Calcio

Il commentone della 27esima giornata di Serie A

2 Marzo 2026

Il big match tra Roma e Juve termina con un pirotecnico 3-3, con la corsa Champions che resta apertissima. Tra le altre concorrenti, vincono sia il Napoli (allo scadere) che il Como, mentre l'Inter continua a volare e il Milan tiene il passo. In zona salvezza ottima vittoria del Torino, alla prima di D'Aversa

Parma vs Cagliari

La 27esima giornata di Serie A si apre al Tardini, dove il Parma affronta il Cagliari. Parte meglio il Casteddu, che dopo 9 minuti si presenta dalle parti di Corvi: Mandela Keita si rende protagonista di un retropassaggio a dir poco folle, con Kilicsoy che entra in possesso: il turco rientra sul mancino e conclude, ma Corvi gli dice di no con il piede. D’altra parte, i padroni di casa vogliono dare continuità alla striscia di tre vittorie consecutive e allora creano il primo pericolo, al 39’: rimessa lunga per Pellegrino, che passa in mezzo a tre e poi tira potentemente sotto alla traversa, con Caprile che deve sfoderare tutti i suoi riflessi per evitare che il pallone termini la propria corsa in fondo alla rete. Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, con la gara che resta molto bloccata. Nella ripresa i rossoblu sfiorano il vantaggio: ottima azione, con Sulemana che serve Obert con un tacco no look: il 33 la appoggia a rimorchio per Esposito, che però non riesce a beffare Corvi. Ma al 62’, come un fulmine a ciel sereno, arriva il vantaggio isolano: Folorunsho, al rientro dall’infortunio dopo oltre due mesi, riceve sulla fascia destra, vede Corvi leggermente fuori dai pali e decide di far partire un missile, che si incastra all’incrocio dei pali. È senza dubbio il gol più bello del campionato finora, un gesto tecnico che lascia tutti senza parole. E, nonostante la poca presenza offensiva degli uomini di Cuesta, nel finale i crociati riescono ad agguantare il pari: Bernabé cerca di servire Strefezza ma viene favorito dal tocco di Liteta, poi lo spagnolo cerca ancora una volta il nuovo compagno di squadra ma stavolta intercetta Esposito, che però serve inavvertitamente Oristanio: l’ex della partita non sbaglia da pochi passi, trafiggendo Caprile. Con un po’ di fortuna, i gialloblu trovano l’1-1 e il quarto risultato utile consecutivo, mentre il Casteddu viene gelato negli ultimi minuti.

Como vs Lecce

Il sabato inizia con Como-Lecce. Al Sinigaglia i padroni di casa partono forte, ma alla prima azione vengono beffati dai giallorossi: Banda riceve sull’out mancino, rientra sul destro e disegna una meravigliosa parabola a rientrare per Coulibaly, che arriva in terzo tempo e gira perfettamente in porta. Gran gol dei salentini, che può completamente cambiare l’andamento del match: infatti, i biancoblu sono obbligati a fare qualcosa in più in fase offensiva e devono scoprirsi, mentre la squadra di Di Francesco può puntare sulla velocità di Banda per fare male. Ma l’1-0 dura pochissimo: Perrone illumina con un filtrante splendido, con il quale trova Rodriguez: lo spagnolo aspetta il momento giusto e poi serve Douvikas, che con il piattone insacca da pochi passi. Ristabilita la parità, si ripristina anche il canovaccio tattico: i lariani gestiscono e cercano il momento giusto. E al 36’ ecco che arriva: stop sbagliato di Banda su un brutto rilancio di Falcone e riconquista di Perrone, che punta la porta: l’argentino, in stato di grazia, serve ancora una volta Jesus Rodriguez in profondità, che stavolta supera Falcone e deposita in porta, trovando così il primo, meritato centro in campionato. I lombardi però non si fermano più e, sulle ali dell’entusiasmo, firmano il tris: calcio di punizione battuto alla perfezione da parte di Da Cunha e grande anticipo di Kempf, che sigla il quarto gol in campionato dopo quelli a Fiorentina, Juventus e Milan. Nella ripresa la squadra di Fabregas gestisce il possesso palla e tira un po’ il fiato, con un occhio di riguardo alla semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Inter e anche al tour de force dell’ultima parte di stagione. Infine, ottima notizia anche dall’infermeria, con il ritorno in campo di Assane Diao: non dimentichiamoci che il senegalese, arrivato l’anno scorso nella sessione invernale di calciomercato, aveva messo a segno ben 8 reti, contribuendo a uno straordinario decimo posto, difficilmente immaginabile per una neopromossa.

Verona vs Napoli

Alle 18 il Napoli va a Verona, ad affrontare l’ultima classificata a pari merito con il Pisa. Partenza a razzo dei partenopei, che la sbloccano dopo neanche due giri d’orologio: Politano riceve una sponda da Hojlund, se la sposta sul destro e crossa in area: Edmundsson anticipa Vergara ma il pallone vagante finisce sulla testa di Hojlund, che con gran precisione la piazza all’angolino: palo-gol. È forse impensabile dire che il vantaggio sia negativo per gli azzurri, ma paradossalmente la squadra di Conte si adagia e si rilassa troppo: i campani mantengono comunque un’alta percentuale di possesso, ma la manovra è spesso lenta e sterile, per cui si fatica a colpire l’avversario. L’unica, altra, grande chance è ancora per il bomber danese, al 36’: gran filtrante di Spinazzola per l’ex Atalanta, che salta Montipò ma non riesce a depositare in porta per l’intervento provvidenziale di Edmundsson. Nella ripresa, al minuto 64, ecco che cambia tutto: un corner di Harroui viene respinto sul destro di Akpa-Akpro, che fa partire un tiro un po’ strozzato ma che entra ugualmente in porta, anche a causa di una deviazione di Hojlund. Allora Conte cerca di scuotere un po’ i suoi e mette in campo tutte le proprie armi, in particolare Lukaku. Il belga è grande protagonista nel finale: prima effettua una sponda meravigliosa per Elmas, che però calcia centralmente; poi crossa a rientrare con il destro per Giovane, il cui tentativo termina a lato di poco. L’ex Inter sembra in una buona serata e cerca di trascinare i suoi, ma sembra non riuscirci. La partita è agli sgoccioli e i partenopei hanno l’ultima occasione, un calcio d’angolo: battuta corta e giro palla veloce che libera Giovane: l’ex della gara crossa un pallone interessante proprio per il numero 9, che con il piattone riesce a battere Montipò, imperfetto nella circostanza. Questo è un gol fondamentale sia per gli azzurri sia per il proprio bomber: il Napoli vola al terzo posto in attesa di Roma-Juventus ed evita di perdere punti con una squadra in lotta per non retrocedere; d’altra parte, è bellissima la dedica di Big Rom, che si lascia andare a un pianto liberatorio dopo i mesi difficili tra l’infortunio e la scomparsa del padre.

Inter vs Genoa

In serata l’Inter affronta il Genoa di De Rossi, reduce dalla convincente vittoria per 3-0 contro il Torino. I nerazzurri cercano da subito di indirizzare l’incontro, anche per lasciarsi alle spalle la brutta uscita dalla Champions League ai sedicesimi di finale. Dopo un quarto d’ora di assestamento, arrivano le prime occasioni: prima Bijlow è bravo ad alzare in corner una gran conclusione di Bonny, poi è la traversa a opporsi a Mkhitaryan, che va a un passo dal secondo gol consecutivo in campionato (impresa che non riesce dalla stagione 2020-2021, quando l’armeno siglò quattro gol in altrettante partite con la maglia della Roma), infine è ancora super Bijlow, di nuovo su Bonny, che stavolta aveva preso il tempo alla difesa ma non è riuscito a girare in porta con la testa. Il gol sembra però nell’aria e arriva, al minuto 31: lancio millimetrico di Mkhitaryan per Dimarco, che al volo, di mezzo esterno, la spedisce all’angolino. Gol splendido dell’esterno nato e cresciuto a Milano, che ha dei numeri incredibili in questa stagione: 6 gol e 14 assist in Serie A, con il record del Papu Gomez di 16 passaggi vincenti che sembra più che raggiungibile. Sbloccata la partita, il Biscione si adagia un po’, con il Grifone che lo minaccia: i rossoblu non riescono però a creare delle opportunità vere e proprie, ma solo occasioni potenzialmente pericolose, in cui manca l’ultimo passo. E allora la squadra di Chivu alza nuovamente i giri del motore e, al 69’, ha una super chance per raddoppiare: Luis Henrique riceve da Barella e tenta il diagonale rasoterra, con la conclusione che viene però deviata prima da Martin e salvata miracolosamente poi da Bijlow, grazie anche all’aiuto del palo; Pio Esposito fa sua la seconda palla e scarica ancora una volta sul brasiliano: il cross dell’ex Marsiglia viene murato in maniera più che scomposta da Amorim, che prende il pallone con il braccio. Fabbri indica immediatamente il dischetto e Calhanoglu, al rientro dopo l’infortunio, può fare 2-0: il turco è infallibile dagli 11 metri, spiazza il portiere e fa 9 in stagione. Nel finale la Beneamata si rilassa un po’ troppo e rischia di riportare il Genoa in partita, ma alla fine Sommer riesce a ottenere il 14esimo clean sheet. Continua a volare la capolista, che si porta momentaneamente a +13 sul Milan.

Cremonese vs Milan

All’ora di pranzo di domenica giocano proprio i rossoneri, che allo Zini cercano di non peggiorare il distacco in classifica con i cugini. Inizio di gara molto combattuto, con occasioni da ambedue le parti: alla conclusione, sul fondo, di Vardy risponde il tiro, strozzato, di Saelemaekers, all’anticipo di Bonazzoli, che termina di un soffio a lato, controbattono Leao e Pulisic: il portoghese viene imbeccato in profondità da Fofana e, a tu per tu con Audero, non c’entra il bersaglio, mentre lo statunitense sbatte sull’italo-indonesiano, non sfruttando l’assist di un brillante Fofana. E, nel recupero di primo tempo, è proprio il francese a provarci: ottimo sviluppo per vie centrali con Pulisic che poi scarica su Saelemaekers: l’ex Monaco riceve tra le linee dal belga, se la sposta sul mancino e tenta di pescare l’angolino, ma Audero è ancora una volta miracoloso. Nella ripresa cambia leggermente lo schema tattico: i grigiorossi sono meno propositivi rispetto alla prima frazione di gioco, mentre il Diavolo continua a cercare di sbloccare la partita. L’accorgimento messo in atto da Nicola complica però le idee dei meneghini, che faticano a trovare gli spazi giusti. Le chances diminuiscono ma non si azzerano, anzi: al 60’ è gigantesca l’opportunità per Leao di segnare, con il 10 che si divora l’1-0 a porta quasi spalancata. Non si riesce a superare la retroguardia della Cremo, che però cade nel momento più importante: corner corto per Estupinan che poi la restituisce a Modric: il croato disegna una parabola a rientrare che De Winter sfiora e che Pavlovic insacca, venendo quasi colpito dal pallone. È un gol fondamentale, sia per restare a -10 dalla capolista a una settimana dallo scontro diretto, sia per mantenere un buon distacco sul quinto posto. Nel recupero arriva anche il 2-0, che mette il sigillo definitivo sul match: De Winter spazza, Fullkrug spizza, Nkunku si invola verso la porta e generosamente offre a Leao, che stavolta non sbaglia da pochi passi. Successo importantissimo per il Diavolo, che può guardare con tranquillità il big match tra Roma e Juventus.

Sassuolo vs Atalanta

Alle 15 il Sassuolo ospita l’Atalanta, reduce dall’impresa in Champions contro il Borussia Dortmund. Parte forte la squadra di Palladino: gran lancio di Pasalic per Zalewski, che con un morbido tocco sotto supera Muric ma non inquadra lo specchio per centimetri. I neroverdi non si fanno però intimorire e sono anche loro pericolosi: cross a rientrare di Berardi e bella girata aerea di Thorstvedt, con Carnesecchi che è chiamato agli straordinari. Il match è dunque molto equilibrato e sembra ci siano tutti i presupposti per una sfida divertente, con lo scenario che cambia improvvisamente al minuto 16: Djimsiti anticipa Pinamonti su un pallone vagante, con l’ex attaccante dell’Inter che va in scivolata. Non ci sono dubbi per Marchetti, che estrae il cartellino rosso: effettivamente, l’intervento è molto brutto, con il piede a martello all’altezza della caviglia. Ottima lettura del direttore di gara della sezione di Ostia Lido: si è preso il brutto vizio di non espellere direttamente un giocatore dal campo, modificando semmai in un secondo momento la decisione al var. Ecco, in questo caso ciò non è avvenuto e questo risalta ancora di più la decisione presa. Ciononostante, ad andare in vantaggio sono proprio gli emiliani: corner a rientrare di Laurienté e deviazione sottoporta di Koné, con Carnesecchi che rimane tra i pali e non può nulla sul tocco del francese. La Dea incassa il colpo e risente un po’ del gol subito, ma qualche minuto più tardi prova a riaffacciarsi dalle parti di Muric: Zalewski è il più attivo e cerca l’imbucata per Samardzic, che però non controlla da posizione più che promettente. Nella ripresa cambia molto poco: i padroni di casa si difendono e cercano di ripartire, mentre i nerazzurri faticano a trovare la brillantezza dell’ultimo periodo, anche a causa delle tante energie spese durante la settimana. E infatti, su situazione di contropiede, arriva anche il raddoppio: Koné spazza e il pallone diventa buono per Laurienté. Il capocannoniere della scorsa Serie B temporeggia, aspetta che i suoi compagni salgano per creare un pericolo: l’appoggio è dato dal solito Koné, che poi gliela restituisce: il pallone passa poi dai piedi del 10 a quelli di Thorstvedt, che dalla distanza fa partire una conclusione a giro meravigliosa, che si infila all’incrocio dei pali. Il problema principale degli orobici è trovare la scintilla, l’episodio giusto: Muric è, inoltre, in serata di grazia e al 72’ vola per togliere dal sette un grande stacco di Krstovic, mentre all’86’ devia, decisivamente, un colpo di tacco ravvicinato di Samardzic, anche con l’aiuto del palo. Ma la Dea continua a spingere e, due minuti più tardi, trova il gol che dimezza lo svantaggio: l’azione si sviluppa nuovamente sulla fascia destra, con Zappacosta che salta un avversario e mette a rimorchio per Musah, bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e a non sprecare la chance. Il primo gol in maglia nerazzurra dell’ex Milan è però ininfluente: nel recupero non basta il forcing finale, con Muric ancora decisivo: il montenegrino con cittadinanza kosovara è provvidenziale al 92’, quando toglie dalla porta, assieme alla traversa, uno stacco quasi a colpo sicuro di Scalvini. Impresa del Sassuolo, che in 10 uomini per oltre 75 minuti batte l’Atalanta e si prende l’ottavo posto in classifica, a -7 proprio dagli orobici.

Torino vs Lazio

Alle 18 si sfidano due squadre in grande difficoltà: il Torino e la Lazio. Partono forte i granata, che vanno in vantaggio dopo 21 minuti: lancio di Coco e spizzata di Simeone che favorisce Zapata: il colombiano tira con il mancino ma la conclusione viene deviata e schizza sul destro del Cholito, bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e a battere Provedel, con Provstgaard che non riesce a tirare fuori dalla porta il pallone con un intervento disperato. I biancocelesti non riescono a imporre il proprio gioco e allora, nella ripresa, arriva anche il raddoppio: cross di Obrador dall’out mancino e incornata precisa di Zapata, che sigla il secondo gol in campionato. Servirà la migliore versione del capitano del Toro per questo finale di stagione, con una salvezza da conquistare dopo la disastrosa annata. Inizia bene D’Aversa, che ottiene i tre punti all’esordio; ancora un ko, il secondo nelle ultime tre e il nono in questa Serie A, per le Aquile, che si trovano ora in decima posizione a +1 sul Parma.

Roma vs Juventus

A chiudere il weekend c’è il big match di giornata, lo scontro tra Roma e Juventus. È un intreccio molto interessante anche tra i due allenatori: Spalletti torna all’Olimpico da avversario, dopo ben 299 panchine con i giallorossi, mentre Gasperini ha un passato da giocatore della Vecchia Signora (con cui però non ha mai esordito) e soprattutto ha iniziato la propria carriera da allenatore nelle giovanili bianconere, in cui è stato quasi 10 anni. Il match è molto combattuto, fin dalle prime battute, con occasioni da entrambe le parti: a battere il primo colpo è la Lupa, dopo appena 4 minuti. Ottimo movimento di Pisilli e buon tiro del classe 2004, con Perin che si distende: tuttavia il pallone non viene allontanato e sulla palla vagante arriva Pellegrini, che conclude incredibilmente sul fondo. Chance enorme, così come quella per Malen al minuto 24: cross a rientrare di Cristante, sponda di Mancini e anticipo dell’olandese su Bremer, che però non riesce ad alzare il pallone e sbatte su Perin. E allora, dopo qualche pericolo di troppo, anche i bianconeri si affacciano dalle parti di Svilar: siamo poco dopo la mezz’ora di gioco e Kalulu mette in mezzo un buon pallone per McKennie, che non inquadra lo specchio per questione di centimetri. Ad ogni modo, qualche minuto più tardi, arriva il meritato vantaggio della Magica: ottimo sviluppo dell’azione, con Pisilli che vince un contrasto con Kalulu e poi allarga lateralmente su Wesley: l’esterno ex Flamengo se la porta sul destro e poi la piazza all’incrocio dei pali, con uno splendido tiro a giro. Serviva una giocata individuale fuori dall’ordinario per rompere l’equilibrio e il brasiliano ha questi colpi in canna, come dimostrato durante tutta la stagione. Nella ripresa cambia nuovamente lo scenario, dopo soli 2 minuti dall’intervallo: calcio piazzato di Koopmeiners, con la difesa giallorossa che allontana ma non definitivamente; il pallone è facile preda di Bremer, che lo appoggia a Conceicao: il figlio d’arte fa partire una meravigliosa conclusione di controbalzo, che toglie le ragnatele dal sette. Si torna dunque in parità, ma anche stavolta il parziale dura molto poco: passano appena 7 minuti e i capitolini tornano in vantaggio. Pellegrini muove il pallone da corner e lo riceve nuovamente: il capitano romanista disegna una gran parabola a uscire che è precisa per N’Dicka, bravissimo a sfuggire alla marcatura di Cambiaso e a insaccare da pochi passi. Secondo gol consecutivo per l’ivoriano, che non era mai riuscito a segnare in campionato con la Lupa prima di domenica scorsa e ora ha gonfiato la rete per ben due volte in una settimana. E così la partita cambia: i bianconeri devono cercare di alzare i giri del motore, anche se la stanchezza delle ultime settimane si fa sentire enormemente. Conseguentemente, le squadre si allungano ed è più facile per i giallorossi trovare spazi in profondità: al 65’ Koné vede Malen sul filo del fuorigioco e lo serve con un’imbucata millimetrica, con l’ex Dortmund che si ritrova solo davanti a Perin e lo scavalca con un tocco morbidissimo. Sesta rete in sette presenze per l’attaccante nato a Wieringen, che sta avendo un impatto devastante in Serie A. La Roma ha ora un’occasione gigantesca: è in vantaggio di due gol, è più riposata rispetto agli avversari e manca meno di mezz’ora al termine. Ma la gestione del possesso palla non è efficace e la Vecchia Signora riesce a dimezzare lo svantaggio: cross di Zhegrova a rientrare e anticipo di Celik su Yildiz, con il pallone che termina però sui piedi di Boga: l’ex Sassuolo conclude di collo e sorprende Svilar, animando così il finale. Gli ultimi minuti sono concitati, con i piemontesi che cercano l’ultimo assalto. E, al terzo minuto di recupero, la rimonta può dirsi completata: punizione battuta magistralmente da Zhegrova e sfiorata da McKennie, con N’Dicka che involontariamente rallenta la corsa del pallone con la coscia: la sfera diventa così buona per Gatti, che da pochi passi la spara sotto la traversa e fa esplodere il settore ospiti. È un gol fondamentale, che arriva in un momento clou della stagione: se la Juventus avesse perso, sarebbe andata a -7 dal quarto posto e la corsa Champions si sarebbe complicata notevolmente. D’altro canto, questa è stata un’occasione imperdibile per la Roma, che non è riuscita a sfruttare: specialmente per come si era messa la partita, sono due punti persi piuttosto che uno guadagnato. Fanno un po’ discutere i cambi di Gasp, e non è la prima volta: quest’oggi è sotto esame il cambio Ghilardi per Rensch, perché il terzino olandese ha praticamente impedito a Yildiz di entrare veramente in partita. Con l’ingresso di Ghilardi, e il conseguente avanzamento di Celik sulla linea di centrocampo, il 10 e Boga sono risultati decisivi.

A chiudere la giornata Pisa-Bologna e Udinese-Fiorentina, con specialmente le due squadre toscane alla ricerca di punti per la salvezza.

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