Balzano: «No ai processi, pensiamo solo a salvarci» 

Il terzino fuori causa per infortunio: «Normale che ci sia un po’ di timore, ma daremo il massimo per battere il Perugia e mantenere la categoria»

PESCARA. Un guerriero in meno nella battaglia salvezza. Trapani permettendo (si attende l’esito del ricorso), lunedì il Pescara ospiterà il Perugia nell’andata dei play out e Antonio Balzano dovrà seguire la sfida dalla tribuna. Proprio contro gli umbri si è infortunato nel match terminato in parità (2-2 il 10 luglio) e nelle partite successive ha stretto i denti sopportando un dolore insistente. Venezia, Frosinone, Trapani e Livorno, ma contro i labronici il flessore si è lesionato costringendolo a chiudere la stagione in anticipo. A Verona era con la squadra e ogni giorno è al Poggio degli Ulivi per caricare i compagni. «Ora non serve fare processi, dobbiamo restare uniti e battere il Perugia», ripete il terzino.
Balzano, si aspettava di vedere il Pescara giocarsi la B agli spareggi?
«Nessuno immaginava un simile epilogo. All’inizio credevamo di disputare un buon torneo. Non ci siamo mai trovati in una situazione così brutta, né molti di noi né il Pescara, e non è facile gestirla a livello mentale. Dobbiamo salvarci, la B è un patrimonio da difendere e daremo il massimo per conservarla. Le colpe sono di tutti, invece di sforzarci a individuare il possibile capro espiatorio, dobbiamo unirci ancora di più e combattere. Purtroppo non potrò giocare, speravo di resistere, volevo aiutare la squadra in una fase delicata, ma il muscolo ha ceduto».
Con il ricorso il Trapani spera nella restituzione di almeno un punto. Qual è il suo punto di vista?
«Esistono le regole e devono essere rispettate. Se si infrangono, penso sia giusto pagare le conseguenze subendo penalizzazioni, altrimenti tutti si sentirebbero legittimati a violarle».
Contro il Chievo squadra contratta, ai play out servirà un Pescara diverso.
«Avevamo gestito bene il primo tempo rischiando poco o nulla. I risultati degli altri campi erano confortanti e forse inconsciamente ci hanno condizionato. Nella ripresa ci siamo schiacciati troppo, magari è subentrata un po’ d’ansia e non doveva succedere. Mentalmente siamo andati in sofferenza, poi una distrazione è stata fatale. Quest’anno è capitato varie volte di subire gol a causa di disattenzioni, ma, ripeto, ora i processi sono inutili».
C’è paura di non farcela?
«È normale che sia un po’ di timore, però faremo di tutto per liberare la testa e affrontare al meglio le due partite. Durante il torneo abbiamo avuto tante difficoltà, però raramente gli avversari ci hanno messo sotto».
Che cosa si sente di dire alla squadra?
«Di prepararsi a disputare una sfida che equivale a una finale dei campionati del mondo. Dopo il ko con il Chievo non ho dormito per due notti e lo stesso è accaduto ai miei compagni. Nessuno voleva trovarsi in questa situazione, per fortuna abbiamo la possibilità di rialzarci».
Di fronte ci sarà il Perugia.
«Come il Pescara, sembrava avesse un organico costruito per fare un altro tipo di campionato. Sta subendo contestazioni ed è in difficoltà, ma dobbiamo concentrarci solo sui noi stessi e sputare sangue in campo».
Andrea Sottil ha un carattere forte, ma finora non è riuscito a trasmetterlo. Perché?
«Non sono d’accordo. Sotto l’aspetto motivazionale è stato impeccabile, quello che sto dicendo lo ha detto anche lui prima di me, ma in campo purtroppo è andata male. Il problema è nella testa, dobbiamo ritrovare solo un pizzico di serenità. Ci vogliono gli attributi per uscire da questa situazione, ci stiamo giocando qualcosa di prezioso e non si può fallire l’obiettivo. Sarà una sfida ad armi pari, chi ha più fame si salverà».
Un messaggio ai tifosi?
«Li capisco, soffriamo con loro. Trovarci ai play out è una pugno nello stomaco, però non è finita. Lotteremo fino all’ultima goccia di sudore per battere il Perugia».
Giovanni Tontodonati
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