Dai dilettanti alla serie A: ecco chi è Paterna, il teramano indagato nell’inchiesta sugli arbitri

L’ex fischietto abruzzese, ora addetto al Var, è accusato di falsa testimonianza dalla procura di Milano per l’episodio finito nell’inchiesta durante la gara Udinese-Parma di un anno fa
PESCARA. Il vaso di Pandora aperto dalla Procura di Milano sul mondo degli arbitri, e in particolare sul designatore di A e B Gianluca Rocchi, ha stravolto il calcio italiano e ora rischia di trascinare all’interno dell’inchiesta altre figure di spicco del panorama arbitrale. Oltre a Rocchi e al suo vice Gervasoni, tra gli indagati compare anche un abruzzese: il teramano Daniele Paterna. Il fischietto classe 1987 di Teramo è accusato di falsa testimonianza.
Secondo quanto riportato dall’agenzia AGI, Paterna sarebbe protagonista di un episodio avvenuto nell’incontro di Serie A tra Parma e Udinese del primo marzo 2025, in cui ricopriva il ruolo di addetto al Var. L’arbitro abruzzese sarebbe finito nei guai per aver cambiato valutazione su un rigore da concedere all’Udinese: inizialmente orientato a non assegnarlo, avrebbe poi modificato la decisione dopo una segnalazione proveniente dall’esterno della cabina di Lissone, dove ha sede la sala Var.
Paterna, infatti, si sarebbe voltato verso qualcuno fuori campo, probabilmente lo stesso Rocchi, chiedendo conferma prima di segnalare il penalty e ricevendo una risposta affermativa. Successivamente, interrogato dalla Procura, sarebbe caduto più volte in contraddizione, anche alla luce di un video diffuso nei giorni scorsi dalle agenzie, che mostrerebbe in modo piuttosto chiaro quanto accaduto in quell’occasione, da qui l’accusa per falsa testimonianza.
Un filmato che oggi rischia di macchiare una carriera fino a questo momento immacolata. Eppure, per Paterna, la scelta di diventare arbitro, pur essendo figlio d’arte, non è stata immediata.
A spingerlo era soprattutto la passione per il calcio e per il vivere le partite, tanto che la decisione di intraprendere la carriera arbitrale nasce anche dalla possibilità di entrare gratuitamente negli stadi grazie alla tessera AIA.
Iscritto alla sezione di Teramo, inizia il suo percorso nel 2006, relativamente tardi, nel calcio dilettantistico. Il salto arriva nel 2012, quando comincia a dirigere le gare di serie D, avviando un percorso che lo porterà fino alla massima serie. Nel 2015 viene promosso in Lega Pro, dove resta per cinque stagioni, affermandosi come uno dei direttori di gara più affidabili della categoria e arrivando a dirigere una finale di Coppa Italia serie C e una finale play off. Proprio quella finale rappresenta il trampolino di lancio: nel 2020 arriva la promozione alla CAN A e B e il 27 ottobre dello stesso anno l’esordio in serie B nella sfida tra Reggiana e Pisa.
Arbitro considerato risoluto e dotato di personalità, nel 2021 riesce anche a coronare il sogno della Serie A, dirigendo Crotone-Sampdoria nella massima categoria. Dopo tre stagioni arriva l’ultima presenza, il 14 maggio 2023 in Fiorentina-Udinese, prima della dismissione nel luglio dello stesso anno. La passione per il calcio, però, non si spegne. Paterna decide così di proseguire il proprio percorso nel settore Var, diventando nel 2025 Video Match Official, figura specializzata nel supporto all’arbitro dalla sala regia, operando anche a livello internazionale e partecipando ai raduni come formatore per i colleghi.
Oggi, però, quel percorso rischia di essere improvvisamente messo in discussione. Perché se sarà la giustizia a stabilire responsabilità e verità, nel frattempo resta un’immagine, un dubbio e un’inchiesta che potrebbe lasciare segni profondi non solo su un singolo arbitro, ma sull’intero sistema.
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