Addio a Lino Pellecchia, amò la pallacanestro

12 Febbraio 2026

L’imprenditore si è spento a 85 anni. Il suo nome resta legato al Teramo basket degli anni Duemila. Oggi i funerali

​​​​ TERAMO. Imprenditore appassionato, serio e rigoroso. Uomo pragmatico, dai modi gentili ma diretti. Aniello Raffaele Pellecchia, per tutti da sempre semplicemente Lino Pellecchia, si è spento nella notte tra martedì e mercoledì, dopo una lunga malattia, a 85 anni.

Il suo nome è legato a filo doppio a due realtà teramane di grande rilievo: la Sanic, azienda da decenni impegnata con successo nel settore delle forniture ospedaliere e sanitarie; e il Teramo basket, quella società sportiva dei grandi numeri, del grande tifo ma anche delle forti difficoltà che proprio Pellecchia era riuscito ad arginare con sforzi economici importanti.

L’imprenditore dai primi anni Duemila è stato protagonista della pallacanestro cittadina: prima con la sua Sanic, che è stata sponsor della squadra, poi diventando dirigente e amministratore unico del Teramo basket. Una fase storica definita d’oro dagli addetti ai lavori ma soprattutto dai tifosi che a centinaia all’epoca riempivano il palazzetto di Scapriano, sostenevano e seguivano la squadra della città anche in trasferta condividendone vittorie e sconfitte. Vittorie che hanno proiettato il Teramo basket fino alla serie A, toccando l’apice del successo. Ma la società al tempo si trovò anche ad attraversare momenti molto critici e Pellecchia, affiancato dal presidente Carlo Antonetti, non si tirò indietro.

Profuse tempo, energie e tante risorse economiche nella realtà sportiva della città: nella fase più buia, quella tra il 2010 e il 2011, quando gli affanni economici si fecero insostenibili, Pellecchia decise di fare quello che all’epoca definì pubblicamente il suo “ultimo regalo alla città”. Versò oltre 500mila euro per pagare la cosiddetta “wild card”, una tassa che consentì al Teramo basket di restare nella massima serie disputando il campionato nonostante avesse chiuso la stagione al penultimo posto. Posizione che, di fatto, l’avrebbe fatta retrocedere. L’imprenditore non volle tirarsi indietro, nonostante il quadro societario ed economico del Teramo basket (all’epoca Banca Tercas) fosse particolarmente complesso e inevitabilmente compromesso. Se le sorti del basket erano già segnate e il cammino che ne seguì è noto, la città non ha mai dimenticato gli sforzi e la passione di Pellecchia per salvare il salvabile.

L’imprenditore è morto dopo aver combattuto contro la malattia e oggi saranno celebrati i funerali. Lascia la moglie Luana, i figli Antonio e Francesco e un nipote al quale era legatissimo. L’ultimo addio si terrà questa mattina alle 10.30 nella chiesa del Sacro Cuore di via Pannella, a Teramo, nel quartiere della stazione che l’ha visto nascere e crescere e al quale è rimasto sempre profondamente affezionato.

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