Altitonante lancia la Grande Teramo

Il sindaco di Montorio pensa alla fusione con il capoluogo da allargare anche ai piccoli comuni dell’area montana
MONTORIO
Una Grande Teramo che unisce il capoluogo e il comune di Montorio al Vomano, allargando lo sguardo ai comuni montani dell’Alto Vomano come Pietracamela, Fano Adriano e Crognaleto. È la proposta avanzata dal rieletto sindaco di Montorio Fabio Altitonante che sta valutando una fusione amministrativa dei due comuni in un’unica grande città «che mette al centro gli interessi dei cittadini e le opportunità di sviluppo economico del territorio». Il primo cittadino annuncia, nei prossimi cento giorni, la predisposizione di uno studio di fattibilità «per valutare in modo scientifico, trasparente e concreto tutti i vantaggi e capire se esistano le condizioni per costruire un ente più forte, più moderno e più competitivo, capace di garantire servizi migliori ai cittadini e maggiore capacità di programmazione per il futuro», spiega Altitonante. Un tema attuale in Abruzzo, dove già esiste il progetto della Grande Pescara per la fusione della città con Montesilvano e Spoltore. Un rafforzamento di istituzioni e territori per affrontare le sfide del futuro soprattutto per i comuni dell’entroterra colpiti dagli eventi sismici e calamitosi. «Oggi la provincia di Teramo vive una divisione evidente», prosegue Altitonante, «I comuni della costa procedono in modo autonomo, quello di Teramo appare isolato rispetto al resto del territorio e i comuni dell’entroterra sono spesso lasciati soli ad affrontare sfide sempre più complesse: è arrivato il momento di immaginare una nuova visione strategica che metta in rete risorse, servizi e capacità amministrative. Montorio è tornato a essere un punto di riferimento per l’intera area montana», prosegue il sidnaco, «Ogni giorno cittadini provenienti dai comuni limitrofi si riversano sul nostro territorio per usufruire di servizi fondamentali, un ruolo centrale che è una grande opportunità, ma comporta anche costi aggiuntivi che gravano quasi esclusivamente sulla nostra comunità». La fusione porterebbe vantaggi sul lato delle risorse con lo Stato che già versa 100milioni di euro l'anno per quelle realizzate. «Le norme nazionali prevedono incentivi straordinari per i comuni che scelgono la fusione con contributi statali a fondo perduto per 10/15 anni, fino a 30 milioni di euro per i prossimi 15 anni sulla spesa corrente», aggiunge Altitonante, «oltre a ulteriori forme di sostegno regionale, che vuol dire più servizi e meno tasse per cittadini, imprese e famiglie, e più capacità di investimenti in opere pubbliche. Grazie ai contributi straordinari e alle economie di scala derivanti dall’accorpamento delle strutture amministrative sarà possibile ottenere riduzioni o agevolazioni sui tributi comunali come la Tari, gli incentivi e le agevolazioni per chi investe o apre nuove attività e una riduzione dei costi burocratici e amministrativi che portano a più risorse per scuole, manutenzioni, servizi, sicurezza e sviluppo». Un progetto che potrebbe allargarsi, in prospettiva, a Pietracamela, Fano Adriano e Crognaleto «creando una grande area integrata dell’entroterra teramano, forte, attrattiva e in grado di contrastare spopolamento e marginalizzazione delle zone montane in un brand nazionale della montagna Gran Sasso», conclude il sindaco che chiarisce un punto: «Saranno i cittadini a decidere la fusione con un referendum. Chi amministra ha la responsabilità di spiegare vantaggi e benefici che ne deriverebbero, mantenendo comunque il municipio come punto di riferimento con un consiglio e un presidente eletto».
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