19 febbraio

Oggi, ma nel 1928, a Sankt Moritz, in Svizzera, si concludeva la seconda edizione dei Giochi invernali a cinque cerchi: il migliore risultato era stato il quarto posto, la cosiddetta medaglia di legno, del bresciano Agostino Lanfranchi da Palazzolo sull’Oglio, di 36 anni, pioniere dello skeleton. Proprio 20 anni prima dell’osannato oro del fruttivendolo Nino Bibbia, del 4 febbraio 1948, sulla Cresta Run, sempre nella stessa località elvetica, che verrà reputato il primo risultato ufficiale del metallo più prezioso guadagnato da un azzurro nelle Olimpiadi d'inverno. Perché il medagliere del Comitato olimpico internazionale non terrà conto del primo posto ottenuto dalla compagine tricolore, il 14 febbraio 1936, nella pattuglia militare, in quanto disciplina dimostrativa voluta dal Führer Adolf Hitler in persona, nelle Olimpiadi della neve di Garmisch-Partenkirchen, in Germania, con gli alpini delle Fiamme verdi Enrrico Silvestri, Luigi Perenni, Stefano Sertorelli, Sisto Scilligo. Poi, nel successivo appuntamento olimpico, quello del 4-13 febbraio 1932, a Lake Palcid, negli Usa, Agostino Lanfranchi, insieme al fratello Gaetano, classe 1901 -tra mille difficoltà dovute anche all'ostracismo familiare verso il cimento sportivo nonostante fosse in una competizione al massimo livello- si cimenterà nel bob a due (nella foto, particolare, come pilota della guidoslitta con dietro il germano come frenatore) e concluderà la sfida all’8° posto. Tornando a Sankt Moritz ’28, l’Italia aveva preso parte con la delegazione composta da 13 atleti, tutti uomini, per 5 discipline, ma senza meritare ori, argenti o bronzi. Il portabandiera era stato Ferdinando Glück, fondista di Selva di Val Gardena, di 27 anni, che si era classificato 21° nella 50 chilometri. Nel bob a quattro l’equipaggio più la riserva, composto da Giancarlo Morpugo, Carlo Sem, Luigi Cerutti, Giuseppe Crivelli e Piero Marchetti, aveva agguantato il 21° posto. Nella combinata nordica Vitale Venzi si era classificato 20°. Nel salto con gli sci il già citato Venzi era stato 13°, mentre Luigi Bernasconi 33°, davanti a Luciano Zampatti, giunto 34°. Nella 18 chilometri di fondo Matteo Demetz aveva chiuso la sua prova 22°, Giovanni Testa 34° e Venzi 35°. Nella già menzionata 50 chilometri sempre di fondo Matteo Demetz era arrivato 20°, proprio davanti a Glück. Ancora nello skeleton, Alessandro Del Torso aveva portato a casa il 7° piazzamento.

