«Viviamo con i tossici sempre sul pianerottolo», la denuncia di una residente di via Tavo

Francine Diane Gillissen

9 Aprile 2026

La rabbia dei cittadini costretti a sopportare di tutto nelle palazzine di periferia: «Se alziamo la testa ci minacciano, mi hanno tagliato anche le gomme dell’auto»

PESCARA. Cassette della posta incendiate, gomme bucate, minacce dirette alle persone e alle loro famiglie. Francine Diane Gillissen, che vive al civico 229 di via Tavo, denuncia da oltre dieci anni ciò che ogni giorno vede davanti ai suoi occhi e che prova a combattere. Ma per ogni parola detta il prezzo da pagare è altissimo: «Dalle gomme bucate, allo scassinamento dello sgabuzzino, mi hanno rubato anche l’olio più volte». Ma la sua è una resistenza solitaria e rischiosa. «Sì, ho paura. Mi hanno minacciato. Ci hanno tirato acido, varichina, feci sul balcone, uova sulla porta».

Episodi che delineano un clima di violenza continua. «Com’è una giornata qui in via Tavo? Una giornata qui è vedere un viavai di gente che per me è squallido. Vedere i padri tossici che vengono con i figli è squallido. Vedere un genitore che viene con la famiglia a prendere l'eroina è bruttissimo. Vedere che se gli danno la dose sbagliata poi lo massacrano di botte». Ma da anni le sue segnalazioni arrivate anche all’Ater, proprietaria di quegli alloggi, sono rimaste su carta e di scritto c’è solo un procedimento di sfratto, avviato a seguito degli arresti delle ultime settimane. Tra le segnalazioni anche furti di corrente e di acqua con gli allacci abusivi ai contatori degli altri residenti.

A farsi portavoce del degrado e del ripristino della legalità nel quartiere c’è il consigliere comunale Domenico Pettinari. «Quell’alloggio deve essere oggetto di decadenza e tornare nella disponibilità dell’Ater: operazione che può fare solo il Comune, è questo il provvedimento che stiamo chiedendo da tempo e non si capisce perché l’Ater, nonostante nel 2024 a seguito delle nostre battaglie ha fatto una richiesta di decadenza, il Comune a oggi pare non sia partita ancora questa decadenza o sia partendo in questi giorni. C’è un lasso di tempo enorme, oltre un anno, in cui questa pratica è rimasta dormiente negli uffici comunali». È questa una delle tante battaglie di Pettinari che per questo è stato più volte minacciato e per questo da anni paga lo scotto di dover girare solo accompagnato dalla scorta.

«Io ricevo decine e decine di telefonate a settimana, persone che piangono al telefono e mi dicono di aiutarle. Noi da vent’anni stiamo denunciando», dice Pettinari. «Prima c’era il Ferro di cavallo, con l’abbattimento quella piazza principale è esplosa in altre 4 o 5 piazze. Il Ferruccio esiste da tantissimi anni: dopo l'abbattimento del ferro di Cavallo, le attività nel Ferruccio sono quintuplicate, ma comunque è una piazza attiva da almeno 40 anni». E per la maggior parte, sono palazzi popolari. «In questo momento ci sono 650 persone in graduatoria che aspettano una casa popolare. Famiglie che da 10 anni aspettano una casa popolare e si devono vedere sorpassate da coloro che utilizzano la casa popolare non per abitare, ma come bottega per spacciare droga. Una casa popolare che produce alla delinquenza anche 5mila euro al giorno di incassi netti».

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