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Il commentone della 29esima giornata di Serie A

16 Marzo 2026

L'Inter frena con l'Atalanta ma il Milan non ne approfitta, con la distanza che aumenta a 8 punti. Per la lotta al quarto posto, vittoria che sa di Champions del Como, che batte la Roma e tiene a minima distanza la Juventus. In zona retrocessione, invece, vince solamente il Pisa in attesa dello scontro diretto tra Cremonese e Fiorentina

Torino vs Parma

La 29esima giornata si apre con l’anticipo del venerdì tra Torino e Parma. All’Olimpico Grande Torino la sfida si sblocca subito, dopo meno di tre giri d’orologio: Vlasic conduce il pallone centralmente e poi trova, dopo dei rimpalli fortunati, Simeone, che da posizione più che defilata beffa Suzuki. È subito 1-0, ma quante responsabilità del portiere giapponese: il pallone gli passa tra le gambe, con il Cholito che indirizza il tiro nell’unico spazio possibile. Il vantaggio dura però molto poco, con i crociati che ripristinano l’equilibrio al 20’: ottimo smarcamento di Strefezza, che si muove tra le linee e poi si allarga sull’out mancino: il brasiliano rientra poi sul destro e crossa a rientrare per Pellegrino, che di testa trafigge Paleari. Ottavo gol in campionato e undicesimo in stagione per Mateo Pellegrino, che sta risultando decisivo per la salvezza gialloblu. È nella ripresa che cambia però tutto: al 53’ i granata tornano avanti grazie alla prima rete in Serie A di Emirhan Ilkhan, che corregge in porta un tiro-cross molto potente di Adams. Ma non è finita qui: dopo appena due minuti, Adams serve un pallone splendido a Simeone, che in semirovesciata colpisce la traversa: la sfera, dopo aver sbattuto sul legno, carambola su Mandela Keita, che realizza così uno sfortunatissimo autogol. E nel finale arriva anche il poker, firmato da Duvan Zapata: il capitano dei piemontesi riceve al limite dell’area, aggancia e, quasi da fermo, fa partire un missile, imparabile per Suzuki. Vittoria con largo margine per il Toro, che sembra avere una marcia diversa dall’arrivo in panchina di D’Aversa, mentre la squadra di Cuesta resta praticamente a metà classifica.

Inter vs Atalanta

Il sabato inizia con il match delle 15 tra Inter e Atalanta. A San Siro entrambe le squadre sono in cerca di riscatto: il Biscione vuole lasciarsi alle spalle la sconfitta nel derby, mentre gli orobici vogliono dimenticare il pesantissimo 6-1 ricevuto dal Bayern Monaco. L’incontro stenta a decollare, ma si stappa al 26’: cambio gioco di Dimarco per Dumfries, che anticipa Kolasinac ma Pasalic intercetta. Il croato pasticcia però con il pallone e favorisce Thuram, che la appoggia a Barella: il capitano dell’Inter serve allora Pio Esposito, che con il mancino sorprende sia Scalvini sia Carnesecchi, con la sfera che gli passa sotto al braccio. Il classe 2005 raggiunge così quota 8 reti in tutte le competizioni, dimostrando ancora una volta di poter essere una risorsa. Fino all’intervallo la Beneamata gestisce il possesso palla, non affondando ma preferendo arrivare al 45’ in vantaggio. E nella ripresa cambia lo schema tattico della gara: i meneghini aggrediscono gli avversari, cercando di chiudere la partita. Le occasioni arrivano in rapida successione: prima Thuram calcia dai 25 metri e non inquadra lo specchio per centimetri, poi lo stesso numero 9 viene servito da Mkhitaryan a tu per tu con Carnesecchi ma spreca malamente, colpendo in pieno l’estremo difesnore nato a Rimini. È però con i cambi che Chivu si complica la vita: entrano Luis Henrique e Bonny per Dimarco ed Esposito, con la partita che cambia radicalmente: la capolista non riesce più a sviluppare gioco sulla fascia sinistra e, complice un ingresso in campo non esaltante di Bonny, vengono ripuliti anche molti meno palloni, con il baricentro della squadra che si abbassa di conseguenza. In questo modo la Dea prende consapevolezza e, all’82’, ecco il pari: Dumfries protegge il pallone dall’arrivo di Sulemana e poi va giù, con Manganiello che si porta il fischietto in bocca ma lascia correre: l’ex Southampton va allora alla conclusione e Sommer si oppone, ma non può nulla sul comodo tap-in di Krstovic. Sono veementi le proteste di tutti gli interisti, a partire da Chivu e Dumfries: l’olandese è sicuro di aver subito fallo ed è certo che la rete venga annullata. In realtà, rivedendo l’episodio, l’ex PSV cerca il contatto e viene spinto da Sulemana, anche se il numero 2 si lascia un po’ andare. Dopo la conferma del gol, che arriva ben 2 minuti più tardi, non si placa la rabbia del tecnico rumeno, che riceve in poco tempo due gialli. Ma le proteste dei padroni di casa sono soprattutto per un episodio successivo, a cavallo dell’86’: Thuram fa la sponda per Frattesi che aggancia il pallone, con Scalvini che interviene in ritardo colpendo il centrocampista romano. L’arbitro Manganiello non ravvisa irregolarità e tacciono sia il VAR Gariglio che l’AVAR Chiffi, tra i fischi di disapprovazione di San Siro. Il match termina così sul punteggio di 1-1 e riapre tutto, con il Milan che, in caso di vittoria domenica sera, potrebbe portarsi a -5 dalla vetta.

Napoli vs Lecce

Alle 18 il Napoli affronta il Lecce. Pronti, via e la gara si sblocca subito: corner di Gallo e incornata precisa di Siebert, che gela il Maradona dopo appena 3 minuti di gioco. E il gol cambia tutto: i giallorossi attaccano con coraggio, mentre i partenopei incassano il colpo e faticano a reagire. Sono sempre i salentini, dunque, a rendersi pericolosi: Banda riceve al limite e conclude, con la deviazione provvidenziale di Olivera che evita guai, mentre poi Tiago Gabriel anticipa Meret sul corner seguente ma non inquadra lo specchio della porta. Primo tempo horror dei campioni d’Italia, completamente imbambolati dopo il gol subito a freddo. Nel secondo tempo è tutt’un altro Napoli: gli azzurri, probabilmente strigliati da Conte all’intervallo, ricominciano la partita con un piglio diverso e i frutti si vedono subito. Dopo neanche un minuto dalla ripresa del gioco ecco subito il pari: grandissima imbucata di Gilmour per Politano, che con i tempi giusti premia l’inserimento di Hojlund, bravissimo a spingere il pallone in porta da pochi passi. Ripristinato l’equilibrio, ora i campani cercano insistentemente il +1: al 65’ Falcone è miracoloso su Alisson Santos, mentre al 67’ il capitano dei leccesi non può nulla: corner a rientrare di De Bruyne e pallone prolungato dalla difesa, con Politano che si coordina e, con il collo esterno, sigla il primo gol stagionale. Una rete meravigliosa consente al Napoli di accorciare provvisoriamente sul Milan e di tenere a distanza le altre concorrenti al posto in Champions, oltre a scrollare di dosso la tensione di una partita che non si era messa bene. Da segnalare, infine, un momento di paura nel finale: Lameck Banda si accascia vicino alla linea laterale e viene immediatamente soccorso dalla panchina del Napoli, in particolare da Conte e Politano. Lo zambiano ha fatto temere per le sue condizioni ma non ha mai perso conoscenza e, dopo gli esami all’ospedale Cardarelli, è stato anche dimesso. Insomma, un momento di grande preoccupazione che alla fine si è concluso con un sospiro di sollievo.

Udinese vs Juventus

Alle 20.45 si sfidano Udinese e Juventus. Al Bluenergy Stadium la Juventus vuole continuare a lottare per la Champions League, contro un’Udinese in buona forma e sempre molto ostico specialmente in casa. La squadra di Spalletti parte con un buon piglio ed è proprio l’allenatore di Certaldo ad essere decisivo: l’ex Napoli si rende conto delle tante potenziali occasione per Boga e dunque decide di invertire la posizione di Yildiz con quella del franco-ivoriano, per far entrare in partita il proprio giocatore di maggiore qualità. E il tempo gli dà ragione: al 38’ Kelly lancia per Yildiz sul filo del fuorigioco, con il turco che è bravissimo a servire Boga, che a porta vuota non può sbagliare e sigla il terzo gol consecutivo dopo quelli a Roma e Pisa. Sono tante le occasioni sia per pareggiare sia per raddoppiare, con il match che si fa sempre più infuocato: Okoye è decisivo nel finale di primo tempo con due parate di piede, prima su Boga e poi su Cambiaso, mentre a inizio ripresa Ekkelenkamp sfiora il pallone dal limite dell’area piccola, non riuscendo a indirizzare in porta. L’occasione più importante per raddoppiare arriva però al 70’: ancora Yildiz a illuminare, con il pallone che stavolta viene scaricato a Conceicao: il figlio d’arte è rapidissimo nell’esecuzione, con stop e tiro in una frazione di secondo. Gran gol del portoghese, che però viene annullato a seguito di on field review: il direttore di gara Mariani cambia la propria decisione al monitor e decide di punire la posizione di offside di Koopmeiners, giudicata attiva. Guardando però, bene, l’olandese non ostruisce in alcun modo la visuale di Okoye, per cui la decisione lascia più di un dubbio. Ad ogni modo, nonostante l’errore dell’arbitro della sezione di Aprilia, la Juventus continua a vincere e sorpassa, seppur momentaneamente, sia Como che Roma, impegnate nel delicatissimo match che le vedrà scontrarsi.

Verona vs Genoa

La domenica inizia con la sfida dell’ora di pranzo tra Verona e Genoa. Avvio propositivo degli uomini di Sammarco, con un palo colpito da Akpa-Akpro dopo pochi minuti: nel tentativo di crossare il pallone in mezzo, il nigeriano disegna una parabola insidiosa che per poco non beffa Bijlow. Ma questa è l’unica vera chance della prima frazione di gioco, che non regala grandi emozioni. Nella ripresa cambia molto poco, ma al 61’ la gara si sblocca: Vitinha, appena entrato, recupera un pallone a centrocampo, parte in percussione e poi, dai 30 metri, fa partire un missile, che inganna Montipò. Che gol del portoghese, che non poteva sperare in un regalo migliore nel giorno del suo 26esimo compleanno. E nel finale arriva anche la rete della sicurezza: punizione arcuata di Martin e grande girata aerea di Ostigard, che si conferma un difensore goleador. Vittoria fondamentale per il Grifone, che va a +9 sulla zona retrocessione; si fa sempre più dura, invece, per il Verona, che resta a quota 18 punti.

Pisa vs Cagliari

Alle 15 si gioca a Pisa e a Reggio Emilia. All’Arena Garibaldi il Pisa è quasi all’ultima spiaggia e affronta il Cagliari, reduce da risultati non esaltanti ma a +6 sulla zona retrocessione. Partenza subito aggressiva degli uomini di Hiljemark, che dopo appena 7 minuti conquistano un calcio di rigore: Calabresi fa sua una respinta della difesa, finta la conclusione e rientra sul mancino, con Sulemana che lo stende. Dagli 11 metri è glaciale Moreo, che sigla così il primo gol davanti al proprio pubblico. Inizio complicato per il Casteddu, che però non si fa abbattere: all’11’ gran traversone di Palestra e ottimo anticipo di Obert, che centra in pieno la traversa. La sfida sembra dunque interessante, ma un episodio rischia di cambiare tutto: Durosinmi reagisce alle provocazioni di Mina, con La Penna che estrae il cartellino rosso. E nel finale di primo tempo arriva una chance per parte: prima Nicolas si distende bene sulla conclusione rasoterra di Obert, poi Caprile respinge sulla linea un tiro di Hojholt. È però nella ripresa che succede di tutto: al 52’ rimessa lunga di Canestrelli, errore di Folorunsho e lampo di capitan Caracciolo, che con la punta fredda Caprile. Passano appena 2 minuti e le Torri siglano anche il terzo gol: corner a rientrare di Aebischer, spizzata di Albiol e deviazione decisiva di Caracciolo, che con il ginocchio mette a segno una clamorosa doppietta. Nonostante l’uomo in meno, i nerazzurri mettono la freccia, con un uno-due micidiale. Ininfluente la rete al 67’ di Pavoletti, che prova a ridare speranza ai suoi ma senza riuscirci. Infine, da segnalare anche l’espulsione di Obert nel finale per somma di ammonizioni. Successo di vitale importanza per i toscani, che agganciano il Verona.

Sassuolo vs Bologna

Al Mapei Stadium va in scena il derby dell’Emilia, tra Sassuolo e Bologna. Il match inizia con grande intensità e la gara si sblocca subito: azione insistita dei felsinei, con Odgaard che ci prova dal limite ma il suo tentativo viene murato: il pallone si impenna e la sfera arriva a Dallinga, che è bravissimo ad agganciare, girarsi in un fazzoletto e a sparare all’angolino, battendo l’incolpevole Muric. Lampo di Dallinga, a cui prova a replicare Pinamonti: l’ex attaccante dell’Inter viene servito da Thorstvedt e, favorito dallo scivolone di Lucumì, arriva per primo sul pallone ma non riesce a battere Skorupski. Nonostante l’avvio scoppiettante, pian piano diminuiscono le occasioni, con il secondo tempo che è ricco di potenziali opportunità, ma alle quali manca sempre l’ultimo step. Dunque, la formazione di Vincenzo Italiano torna al successo dopo la sconfitta contro il Verona e rimane all’ottavo posto, mentre il Sassuolo fallisce il potenziale sorpasso ai danni dei rivali.

Como vs Roma

Alle 18 va in scena Como-Roma, il big match di giornata. Le due squadre si giocano tantissimo, con la sfida che appare come un vero e proprio spareggio per la Champions League. E fin dai primi minuti sembra esserci anche l’intensità europea, con grande agonismo da entrambe le parti. Ma è proprio a causa della velocità del gioco che vengono commessi anche tanti errori tecnici, il primo dei quali costa carissimo al Como: Sergi Roberto sbaglia un appoggio ed El Shaarawy intercetta, con Diego Carlos che prova a mettere una toppa al passaggio impreciso del compagno ma stende il classe ’92. Dagli 11 metri è glaciale Donyell Malen, che parte con la sua tipica rincorsa corta e spiazza Butez. E allora cambia la partita: la Magica si difende e prova a sfruttare la velocità di Malen in ripartenza, mentre il Como non riesce a sfondare centralmente e allora si affida ai lanci lunghi. L’uomo chiave è Ramon: lo spagnolo si inserisce dalla difesa e prova a sfruttare il mismatch fisico con Wesley, mettendo in apprensione la retroguardia giallorossa che non riesce a trovare le contromisure. Ma le prime occasioni biancoblu provengono dai frutti della pressione alta: prima Smolcic anticipa El Shaarawy e favorisce Nico Paz, con Svilar che si supera sulla conclusione ravvicinata; poi, da un passaggio sbagliato di Wesley, i lariani lavorano il pallone e favoriscono Valle, con Svilar ancora una volta attento. Una delle chance più grandi dei primi 45 minuti arriva però da un’azione ben elaborata, che coinvolge Da Cunha sulla fascia destra: il capitano comasco rientra sul mancino e crossa dalla trequarti, con Ramon che pizzica il pallone di coscia e scheggia il palo. E, sul finire di primo tempo, i padroni di casa vanno ancora vicini al pari: ottimo movimento di Baturina, che con il controllo orientato elude la marcatura di Ghilardi e poi imbuca per Caqueret: il francese è molto bravo a saltare Svilar e poi a servire Nico Paz a rimorchio, ma il fantasista argentino arriva al tiro con il corpo all’indietro e la conclusione termina sopra la traversa. Fabregas può dirsi comunque soddisfatto del primo tempo dei suoi, a cui manca solamente il gol. E nella ripresa i cambi risultano decisivi: Sergi Roberto e Kempf non rientrano sul terreno di gioco, con Diao e Douvikas che subentrano a inizio ripresa. Il Como è ora a trazione anteriore, con i risultati che non tardano ad arrivare: al 59’, ottima imbucata di Valle per Douvikas, che scatta sul filo del fuorigioco e batte Svilar nell’1 vs 1. Bravissimo l’attaccante greco, che raggiunge la doppia cifra in campionato, anche se sono parecchie le responsabilità della difesa del Gasp: Hermoso e Celik si addormentano e fallisce così la trappola del fuorigioco, con l’11 che viene lasciato completamente solo. La sfida è ricca anche di capovolgimenti di fronte, come quello al minuto 61: Diao è imprendibile e favorisce Nico Paz, con un rimpallo che stava per essere decisivo; dall’altra parte, Wesley si invola e poi serve Malen, che non trova il momento giusto per servire Pellegrini completamente solo dall’altra parte. La partita cambia però al 64’: prima Baturina e poi Diao superano gli avversari in bello stile, con il senegalese che cade al limite dell’area. Massa non ha dubbi e ammonisce, per la seconda volta, Wesley, anche se in realtà il fallo lo commette Rensch. In questi casi si potrebbe correggere l’arbitro con overrule, ma il VAR Fabbri non interviene, ritenendo che Massa avesse punito la mano appoggiata dal brasiliano sulla schiena di Diao. I lombardi provano ora il tutto per tutto e cercano anche le soluzioni dalla distanza: prima Da Cunha si libera con un numero e sfiora il palo, poi Baturina manca il bersaglio per poco con un bel piazzato, infine Svilar manda in corner un tiro di Diao. Ma la pressione inizia a farsi sempre più incessante e, al 79’, arriva il 2-1: Smolcic prova il diagonale e Svilar si oppone, con il pallone che schizza tra i piedi di Diego Carlos, bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e a ribadire in porta. Gol fondamentale, che cambia completamente lo scenario Champions. Nel finale, Da Cunha va vicino anche al tris, ma la traversa gli nega la seconda gioia consecutiva dopo la prodezza di Cagliari. Successo di enorme importanza per il Como, che vola al quarto posto superando la Juventus; sconfitta pesantissima per la Roma di Gasperini, che in tre giornate ha cestinato un vantaggio importante e deve ora inseguire: al 90’ di Roma-Juventus la Lupa era a +5 sul Como e a +7 sulla squadra di Spalletti, mentre ora è a -3 dal quarto posto.

Lazio vs Milan

A chiudere il weekend una sfida importantissima per ragioni diverse: Lazio-Milan. Per i biancocelesti è la gara che segna il ritorno dei tifosi all'Olimpico dopo settimane di sciopero, e che continuerà fino alla fine del campionato; per il Diavolo c'è la gigantesca opportunità di riaprire la lotta al titolo, con una possibile vittoria che lo porterebbe a -5 dall'Inter capolista. E, con la carica del pubblico, le Aquile partono fortissimo: dopo una fase giocata a centrocampo, Maldini viene lanciato in profondità, vince il duello con De Winter e scarica per Taylor: l’olandese controlla a seguire, si defila e poi fa esplodere il mancino, che si stampa sulla traversa. Che pericolo per la retroguardia rossonera, ma non è altrettanto fortunata due minuti più tardi: lancio di Marusic per Isaksen, che vince il duello con Estupinan e si presenta davanti a Maignan: il danese è freddissimo, apre il piattone e pesca l’angolino. Rete importantissima, che manda in estasi l’Olimpico e aiuta anche mentalmente la squadra di Sarri. Ma le occasioni per i padroni di casa non terminano qua: al 36’ Maldini si appoggia a De Winter e sfrutta tutta la sua velocità in campo aperto, ma poi conclude debolmente verso la porta. Nella ripresa il canovaccio tattico cambia leggermente: i meneghini sono obbligati ad attaccare con più convinzione, mentre la Lazio è meno propositiva rispetto ai primi 45 minuti. E allora i rossoneri ci provano: su un passaggio sbagliato di Gila, prima Motta si supera sul tiro a giro di Pulisic, poi il giovane 2005 ha vita facile sulla deviazione aerea di Fofana, che avrebbe potuto fare meglio da pochi passi. È però al 75’ che arriva l’episodio che avrebbe potuto riaprire la partita: corner di Modric e pallone che resta in area, con Athekame bravissimo ad alzarsela e a girarla in porta al volo. Il direttore di gara Guida annulla però la rete per un fallo di mano dello stesso esterno svizzero che, seppur involontario, avviene in prossimità di un gol e quindi punibile. Poche emozioni negli ultimi minuti, con solamente l’espulsione di Sarri da segnalare, arrivata per le proteste legate ai 6 minuti di recupero concessi (troppi a suo avviso) e ad altre polemiche legate a un fallo non fischiato. Vittoria dunque per la Lazio, che ottiene la seconda vittoria consecutiva dopo quella contro il Sassuolo: la grande prestazione dimostra ancora una volta quanto sia importante la presenza di uno stadio pieno che trascina la propria squadra, con tutti i giocatori che ne beneficiano. Per quanto riguarda la formazione di Allegri, la distanza con l’Inter aumenta a 8 punti, con il sogno scudetto che sembra ormai un miraggio.

A chiudere la 29esima giornata la delicatissima sfida salvezza tra Cremonese e Fiorentina, che sembra a tutti gli effetti uno spareggio anticipato: potrebbe essere durissima per chi perde, soprattutto dal punto di vista morale.