Il marsicano Macera Mascitelli alla conquista del Gangapurna

18 Ottobre 2019

AVEZZANO. I primi a violare i 7.450 metri del Gangapurna furono i componenti di una cordata tedesca guidata da Gunter Hauser nel lontano 1965. Da allora altre spedizioni si sono succedute alla...

AVEZZANO. I primi a violare i 7.450 metri del Gangapurna furono i componenti di una cordata tedesca guidata da Gunter Hauser nel lontano 1965. Da allora altre spedizioni si sono succedute alla conquista di questa cima che per molti alpinisti rappresenta il punto di arrivo della propria carriera. E tra qualche giorno, anche il marsicano Ernesto Macera Mascitelli andrà a misurarsi con i crepacci e le pareti scoscese di questa perla della catena dell’Himalaya: Macera Mascitelli, che conosce le Ande come le proprie tasche, guiderà una spedizione composta da un australiano, un giapponese, un rumeno e un polacco. E’ preparato e fiducioso il marsicano: «Partiremo domenica alla volta di Katmandu (Nepal), per iniziare un percorso di avvicinamento al campo base (altezza 4.600 metri) nel quale si fermerà anche una ragazza di Civitella Roveto (Patrizia Sauli, ndc) che però non proseguirà oltre a causa di una preparazione specifica ancora non sufficiente». Macera Mascitelli, nativo di Gioia dei Marsi, attualmente risiede ad Olbia (Sardegna) e insieme a quello della cittadina sarda, porterà in vetta anche il gagliardetto del Cai di Avezzano, sezione alla quale è iscritto da sempre. I programmi del gruppetto sono già chiari e delineati: «Contiamo di arrivare al campo base per la fine di ottobre, mentre l’ascesa successiva (che prevede ben quattro campi intermedi), dovrebbe iniziare entro la prima decade di novembre, con la conquista della vetta programmata per la fine dello stesso mese». Si tratta, ovviamente, di calcoli basati sull’esperienza dei singoli, e quindi puramente teorici, perché quando ci si approccia ad altezze superiori ai 4.000 metri, a comandare è sempre è comunque la montagna con tutti i suoi pericoli e tutti i suoi imprevisti. E la quota che si prefiggono di raggiungere Macera Mascitelli e i suoi compagni, fa parte di quella fascia che nel loro gergo gli alpinisti definiscono “della morte”, perché dopo i 7.000 metri, l’ossigeno viene a mancare e ogni azzardo rischia di essere punito con la vita. Al marsicano fa gli auguri di rito anche Tonino Di Palma, l’attuale presidente del Cai di Avezzano: «Ernesto rappresenta il nostro orgoglio e pensare che tra poco più di un mese un nostro gagliardetto possa sventolare su una cima dell’Himalaya, ci rende ancora più felici».
Al più classico e ormai abusato “in bocca al lupo”, Macera Mascitelli ha preferito un più semplice ma forse più efficace “buona montagna”.
Plinio Olivotto
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