«Vertice per i dipendenti del cementificio»

Comune, Provincia e Regione scrivono alla proprietà: bisogna salvaguardare i posti di lavoro

PESCARA. Comune, Provincia e Regione chiedono un incontro urgente con la proprietà del cementificio di via Raiale per cercare di salvare i posti di lavoro a rischio. È la richiesta contenuta nella lettera inviata all'ingegnere Augusto Federici, amministratore delegato del gruppo Sacci spa e sottoscritta dal sindaco Luigi Albore Mascia, dal presidente della Provincia Guerino Testa e dall'assessore regionale alle attività produttive Alfredo Castiglione. Una richiesta concordata con i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil.

«Tre le ipotesi che vogliamo vagliare con la proprietà», ha spiegato Mascia, «ossia pensare a una riconversione dell'azienda; verificare la disponibilità della Sacci a vendere la struttura da riconvertire; o, in ultimo, se il cementificio è ormai destinato alla chiusura e alla relativa dismissione, determinata sicuramente dalla forte crisi che oggi attanaglia il settore dell'edilizia, capire cosa intenda fare l'azienda per la bonifica del sito, perché non è pensabile che il cementificio chiuda lasciando a Pescara l'eredità di un blocco di cemento armato e di forni dismessi e abbandonati, ripetendo gli errori amministrativi dell'ex inceneritore».

Ma ecco la lettera redatta direttamente dal sindaco. «Negli ultimi mesi si sono tenuti vari incontri tra i lavoratori in cassa integrazione dell'azienda Sacci e le istituzioni locali, al fine di individuare possibili soluzioni in relazione alla questione della chiusura del cementificio di via Raiale. Nel corso dell'ultimo incontro, tenutosi lo scorso 27 settembre, durante un sit-in di protesta degli 85 lavoratori in questione, abbiamo potuto toccare con mano lo sgomento e la disperazione di queste persone che si trovano in cassa integrazione dal primo settembre scorso, fino al 4 maggio prossimo e che vivono il dramma dell'incertezza per il proprio futuro». «Ai lavoratori che prestano servizio all'interno del cementificio», si legge ancora, «sono senz'altro da aggiungere tutti coloro che, indirettamente, hanno da sempre avuto rapporti con l'azienda Sacci, creando un efficace e fiorente sistema di indotto produttivo e commerciale e che oggi sono coinvolti nella crisi del gruppo. Come rappresentanti istituzionali di una regione con un territorio e un'economia già seriamente compromessi da altre gravissime problematiche, non ultimo il terremoto del 2009, esprimiamo la nostra grande preoccupazione per la situazione occupazionale che si è recentemente profilata; a tale proposito, è nostro preciso dovere intervenire al fine di salvaguardare i posti di lavoro». «Proponiamo», conclude la lettera, «un incontro urgente con i vertici di codesta spettabile azienda, possibilmente entro 15 giorni dalla data odierna».

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