Accertamento su presunte carte di identità clonate, a Manoppello sventata la truffa del falso carabiniere

29 Gennaio 2026

L’uomo ha chiesto alla vittima se avesse oro e soldi in casa, invitandola ad arrotolarli in un panno per qualcuno che di lì a poco sarebbe passato  

MANOPPELLO. Truffa sventata a Ripacorbaria di Manoppello grazie alla segnalazione tempestiva arrivata in Comune e al pronto intervento della polizia locale che ha messo in fuga i malfattori. Una voce maschile al telefono, intorno alle 14 di martedì, asserisce di essere un maresciallo dei carabinieri alla donna che risponde. L'uomo le dice che c'è un accertamento in atto su presunte carte di identità clonate e invita qualcuno della famiglia a recarsi in municipio dove troverà le forze dell’ordine ad attenderli per le dovute verifiche. Probabilmente, un escamotage per “svuotare” l'abitazione (o lasciarla con una sola persone presente) per poi commettere il furto.

Contemporaneamente il finto maresciallo chiede alla donna se ha oro e soldi in casa e la invita ad arrotolarli in un panno e a lasciarlo a disposizione di qualcuno che di lì a poco sarebbe passato a casa a ritirare il pacco. La donna, spaventata, mette giù la cornetta e chiama il marito che sta tornando a casa da Chieti a bordo di una Panda grigia (particolari di cui il falso maresciallo sembra essere al corrente, stando alle dichiarazioni della vittima) e gli riferisce la conversazione. A quel punto è il marito a dirigersi in municipio dove trova gli impiegati, il vice sindaco e la responsabile della polizia locale che si precipita immediatamente a casa dei coniugi .

E qui, secondo gli stessi agenti, «la signora era sotto choc, spaventata e si sentiva mortificata» per non avere avuto la prontezza di capire che si trattava di una truffa. «Nessuno ha subito danni, ma è fondamentale mantenere la massima attenzione», è la raccomandazione della polizia locale che esorta, in questi casi «a interrompere la telefonata, mostrandosi sicuri di sé e allertare immediatamente il 112. Ricordiamo che Comune, carabinieri e polizia non chiamano a casa per chiedere soldi, oro e beni preziosi, dati personali o per fare richieste assurde legate a nipoti o familiari in difficoltà. Quindi, in caso di telefonate sospette, vanno allertate subito le forze dell’ordine. La prevenzione e la collaborazione di tutti sono fondamentali per la sicurezza della comunità».

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