Pineto, settembre con tanti turisti ma senza più eventi

PINETO. «È stato fatto un primo passo verso la destagionalizzazione ma il calendario degli eventi estivi per i turisti di settembre è povero». A fare il punto su come è andata la stagione turistica a...
PINETO. «È stato fatto un primo passo verso la destagionalizzazione ma il calendario degli eventi estivi per i turisti di settembre è povero». A fare il punto su come è andata la stagione turistica a Pineto è il presidente dell’associazione albergatori cittadina Pio Pavone, che evidenzia come il bel tempo delle prime due settimane settembrine si sia accompagnato a un ottimo andamento in termini di presenze e abbia dato un input su come si debba investire sui mesi non centrali della stagione aumentando i servizi ai villeggianti.
Pavone ha detto: «La partenza della stagione a giugno è stata negativa, il tempo non ci è andato a favore. Ma a settembre abbiamo recuperato, le nostre strutture hanno dato un ottimo servizio e sono ancora aperte e ciò significa che dobbiamo puntare non tanto sui mesi centrali ma dobbiamo creare appetibilità per il cliente anche nei mesi marginali. Chiaramente, in sinergia con il Comune, va allungato il calendario degli eventi, che spesso si chiude il 31 agosto. Per questo chi viene a settembre o a giugno non trova nulla inerente lo svago, gli appuntamenti culturali, la musica e attrazioni varie. I presupposti per crescere ci sono ma occorre subito fissare dei tavoli di confronto, anche con i commercianti, già pensando al domani. La destagionalizzazione si fa insieme e con politiche di prezzi adeguati ad attirare la clientela». Le belle giornate di inizio settembre hanno soddisfatto anche molti balneatori, che l’anno scorso a questa data avevano già chiuso gli ombrelloni e i bar e invece vedono ancora vacanzieri in spiaggia. La titolare del lido “Da Gino” Cristina Di Musciano ha evidenziato: «Abbiamo ancora clienti e penso sia un buon segnale che dobbiamo considerare per il futuro. Hanno giocato sicuramente a nostro favore le temperature molto alte».
Domenico Forcella

