Caso Ciarrocchi, il presidio in piazza per chiedere le dimissioni

Manifestazione delle Donne Democratiche con l’appoggio di varie associazioni: «Qui per dare sostegno alla ragazza che ha avuto il coraggio di denunciare»
MONTORIO. «Ciarrocchi si dimetta!»: è stato l’urlo forte e deciso che è riecheggiato ieri mattina a Montorio durante il presidio "Il valore del sostegno" organizzato dalla conferenza delle donne democratiche di Teramo e sostenuto dai partiti di centrosinistra alla presenza del segretario del Pd provinciale Robert Verrocchio, i sindacati, varie associazioni, la Commissione pari opportunità provinciale, da vari cittadini e dall’opposizione di Montorio. La richiesta è stata quella di chiedere al vice sindaco Francesco Ciarrocchi, il ginecologo a novembre condannato in primo grado per abusi sessuali su una ragazza di 19 anni durante una visita medica nel suo studio privato, di rassegnare le proprie dimissioni dal Comune. Il sit-in, organizzato per portare sostegno e solidarietà alla ragazza che ha avuto il coraggio di denunciare e alla comunità montoriese, si è svolto nel parco del municipio vicino alla panchina rossa che è il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e ha visto una staffetta di contributi dei partecipanti.
La vicenda dall'inizio ha suscitato reazioni e richieste di dimissioni da più parti, con la mobilitazione popolare che si è accesa dopo la bocciatura in consiglio comunale della mozione di sfiducia al vice sindaco presentata dall'opposizione. «In questo presidio di sostegno abbiamo portato la nostra solidarietà alla ragazza e alla comunità di Montorio che non devono sentirsi sole», ha spiegato la coordinatrice delle donne democratiche di Teramo Luigia Caponi, «non siamo d’accordo sulla gestione del potere basata sulla spudoratezza: si può essere potenti e importanti, senza perdere la tenerezza. E oggi dalla costa alle aree interne un’altra politica era qui presente!». Per i consiglieri comunali di opposizione Eleonora Magno e Andrea Guizzetti «un messaggio di solidarietà e di richiamo ai valori del rispetto e della dignità della persona è stato lanciato nel presidio che ha rappresentato un importante momento di riflessione sull’obbligo di tutelare le persone più fragili e di prevenire ogni forma di vittimizzazione secondaria. La comunità di Montorio chiede alle sue istituzioni di essere un presidio di legalità e rispetto». Il segretario provinciale della Cgil Pancrazio Cordone ha aggiunto: «Protestiamo contro l’arroganza di una politica che non ascolta le esigenze dei suoi cittadini anche di fronte a fatti gravi. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle vittime di ogni violenza e riteniamo che chi riveste un ruolo pubblico deve avere la responsabilità di fronte a fatti così gravi di dimettersi e se non lo fa chiediamo al sindaco di ritirargli la delega». Richiesta di dimissioni anche dall’Arci Teramo: «Dimettersi non è una scelta facoltativa, è un atto di responsabilità pubblica e civica. Il messaggio che oggi arriva alle cittadine e ai cittadini di Montorio è devastante: che si possa continuare a governare anche dopo una condanna per violenza sessuale. Difendere le istituzioni significa pretendere standard etici più alti, non abbassarli».
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