Il polittico torna in cattedrale: «Un tesoro restituito alla città»

13 Settembre 2023

Il vescovo benedice l’opera del ‘400 appena restaurata: «Emozionato e grato per questo momento» D’Alberto: «Giorno di festa che aspettavamo da tempo». Collegamento con il ministro Sangiuliano

TERAMO. Ieri Teramo ha vissuto una giornata storica, con la riesposizione in duomo del restaurato polittico di Jacobello del Fiore e la riapertura della chiesa di San Domenico. La restituzione alla cattedrale di Santa Maria Assunta e alla comunità della preziosa “Incoronazione della Vergine”, opera realizzata dal maestro veneziano tra il 1414 e il 1417, è avvenuta alla presenza del vescovo Lorenzo Leuzzi, che ha benedetto il polittico nella cappella del Sacro Cuore e si è detto «emozionato e grato a coloro che hanno reso possibile un momento così importante», vale a dire Comune, Fondazione Tercas, Segretariato regionale del ministero Cultura, Ufficio diocesano beni culturali. Stazione appaltante il Segretariato MiC, diretto da Federica Zalabra: «L’opera fu realizzata da Jacobello a Venezia, commissionata dal frate agostiniano Nicola da Teramo, personaggio di prestigio a Padova, che intuì in Jacobello l’artista adatto» ha detto la storica dell’arte illustrando il polittico, «opera di fede e protezione arrivata a Teramo in un momento difficile, dopo che la città era quasi stata rasa al suolo». Alla sinergia tra enti ha dato risalto il sindaco Gianguido D’Alberto: «È un giorno di festa che aspettavamo da tempo. Un’operazione che arricchisce il patrimonio della città». Opera che narra «la capacità di bene e bellezza espressa dalla città», come ha detto la presidente della Fondazione Tercas Tiziana Di Sante, l'“Incoronazione della Vergine” torna visibile dopo il restauro iniziato a dicembre 2019 proprio nella cappella del Sacro Cuore, dove era stata spostata dal “cappellone” di San Berardo.
L’arrivo del Covid fermò quello che doveva essere un cantiere aperto, con trasferimento a Roma nei laboratori della Cbc Conservazione beni culturali, sempre sotto la supervisione della Soprintendenza Abap. Ieri in cattedrale c’erano, confusi tra la folla, alcuni restauratori, Irene Zuliani, Maria Grazia Chilosi, Sabina Vedovello e Roberto Saccumàn. Solo in collegamento il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, il presidente della Regione Marco Marsilio e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. «Il polittico di Jacobello è un unicum» ha detto la soprintendente Cristina Collettini, «nel restauro di un’opera d’arte non si può sbagliare, pena perderla per sempre». Nella spoglia cappella del Sacro Cuore l’opera di Jacobello splende («L’arte è in grado di cantare la gloria di Dio», ha detto Marcelo Cortes, direttore dell’Ufficio diocesano beni culturali), mentre prima si perdeva quasi nella ricchezza barocca, «con un senso di spaesamento e di difficoltà nella lettura dell’opera» ha detto la storica dell’arte Antonella Leopardi, che ha seguito dall'inizio il restauro del polittico, «ricomposto dalle restauratrici secondo la disposizione degli scomparti pensata da Jacobello». Tra gli interventi sbagliati del passato, infatti, anche l’inversione delle tavole. Visite ogni giorno negli orari 8-12,30 e 16-19,30, con sospensione durante le funzioni.
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