Zona rossa confermata Ora ci spetta il “Ristori” 

Cabina di regia e ministro: «Sì, l’Abruzzo è ad alto rischio»

L’AQUILA. L’Abruzzo che lavora può tirare un sospiro di sollievo. I ristori, introdotti dal governo per aiutare aziende fortemente colpite dalle nuove restrizioni, saranno validi anche per la nostra regione, dopo che ieri sera la Cabina di regia, come aveva già anticipato il presidente Marco Marsilio, ha certificato il passaggio nella zona rossa, la fascia a più alto rischio disposta con l’ordinanza firmata dallo stesso governatore lunedì scorso. Si tratta di un passaggio molto importante, sia per chi poteva già contare sui ristori previsti per la zona arancione, che si vedrà aumentare la percentuale dei contributi, sia per chi sarà inserito per la prima volta nella platea dei beneficiari. Senza il riconoscimento del mistero alla zona rossa decisa dalla Regione, l’Abruzzo sarebbe rimasto a secco. A formalizzare l’indicazione della Cabina di regia, un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che scatterà da domani, 22 novembre, e rimarrà in vigore fino al 3 dicembre, data in cui scadrà il Dpcm, firmato da Conte a inizio mese, che ha diviso l’Italia nelle tre zone colorate.
Occhio però a non cullarsi troppo su questa scadenza: nel documento redatto dalla Cabina di regia, infatti, si afferma che le nuove restrizioni devono essere adottate per almeno tre settimane. Se dunque, com’è altamente probabile, il Dpcm del 3 novembre dovesse essere prorogato, l’Abruzzo, iniziando a contare le tre settimane a partire dal 22 novembre, potrebbe rimanere in zona rossa fino al 14 dicembre.
CHE COSA CAMBIA. Entrando ufficialmente in zona rossa, come detto, l’Abruzzo potrà usufruire delle misure che il governo aveva riservato alle regioni appartenenti a tale fascia, comprese le maggiorazioni introdotte dal Ristori Bis, approvato il 10 novembre. Quest’ultimo provvedimento – che ha stanziato, in aggiunta ai 5,4 miliardi di euro già previsti dal "Ristori Uno", ulteriori 2,5 miliardi - ha aumentato di un ulteriore 50% il contributo a fondo perduto per alcune imprese e ha esteso anche la platea dei beneficiari.
IL FONDO PERDUTO. Il dl Ristori di ottobre aveva previsto un contributo variabile dal 100% al 400%, fino a un massimo di 150mila euro, in base alle attività (suddivise per categorie in base ai codici Ateco). Nel Ristori Bis alcune attività come gelaterie, pizzerie al taglio, piadinerie, pasticcerie e bar senza cucina potranno beneficiare di un ulteriore incremento del 50% arrivando al 200%. Potranno richiedere il contributo anche le attività economiche che erano rimaste escluse, per esempio quelle con sede nei centri commerciali, le industrie alimentari, i negozi di abbigliamento, gli ambulanti, i centri estetici e le altre attività di servizi alla persona e agli animali. Anche per queste categorie è riconosciuto un contributo a fondo perduto con percentuale maggiorata del 200%.
Il contributo spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Non possono accedere all'agevolazione tutti coloro i quali hanno cessato la partita Iva alla data del 25 ottobre 2020. Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1 gennaio 2019 e fino al 24 ottobre 2020, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato.
COME VIENE EROGATO. I soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto “Rilancio” e che non vi abbiano rinunciato, riceveranno il ristoro direttamente sul proprio conto corrente bancario o postale.
Per coloro che invece non hanno potuto presentare l’istanza entro il 13 agosto e non hanno, quindi, già usufruito del contributo previsto dal Decreto Rilancio, le modalità ed i termini di presentazione della domanda saranno disciplinati da un provvedimento specifico dell’Agenzia delle Entrate.
VERSAMENTI INPS. Il nuovo decreto ha confermato la sospensione dei contributi Inps per imprese e lavoratori che ne avevano beneficiato già nel dl Ristori. Per le regioni in zona rossa e arancione la contribuzione è sospesa per i mesi di novembre e dicembre.
RINVIATI IRPEF, IRES E IRAP. Per i soggetti Isa (indici sintetici di affidabilità) delle regioni in zona rossa entra in vigore la proroga del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap fino al 30 aprile 2021, senza che ci sia la prova della riduzione del fatturato.
IMU: VIA SECONDA RATA. Per le imprese e le attività beneficiare dei contributi a fondo perduto il Ristori bis cancella la seconda rata dell’Imu ma a una condizione: i proprietari degli immobili a uso commerciale devono essere anche gestori delle attività. La cancellazione vale soltanto per le imprese che operano nelle regioni della zona arancione e rossa.
CREDITO DI IMPOSTA. Per i settori colpiti nelle zone rosse, è previsto un credito d’imposta cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. AGRICOLTURA E PESCA. Con il decreto Ristori la decontribuzione per la filiera agricola, pesca e acquacoltura viene estesa a tutto il mese di dicembre. Tale misura è stata introdotta in prima istanza dal precedente decreto che per sollevare il settore ha stanziato 100 milioni di euro per il 2020.
CONGEDO E BABY SITTER. Il Ristori bis prevede anche una serie di aiuti economici per la gestione dei figli a causa della sospensione della didattica in presenza, che nella zona rossa è limitata ai ragazzi fino alla seconda media. Si potrà richiedere il bonus baby-sitter fino a mille euro se i genitori non possono usufruire dello smart working. Per quanto riguarda il congedo straordinario per lavoratori dipendenti questo è retribuito per il 50%. Possono beneficiare delle agevolazioni anche le famiglie con disabili a carico, in caso di chiusura di scuole e centri diurni.