L’Aquila sprofonda, mister Fucili in bilico: ecco le alternative

Disfatta a Pomezia: ai rossoblù non basta il 15° centro di Di Renzo. Stasera riunione allo stadio aperta ai tifosi. Ipotesi Ottavio Palladini per la panchina
L’AQUILA. L’Aquila rimedia una sonora figuraccia a Pomezia e l’allenatore Michele Fucili pare arrivato davvero al capolinea di una stagione assai tormentata. I nomi che circolano nell’ambiente sono quelli di Ottavio Palladini (che a novembre dell’anno scorso ha interrotto il rapporto con la Samb, dove però potrebbe tornare in queste ore, vista la crisi tecnica dei marchigiani) e di Gianluca Colavitto (ex Giugliano) che, tuttavia, ha sempre mostrato preferenza per i club professionistici. Ma entrambe le scelte sono legate alla prossima stagione. Il terzo nome, per portare a termine quella attuale, potrebbe portare a una sorta di traghettatore. La decisione spetta alla dirigenza (gruppo romano e gruppo aquilano) nella sua interezza. In corso riflessioni, ma in casa aquilana pesano anche le ultime vicende societarie legate alle inibizioni temporanee di alcuni dirigenti tra i quali il presidente Stefano Baiocco, l’amministratore delegato Simone Bernardini e l’ex amministratore Goffredo Juchich. Il silenzio del club dopo l’ultimo ko è dunque carico di incertezze. Stasera alle 20, allo stadio Gran Sasso-Acconcia, adunata generale aperta a tutti i tifosi come fatto trapelare da alcuni dirigenti nella tarda serata di ieri. Si farà il punto della situazione.
La squadra rossoblù non sembra essere guarita dai tanti mali che l’affliggono. Non solo la rincorsa alla vetta della classifica è ormai sfumata. Ma anche l’ingresso nei play off sembra in pericolo.
I rossoblù deragliano letteralmente al cospetto di un’Unipomezia laboriosa, attenta, determinata e concentrata, aggettivi che non sono valsi per gli abruzzesi parsi molli e spaesati in difesa quanto nulli dopo il gol del 3-1 che, in pratica, ha chiuso la partita in anticipo. Una compagine che in difesa ha accusato pesanti blocchi: Cioffredi e Trifelli sono stati letteralmente presi in controtempo dai rispettivi avversari, Brunetti e Tomas puntualmente anticipati da D’Alessandris e Persichini. Il gol del 2-1 è emblematico. Michielin è stato impallinato da un tiro da 60 metri. Il portiere aquilano era fuori dai pali, De Santis l’ha visto e ha tirato. Per L’Aquila una débacle totale perché, al di là di qualche sprazzo nel primo tempo, giammai ha avuto il bandolo della matassa e giammai, specie dopo il 3-1, ha messo in difficoltà gli avversari. C’era tutto il tempo per farlo, ma niente da fare. L’Aquila è parsa fumosa, approssimativa, vogliosa di poter risalire la china senza avere le possibilità per farlo. Così la partita si è trascinata con l’Unipomezia in comodo vantaggio fino al 90’.
La gara si sblocca grazie all’ex rossoblù Buchel (fino a novembre all’Aquila, poi andato via per «motivi disciplinari»), che riceve palla da Persichini tira d’interno sinistro e manda il pallone dove il portiere non può arrivare. L’Aquila sale di tono. Al 36’ punizione di Carella col destro, vola Gariti a deviare in angolo. Sul corner la palla viene ribattuta e Di Renzo sventaglia in rete dal limite dell’area: 15° gol in stagione. Ma è un fuoco di paglia. Nella ripresa l’Unipomezia sale in cattedra. Persichini tira, Michielin respinge e D’Alessandris mette in rete. Al 6’ De Santis, in uscita, vede il portiere fuori dai pali e, da 60 metri, lo impallina. Da annotare un rigore reclamato da Sparacello (10’) e un contropiede Amadio-Okoljie con diagonale sul fondo. (r.s.)

