Di Francesco, l’arbitro che preferì il basket al calcio

29 Settembre 2015

Il fischietto teramano protagonista nella finale di Supercoppa a Torino Per anni ha diretto sia in Lega Pro che in B1, nel 2006 la svolta per la pallacanestro

Da anni il basket abruzzese è assente dalla serie A. Dall’estate del 2012 quando Teramo è scomparso dal panorama nazionale. In compenso, il movimento regionale si consola con gli arbitri. Luigi Lamonica è considerato il migliore in Italia, uno dei più bravi al mondo. E di recente ha diretto la finale degli Europei a Lille. A fine stagione appenderà il fischietto al chiodo per raggiunti limiti d’età, dal momento che il 18 dicembre compirà 50 anni. Alle spalle c’è Guido Federico Di Francesco, 39 anni, teramano, che domenica a Torino ha arbitrato (insieme a Sabbetta di Termoli e a Aronne di Viterbo) la finale della Supercoppa italiana vinta da Reggio Emilia contro Milano. A febbraio aveva diretto la finale di coppa Italia con Lamonica. E la designazione di domenica scorsa rappresenta un premio alla crescita del fischietto teramano che il giugno scorso è diventato papà per la seconda volta visto che la signora Monia ha dato alla luce Camilla che è andata a fare compagnia a Beatrice di due anni. Di Francesco è un promotore finanziario che viene da una famiglia cresciuta a pane e fischietto. “Colpa” del papà Pietro, ex arbitro e presidente della sezione Aia di Teramo. I figli Guido Federico e Simone hanno portato avanti la tradizione, entrambi partendo con il calcio. Simone è arrivato fino alla Lega Pro per poi iniziare la carriera da assistente in serie B alla quale ha abbinato il lavoro da presidente della sezione Aia di Teramo. Guido Federico, invece, ha iniziato con il calcio per poi cambiare sport e dedicarsi alla pallacanestro. Nel febbraio 2006 la svolta dopo un Cesena-Vicenza di serie B in cui era quarto uomo con Rizzoli primo arbitro. Basta con il calcio. D’altronde, era diventato più che mai faticoso dividersi anche con la pallacanestro. Sì, perché Guido Federico Di Francesco per anni ha arbitrato sia calcio che basket. E c’è un aneddoto che descrive la passione che caratterizza il personaggio. Nel 2005, infatti, è stato protagonista di un week end bestiale: il sabato sera arbitro di basket, a Bologna, e la domenica, arbitro di Cosenza-Casertana in serie D. A rendere più complicato il fine settimana ha provveduto la gara di pallacanestro di serie B1 protrattasi fino a tarda sera con due supplementari. Di notte il viaggio in macchina, con gli assistenti Mirko Gabriele e Maurizio Dioletta, verso la Calabria. Un lungo viaggio conclusosi davanti al San Vito con l’incontro con padre Fedele, storico tifoso del Cosenza, che gli annunciava che la partita non si sarebbe disputata per il mancato arrivo della Casertana. «Sia lodato Gesù Cristo», la reazione di Di Francesco, stremato dal lungo viaggio.

Nella serie A di pallacanestro è arrivato nel 2012 e da allora ha collezionato circa 70 gettoni di presenza. Alle spalle di Di Francesco ci sono tre arbitri abruzzesi in A2: Marco Catani di Pescara, Fabio Ferretti di Teramo e Simone Patti, originario della Sicilia, ma ormai pescarese.

@roccocoletti1

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