Frana a Silvi, emergenza in collina: abitazioni a rischio demolizione

I rilievi tecnici dopo il sopralluogo di Scelli evidenziano gravi criticità: «Gli immobili potrebbero non essere recuperabili»
SILVI. Sono a rischio demolizione le quattro case lesionate dalla frana a Silvi Paese, nella zona di Santa Lucia. È quanto emerso all’esito dell’ultimo sopralluogo effettuato dal capo della Protezione civile regionale Maurizio Scelli sul movimento franoso che si verificato lungo la strada provinciale 29 B. Alla verifica ha partecipato anche Nicola Sciarra, geologo dell’università D’Annunzio. «In considerazione all’evoluzione dello smottamento si profila l’ipotesi che una o più abitazioni, per la loro critica posizione nella zona franata, potrebbero essere non recuperabili», fa sapere il Comune, «in particolare l’immobile posto proprio sopra al luogo da dove è partito lo smottamento».
Scelli tornerà a Silvi oggi insieme ai tecnici della Protezione civile locale e al geologo Angelo Iezzi che sta proseguendo le indagini geologiche per accertare le cause della frana dalle quali si potranno individuare possibili soluzioni. Durante l’ultimo incontro con i tecnici, i proprietari delle case evacuate hanno manifestato forte preoccupazione, soprattutto per l’impossibilità di rientrare nelle abitazioni per recuperare oggetti personali. Secondo quanto riferito dal sindaco Andrea Scordella, è necessario attendere il via libera dei vigili del fuoco per stabilire se e in che modo sarà possibile accedere temporaneamente agli immobili.
Il Comune ha inoltre fornito aggiornamenti anche sulla precedente frana in contrada Vallescura, precisando che «il tavolo di lavoro composto da rappresentanti della Provincia, dell’amministrazione cittadina e di aziende pubbliche che gestiscono il gas e la rete idrica e fognante si riunirà martedì prossimo a Teramo per prendere visione del progetto predisposto da tecnici incaricati dai privati dove sono contenuti gli esiti della relazione geologica e i possibili interventi da effettuare per ripristinare lo stato dei luoghi interessati dallo smottamento. Il progetto dovrebbe contenere anche l’adeguamento ai rilievi effettuati da Aca e dal gestore della linea del gas».
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