Tre mesi ai domiciliari, poi assolto «Anabolizzanti per uso personale»

22 Luglio 2017

PESCARA. Ha passato tre mesi agli arresti domiciliari e, poi, un altro mese all’obbligo di dimora a Cepagatti. Due anni dopo è stato assolto e ora potrebbe chiedere i danni per l’ingiusta detenzione....

PESCARA. Ha passato tre mesi agli arresti domiciliari e, poi, un altro mese all’obbligo di dimora a Cepagatti. Due anni dopo è stato assolto e ora potrebbe chiedere i danni per l’ingiusta detenzione. Le sostanze dopanti che la polizia gli aveva trovato in casa durante una perquisizione, il 6 marzo 2014, non erano destinate al commercio ma erano per «uso personale»: Mauro Iacovone, 42 anni, di professione personal trainer, difeso dall’avvocato Danielle Mastrangelo, aveva la «necessità di curare il proprio aspetto fisico» proprio a causa del suo lavoro nel campo delle palestre. Doveva apparire in forma per «manifestare le proprie capacità professionali ai clienti» anche attraverso quei muscoli sviluppati «con l’ausilio di medicinali». Lo dice la sentenza del giudice Nicola Colantonio che si basa sulla perizia di un medico, Francesco D’Alessandro di Ortona: esaminando il quantitativo delle sostanze sequestrate, il medico ha affermato che quelle 15 confezioni più altre 20 fiale, quasi tutte a base di nandrolone, «potrebbero essere compatibili con un uso personale».
Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Andrea Papalia, invece, quelle sostanze erano destinate alla vendita. Una tesi che, secondo il giudice, non è stata affatto provata: «Non essendo dimostrata la detenzione dei medicinali per finalità di commercio, Iacovone deve essere prosciolto perché il fatto non sussiste», dice la sentenza.
La perizia del medico è stata decisiva ed è un atto importante perché spiega, in generale, anche i comportamenti tipici dei culturisti e di chi cede al doping per sembrare in forma: «Gran parte di coloro che fanno uso di questi farmaci nelle attività di body building non si limita all’uso raccomandato ma si dedica a un abuso che, molto spesso, raggiunge dosaggi che possono arrivare a 5 e anche fino a 7/8 volte quelli consigliati», dice il medico. Fatta questa premessa, continua D’Alessandro, Iacovone avrebbe fatto in tempo a consumare tutti i farmaci dopanti entro la data scadenza: «In tal caso le quantità sequestrate potrebbero dare una copertura per un periodo oscillante da 12/14 mesi fino a un minimo di 7/8 mesi. Tanto premesso, nonostante le quantità sequestrate risultano eccedenti – per l’uso raccomandato – rispetto alle scadenze, considerata la diffusa consuetudine all’abuso, il quantitativo sequestrato potrebbe essere compatibile con un uso personale». (p.l.)
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