Silvi verso la provincia di Pescara: via agli incontri con i cittadini

ll sindaco Scordella avvierà un confronto con la cittadinanza sulla proposta di riassetto territoriale: «Deciderà il popolo, in questo caso politica e partiti devono restare fuori. Non è un gioco di potere»
SILVI. «Non è una scelta politica, né di partito, ma una decisione che spetta ai cittadini». Il sindaco Andrea Scordella scandisce concetti e parole quando parla del futuro di Silvi, tra l’ipotesi di annessione al territorio di Pescara e l’alternativa di un percorso di fusione con Atri e Pineto. Una questione che, chiarisce subito, non può essere decisa nelle segreterie di partito, ma dalla volontà dei cittadini. «Il popolo è sovrano e deve avere l’ultima parola», afferma il sindaco, «parliamo del futuro delle nuove generazioni, delle opportunità di sviluppo di Silvi: questo riguarda direttamente la vita delle persone, non gli equilibri politici». Quindi annuncia di voler iniziare subito un percorso: Scordella organizzerà una serie di incontri pubblici e di avviare un percorso per la possibile annessione al territorio di Pescara. «Serve aprire un confronto vero e partecipato», sottolinea il sindaco, «con dibattiti, assemblee, momenti di ascolto con associazioni, comitati e cittadini». Un percorso che, successivamente, dovrà comunque approdare per legge a un referendum. «Il voto popolare», spiega Scordella, «deve essere l’atto finale, ovvero il punto di arrivo di un confronto approfondito e non un passaggio formale di scelte imposte dall’alto, dalle varie segreterie dei partiti». E in riferimento proprio ai partiti, in particolare al Pd e a “Noi Moderati”, che sono intervenuti con una posizione critica circa una eventuale annessione alla provincia di Pescara, Scordella dice: «Devono fare un passo indietro. Qui deve emergere il pensiero civico, la volontà comune». Secondo il primo cittadino, le forze politiche sarebbero inevitabilmente condizionate da logiche territoriali e campanilistiche: diverso, invece, il mondo civico, più libero da condizionamenti.
«Non a caso», fa sapere Scordella, «il consenso maggiore mi è arrivato proprio dai comitati e dalle liste civiche del Pescarese, che hanno mostrano maggiore disponibilità a discutere di una prospettiva diversa per Silvi». Nel ragionamento del sindaco ha pesato molto anche la diversa percezione delle due province. «Silvi è stata spesso trattata come una terra di confine», continua, riferendosi a Teramo, mentre da Pescara, al contrario, «arrivano attenzione, interesse, valutazioni positive». Poi ribadisce: «Io non decido per i cittadini, la mia responsabilità è creare le condizioni affinché la città possa scegliere. Non è una partita di potere».
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