L’Aquila non trova il gol: la squadra esce tra i fischi

Il Castelfidardo impone il pareggio (0-0): la vetta della classifica distante 9 punti. Per la prima volta in campo senza l’attaccante Banegas. Nella ripresa cambio di modulo, ma la partita non si sblocca e scatta la contestazione
L’AQUILA. Meno nove dall’Ostiamare. Meno 6 da Teramo e Ancona. E non si parla di temperature. Altro che fisarmoniche. Solo fischi. Non certo per il Castelfidardo, che il suo lo fa. L’Aquila schiacciasassi nel fortino di casa è soltanto un lontano ricordo. Così come le nove vittorie su nove nello stadio Gran Sasso-Acconcia. Che fine abbia fatto quel tridente da far sognare (dopo la partenza inaspettata di Banegas c’è Touré accanto a Di Renzo e Sparacello) se lo chiedono in tanti. Un solo punto nelle ultime due uscite in casa, racimolato contro formazioni più che alla portata, è un bottino inaccettabile per la tifoseria rossoblù.
Anche perché la partenza di un uomo simbolo come il Pocho a campionato e rincorsa ancora aperti – per trasferirsi a Fasano, in un altro girone della stessa categoria – lascia tuttora più di un dubbio tra i sostenitori dell’Aquila. Come tutte quelle situazioni per cui non si trova una motivazione valida, né una spiegazione plausibile. Vallo a dire a chi da anni aspira a lasciare l’inferno dei dilettanti. A chi rinnova tessera e fiducia. Passano gli allenatori, passano gli attaccanti, ma per i sostenitori rossoblù ogni annata si rivela una sorta di calvario sportivo. Dalle grandi aspettative di fine estate alle amare sorprese che arrivano, puntuali, ai primi freddi. Sarà così anche stavolta? Difficile dirlo adesso, ma lasciare (altri) due punti per strada nella sfida più che abbordabile con l’ultima della classe può segnare definitivamente l’uscita di scena dalla volata finale.
Il risultato senza reti è lo specchio di una gara stranamente abulica da parte dei rossoblù, che si presentano con lo stesso modulo, ma con interpreti diversi. Sulle corsie esterne difensive vanno Lombardi (preferito a Trifelli) e Pomposo. Tra i due, Brunetti e Tavcar. In mediana dal primo minuto il nuovo arrivato Scimia, poi rilevato da Mantini. Al centro Vecchione e mezzala sinistra Pandolfi, pure lui sostituito. Già detto del (nuovo) trio d’attacco, il primo tempo regala soltanto sbadigli. E imprecazioni. All’11’ ospiti pericolosi con Gallo, il cui diagonale si spegne di poco a lato. Al 25’ Touré spreca, da facile posizione, un assist di Scimia e manca il guizzo vincente, col portiere ospite attento. Si va al riposo col sottofondo dei primi fischi.
Nella ripresa Fucili prova a cambiare volto alla squadra. L’ingresso di Carella per Pandolfi – per una sorta di 4-2-4 almeno in fase di possesso – ha l’effetto di alzare il baricentro della squadra, ma non porta al gol. All’8’ ci prova Di Renzo, ma non inquadra. Al 9’ scontro tra il portiere e Sparacello, ma si prosegue. Al 12’ Astemio imbecca Brunetti che segna, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Dopo altri blandi tentativi (Vecchione al 22’; un cross di Trifelli al 38’ che nessuno sfrutta), la vera occasione è di Sparacello che di testa, servito da Carella, spedisce fuori. E partono i fischi.
L’AQUILA-CASTELFIDARDO 0-0
L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Pomposo 5,5 (7’ st Astemio 5.5), Tavčar 6, Brunetti 6, Lombardi 5,5 (7’ st Trifelli 5.5); Scimia 5,5 (28’ st Mantini 5,5), Vecchione 5 (40’ st Dampha sv), Pandolfi 5,5 (1’ st Carella 5.5); Touré 5, Di Renzo 5, Sparacello 5.
A disposizione: Zandri, Bellardinelli, Ruggiero, Grassetti.
Allenatore: Fucili.
CASTELFIDARDO (4-4-2): Petrucci 6; Ascoli 6, Tarulli 6,5 (48’ st Dovhanyk sv), Fiscaletti 6 (30’ st Selemby 6), Bugari 6; Dompnier 6,5 (25’ st Palestini 6), Abagnale 6 (45’ st Ruini sv), Clerici 6, Valentino 6,5; Traini 6, Gallo 6.
A disposizione: Osama, Bartoli, Stura, Taddei, Morais.
Allenatore: Cuccù.
Arbitro: Bonasera di Enna.
Note: spettatori 1.200 circa.
Ammonito al 18’ del primo tempo Pandolfi. Angoli: 5-4.
Tempo di recupero: 0 primo tempo; 6’ secondo tempo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

