«Pagate i corsi e vi assumiamo», truffati con le offerte di lavoro

Ingannati da una fantomatica società che prometteva posti dopo aver fatto la formazione. Hanno versato somme tra 500 e 1.500 euro con la promessa di ottenere guadagni
TERAMO. La truffa corre sempre più veloce sul web anche con finte offerte di lavoro ormai sempre più ricorrenti. Così come è successo a quattro teramani che, in occasioni e contesti diversi, sono stati raggirati e derubati dopo aver creduto di essere stati scelti da una società di servizi per un incarico nella zona di residenza. Unico requisito per l’assunzione: aver fatto ffato un preliminare corso di formazione a proprie spese. Così hanno fatto, ma la promessa di un posto tale è rimasta. C’è chi ha pagato 800 euro, chi 1.500, chi 500.
In particolare 35enne ha fatto bonifici per complessivi 1.500 euro per pagare un presunto corso di formazione presentato come necessario per ottenere il posto. Ben preso ha scoperto che non c’era nessun corso di formazione e soprattutto nessun posto di lavoro. Ha denunciato, ma sicuramente non sarà facile rintracciare i truffatori che probabilmente sono già pronti a mettere a segno un altro colpo. Perché sempre più spesso creano profili falsi sui social network, come Facebook o Linkedin, o annunci web sui motori di ricerca fingendosi aziende vere.
Pubblicano annunci di lavoro, promettendo guadagni facili. Contattano la vittima di turno direttamente con messaggi privati o email, chiedendo di inviare denaro per fare formazione. L’incarico promesso nella finta offerta di lavoro di solito prevede inizialmente lo svolgimento di semplici compiti digitali, come mettere dei like a contenuti multimediali, con la promessa di piccole remunerazioni. Una volta conquistata la fiducia del malcapitato di turno, i truffatori inducono progressivamente la vittima a effettuare versamenti di denaro sempre più consistenti con la convinzione di formarsi per il lavoro.
In realtà non è mai così. Ormai da tempo le forze dell’ordine invitano a non fidarsi delle fantomatiche offerte di lavoro che riempiono i social, soprattutto laddove l’assunzione viene subordinata al pagamento di corsi di formazione che il più delle volte vengono pubblicizzati dalla stessa società che promette l’assunzione. Appelli, quelli rivolti dalle forze dell’ordine, che visto l’aumento dei truffati, cadono nel vuoto.
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