Atri, Prosperi si tira indietro: non sarà candidato sindaco

12 Aprile 2024

ATRI. Alfonso Prosperi rinuncia alla candidatura a sindaco per il centrosinistra. Le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato conferma nel corso dell'incontro, tenutosi alla fine ieri sera,...

ATRI. Alfonso Prosperi rinuncia alla candidatura a sindaco per il centrosinistra. Le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato conferma nel corso dell'incontro, tenutosi alla fine ieri sera, della coalizione di centrosinistra quando il medico, candidato alle comunali del 2023, ha presentato ufficialmente la rinuncia a candidarsi per la corsa elettorale di giugno.
Sabato mattina si era tenuto un primo incontro della coalizione voluto dal Partito Democratico locale, di cui Prosperi è un tesserato, per discutere sulla ricandidatura del medico atriano. Candidatura ovviamente sostenuta dagli stessi Dem e sulla quale c'era stata un'iniziale convergenza tra la maggior parte delle forze in campo. Ad inizio settimana però il tentennamento di Prosperi ha portato alla successiva rinuncia. Parte della coalizione ha chiesto nelle scorse settimane un impegno full time del candidato sindaco e c'è inoltre chi avrebbe preferito un nome diverso, vista la mancata firma del ricorso al Consiglio di Stato, poi vinto, per annullare le comunali del 2023. Ora, con il passo indietro di Prosperi, partirà il valzer dei nomi, ma dovrà esserci ovviamente una sintesi il prima possibile. Torna dunque in auge in primis il nome di Giammarco Marcone, tesserato di Azione, come possibile candidato sindaco della coalizione. Sul fronte centrodestra invece non c'è ancora l'accordo tra i partiti per la ricandidatura del sindaco uscente Piergiorgio Ferretti, sostenuta però da gran parte della coalizione tranne che da Fratelli d'Italia. Il circo FdI atriano sarà tra l'altro riorganizzato. In settimana sono attesi il neo consigliere regionale Paolo Gatti, la segretaria provinciale Marilena Rossi e il segretario regionale Etel Sigismondi per la riorganizzazione dei quadri dirigenziali locali del partito.
Enrico Cipolletti