Disabile nel cassonetto, le telecamere svelano l’aggressione al 17enne

Silvi. I carabinieri acquisiscono i video di un’attività della zona. Intanto il ragazzo e i familiari sono stati invitati alla partita del Pineto calcio
TERAMO. Le indagini si muovono a ritmo serrato con l’acquisizione del video di un sistema di sorveglianza, così come cresce la mobilitazione di solidarietà. Il caso del 17enne disabile di Silvi buttato in un cassonetto da alcuni coetanei ha varcato i confini della cronaca locale aggiungendosi al lungo elenco di episodi di bullismo nel Paese.
Oggi il papà del ragazzo, che con il suo racconto sui social ha denunciato l’accaduto, sarà uno dei protagonisti della giornata organizzata a Roseto nell’ambito del Premio Borsellino proprio contro il bullismo. L’appuntamento è alle 10 all’istituto comprensivo 1. Lunedì sera, intanto, il giovane e i suoi familiari hanno assistito alla partita tra il Pineto e Ternana su invito della società biancazzurra.
«Il Pineto calcio», ha scritto la società, «ha voluto invitare il ragazzo e la sua famiglia per testimoniare vicinanza e sostegno in un momento particolarmente delicato. Accolto dalla società in un clima di affetto e partecipazione, il ragazzo ha ricevuto in dono una maglietta ufficiale biancazzurra. Un gesto semplice ma significativo che ribadisce l’impegno del club nel promuovere, dentro e fuori dal campo, i valori del rispetto, dell’inclusione e della solidarietà».L’inchiesta della Procura per i minorenni, coordinata dal procuratore David Mancini, va avanti con i primi due indagati e l’audizione di persone informate sui fatti che in questi giorni i carabinieri, delegati dall’autorità giudiziaria, stanno sentendo. Tra gli accertamenti tecnici anche quelli su alcuni sistemi di videosorveglianza della zona, già acquisiti dai carabinieri, le cui telecamere hanno ripreso i momenti dell’aggressione. Testimoniata dalla donna che ha dato l’allarme chiamando subito il 112.
E proprio nell’ambito delle attività che ogni indagine richiede, la parte offesa è stata sentita direttamente dagli inquirenti alla presenza di uno psicologo e per tre ore ha raccontato quello che è successo nel pomeriggio in cui quelli che credeva fossero suoi amici lo hanno aggredito, bastonate, derubato del telefono cellulare e buttato in un cassonetto della spazzatura così come si fa con i rifiuti. Il fatto è avvenuto dieci giorni fa nella centrale piazza Iris. A denunciarlo pubblicamente sui social è stato il papà. Il ragazzo, che frequenta un istituto scolastico superiore, sarebbe stato oggetto di atti di bullismo da settimane dal gruppo di coetanei pronti a insultarlo e spintonarlo ogni volta che lo vedevano in giro per la cittadina. Fino all’epilogo della violenta aggressione con un bastone e del cassonetto.
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