L’Aquila, ecco Chianese: «Un onore allenare qui»

È il terzo allenatore della stagione: «Non mi sento a termine, ma contano i risultati. Sono contento di tornare in Abruzzo, la squadra è buona ma pecca di personalità». (Nella foto, il nuovo tecnico Mauro Chianese con l’amministratore Simone Bernardini)
L’AQUILA. Il nuovo allenatore dell’Aquila 1927 Mauro Chianese é stato presentato ieri allo stadio Gran Sasso.
Mister, un ritorno in Abruzzo dopo l'esperienza di Chieti, nella quale ha lasciato un buon ricordo, nonostante l'epilogo. Che effetto fa tornare?
«L’Abruzzo mi è rimasto nel cuore, sono stato bene un paio d'anni a Chieti. La chiamata dell'Aquila non poteva non essere presa in considerazione perché è una piazza importante, che ha fame come il sottoscritto, quindi sono felice di ritornare».
Lei ha accettato questa sfida che è a termine o almeno così pare, cosa l'ha spinta a farlo?
«Non è che sia a termine, è una sfida e bisogna portare dei risultati. Poi, alla fine del campionato, saranno i risultati a dire se Chianese potrà rimanere o meno. Non mi ritengo a termine».
L’Aquila è una squadra che ha avuto delle difficoltà, diversi cambi di allenatore e giocatori, quale sarà la ricetta di Chianese?
«Non ho la bacchetta magica, i miei colleghi che sono stati qui sono degli ottimi allenatori, la squadra sa benissimo che è di valore. Da quello che ho visto manca un po' di cattiveria agonistica. È una squadra che ha qualità, pecca forse un po' in personalità, vediamo se riusciremo ad aggiustare il tiro».
Lei come sistema di gioco usa il 3-5-2, l'ha adottato a Chieti e ad Acireale. Vedendo la squadra, costruita per giocare con un altro modulo, pensa che proporrà il suo oppure farà di necessità virtù?
«Il calcio è talmente evoluto che adesso non ci sono più quei sistemi, quei giocatori statici e quindi c'è sempre un movimento continuo, ma l'importante è saper mantenere bene il campo. Il principio è sempre lo stesso, cambiano gli uomini e i moduli, ma alla fine l'importante è avere sempre un'idea di gioco e avere personalità. I numeri lasciano il tempo che trovano».
Un piazza importante, ambiziosa, una società ben organizzata che è anche un unicum con la componente dei tifosi. Da questo punto di vista cosa significa lavorare in un contesto così?
«Di questa società ne sentivo parlare, poi se non ci sei non puoi mai capire. È una società che cura i particolari, i dettagli che sono quelli che fanno le differenza, è un onore per me rappresentare questa città, questi tifosi e soprattutto questa società».
Per la società c’era l’amministratore delegato Simone Bernardini. «Ringraziamo il mister», ha detto, «per aver accettato, è un allenatore che è stato voluto dalla proprietà, scelto per l’aspetto caratteriale perché la squadra ha bisogno di una persona carismatica. È il terzo allenatore e sarà l’ultimo della stagione. L’obiettivo è cercare di fare più punti possibile per dare dignità ad una stagione che non sta andando come ci si aspettava e me ne scuso».
Bernardini ha chiarito che il tecnico Chianese ha il contratto fino al 30 giugno ma si spera che faccia bene e che quindi possa rimanere anche per la prossima stagione. Al momento non ci sono altri accordi o pre-contratti con nessuno. L’amministratore ha ribadito la sua estraneità alla parte tecnica. Con Chianese torna come secondo mister Emilio Coraggio, vice di Pochesci.
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