Cessione Chieti, altro rinvio. Il “piano B” è il campionato di Promozione

Slitta l’incontro tra il presidente Di Labio e l’imprenditore Pistilli interessato al club dopo la retrocessione dalla serie D. L’alternativa ripartire dal Città di Chieti, il patron La Valle: «Se serve, ci siamo»
CHIETI. Slitta l’incontro tra Gianni Di Labio e Giuseppe Pistilli. Ieri pomeriggio a Terni, nello studio dell’avvocato Massimiliano Foddai, era previsto un vertice tra il presidente neroverde e l’imprenditore laziale interessato a rilevare il Chieti. L’incontro è stato rinviato. La società ha chiesto qualche giorno in più per produrre altra documentazione da fornire a Pistilli. Il 52enne imprenditore di Cori (Latina) che opera nel settore della pasticceria e dei forni tra Lazio e Umbria ha confermato il suo interesse per il Chieti e sta facendo le sue valutazioni. «La situazione debitoria è grave, ma non drastica», dice Pistilli. «Con Di Labio ci siamo lasciati che ci aggiorneremo nei prossimi giorni quando mi fornirà altre carte. Per ora non ci sono altre novità».
Tutto fermo in attesa di nuovi sviluppi. Il futuro del calcio neroverde, dopo la mazzata della retrocessione in Eccellenza, resta da scrivere. Il primo scenario è salvare la società, darle continuità (con un’altra proprietà) e iscriverla al massimo campionato regionale. L’alternativa è ripartire dalla Promozione con la matricola del Città di Chieti che rappresenta la ciambella di salvataggio alla quale aggrapparsi nel caso in cui il Chieti Fc 1922 dovesse staccare la spina. «La disponibilità da parte nostra c’è», conferma Fabio La Valle, presidente del Città di Chieti, «anche perché la nostra matricola permetterebbe di ripartire dalla Promozione anziché dalla Prima categoria. L’augurio ovviamente è che l’attuale società del Chieti Fc 1922 possa risolvere qualsiasi problematica. Se dovesse servire ripartire da noi, dovremmo ristrutturare la società. Il contenitore è da rifare: dovremmo trasformare la società in una srl, allargare la base societaria e attivare un azionariato per permettere alla città di essere parte integrante del progetto. Bisognerebbe fare tutto ciò che è necessario per creare una solida e futuribile ripartenza».
Nel mezzo c’è la speranza (o il sogno) di una riammissione in serie D che passa dal ricorso al Collegio di garanzia del Coni. Lo presenterà l’avvocato Nicoletta Maria Carè una volta pubblicate (forse oggi) le motivazioni che hanno portato la corte federale d’appello a ribaltare il verdetto del Tfn e a infliggere il -11 che ha spedito il Chieti in Eccellenza. Il nodo cruciale è l’interpretazione della norma.
Sul dispositivo della Lnd si parla di un punto di penalizzazione per ogni mensilità non pagata senza fare riferimento al numero dei tesserati. Il -11 è stato invece calcolato moltiplicando le mensilità non corrisposte per ogni tesserato: 4 al tecnico Del Zotti e al vice D’Ercole e 3 al calciatore Surricchio. Un’interpretazione normativa che rischia di paralizzare l’intero mondo dei dilettanti.
La ferita nel cuore dei tifosi resta aperta. Così come per i giocatori che in campo avrebbero meritato la possibilità di giocarsi la salvezza ai play out. «Chieti è stata una pagina così intensa che fatico a credere sia finito tutto così», dice il difensore neroverde Raul Morichelli. «Ho trovato uno staff e compagni stupendi con i quali ci siamo compattati attraverso le difficoltà e siamo andati avanti di sfida in sfida come una cosa sola. Porterò i tifosi sempre nel cuore perché ci hanno fatto sentire sempre un passo avanti agli altri. Sono così fiero della mia squadra che nulla mai ci potrà togliere ciò che di bello siamo riusciti a fare».
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