Calcio

Il Milan del futuro: per la panchina si pensa al basco Andoni Iraola

26 Maggio 2026

I rossoneri impegnato in una complessa opera di ricostruzione dopo il flop in campionato e la mancata qualificazione alla Champions League

Dopo la fortissima delusione in casa rossonera per aver mancato la Champions League per il secondo anno consecutivo, è stata presa dal patron Gerry Cardinale la decisione di riorganizzare, in blocco, l’assetto societario del club. Licenziamento di massa dell’amministratore delegato Giorgio Furlani in carica da novembre 2022, del direttore sportivo Igli Tare in carica dal 26 maggio 2025, dell’allenatore Massimiliano Allegri e del direttore dell’area tecnica Goeffrey Moncada. Brucia tantissimo la mancata qualificazione alla prossima Coppa dei Campioni, dato che significa una perdita di circa 70 milioni di euro nelle casse del club. L’unico confermato del vecchio assetto societario è Zlatan Ibrahimovic. senior advisor di Red Bird, nonché uomo di fiducia di Gerry Cardinale. Saranno loro 2 che sceglieranno il nuovo allenatore, il nuovo direttore sportivo e il nuovo amministratore delegato del club rossonero. L’idea del Milan, è quella di stringere per un nuovo allenatore e per un nuovo direttore sportivo da qui a poco per iniziare a programmare da subito la nuova stagione, in modo tale da ripartire con fiducia e ambizione, con l’obiettivo di tornare nell’Europa dei grandi.

L’intenzione, dopo la separazione con Igli Tare, è di affidare la parte tecnico-sportiva a una figura di calibro internazionale, che conosca molto bene il campionato italiano, con una grande capacità di adattamento. Il primo nome sul taccuino, è quello di Fabio Paratici; molto apprezzato da Ibra ma non facilissimo, poiché legato alla Fiorentina con un contratto fino al 2030. Parentesi positiva sia in Italia, sia in Inghilterra. Diversi gli acquisti di maggior rilievo. In Italia, quando ancora lavorava alla Juventus insieme a Beppe Marotta, prelevò nell’estate del 2011 dai rivali storici del Milan Andrea Pirlo a costo zero. Con la stessa formula, un anno dopo, nel 2012 dal Manchester United Paul Pogba e venduto poi per circa 115 milioni di euro (sempre ai Red Devils). Una grande plusvalenza per le casse della Vecchia Signora. Invece, tra i colpi più onerosi spicca sicuramente l’acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid, nell’estate del 2018 per più di 117 milioni di euro. Definito ‘’l’acquisto del secolo’’. Due anni prima, l’attuale direttore sportivo della Viola, apprezzatissimo dal Diavolo, prelevò dai partenopei Gonzalo Higuain pagando la clausola di 95 milioni di euro, reduce dalla miglior stagione da un punto di vista realizzativo con 36 reti sotto la guida di Maurizio Sarri, andando a indebolire così in maniera siderale, una diretta concorrente. In panchina, invece, dopo la separazione con Max Allegri, l’obiettivo del club rossonero è di affidare la guida tecnica ad un allenatore giovane, innovativo, emergente, capace di intraprendere un progetto duraturo negli anni. Le priorità sono Xavi e Iraola. Il primo, 46 anni, catalano, storica bandiera del Barcellona ha guidato i blaugrana dal 2021 fino al 2024, prendendo la squadra in un momento molto delicato da un punto di vista societario con tantissimi debiti, portando a casa Supercoppa di Spagna e campionato. Valorizzazione dei giovani, ossessione per il palleggio e per il tiki-taka, caratura internazionale; queste sono le caratteristiche dello stile di Xavi. Anche se, il piano A di Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale sembrerebbe Andoni Iraola, basco di 43 anni che ha ottenuto successi impensabili sia in Spagna con il Rayo Vallecano, sia in Inghilterra con il Bournemouth avendo strappato il pass per l’Europa League. Predilige un gioco offensivo e verticale, i moduli di riferimento 4-2-3-1/4-3-3, ritmi in allenamento molto duri e intensi.