Se mi tocchi ti mando al tappeto

Al Milli assemblea d’istituto con dimostrazione di “Woman krav maga” per l’autodifesa femminile

TERAMO. La violenza sulle donne affrontata sotto un altro punto di vista. Qualche giorno fa al liceo "Milli” durante l'assemblea d'istituto, si è affrontato l’argomento, ma alle parole è stata accompagnata anche una lezione di autodifesa femminile. La lezione, che ha previsto anche una dimostrazione pratica, è stata tenuta dal maestro Dario Leonzi, da Angela Di Eusanio istruttrice di “Woman krav maga” e da due allieve del corso che hanno preso parte alle simulazioni, Gilda Giorgini e Francesca Di Giosia.

L'attenzione e la partecipazione degli studenti (sopratuttto donne) è stata davvero alta così come l'interesse dei docenti e della dirigenza scolastica che si sono dimostrati particolarmente sensibili al delicato argomento della violenza sulle donne. Tanto da pensare di organizzare un corso pomeridiano a scuola.

«Se il discorso dell'autodifesa è difficile da affrontare, quello dell'autodifesa femminile lo è ancor di più», spiega l’istruttrice Angela Di Eusanio, anche titolare del centro di chinesiologia Midea che ospita il corso di autodifesa femminile, insieme a Maria Iannetti «sarebbe superficiale e riduttivo limitarlo a considerazioni sulle tecniche più adatte alla difesa della donna; ciò su cui riflettere è invece l'atteggiamento di ogni donna nei confronti della violenza e dell'aggressività. Infatti, sin da piccole le donne vengono educate a reprimere alcuni aspetti della loro personalità per compiacere alle persone più vicine a loro: al padre, la madre, lo zio, la maestra…si abituano a "mangiare la loro stessa rabbia" non esprimendola, perché sfogandola uscirebbero dal ruolo a loro assegnato: disponibilità sempre e comunque. Questa consuetudine può portare ad inibire sia sul piano fisico che emotivo risposte aggressive o protettive ad atti di violenza o di minaccia. Per questo praticare l'autodifesa femminile diviene utile per accrescere la propria capacità di reazione psicologica all'aggressività e alla violenza, per sviluppare la capacità di prendere le decisioni in maniere attiva riconoscendo chiaramente le situazioni di pericolo». Non a caso ai corsi di autodifesa dà il proprio apporto anche una psicologa, Chiara Sorgi.

Il “Woman krav maga” prevede l'uso del combattimento come ultima possibilità, solo quando cioè si è valutato che non c'è altra soluzione, senza cedere alle provocazioni. E’ un sistema semplice, diretto ed efficace che può aiutare a riconoscere le situazioni di pericolo e gestire la paura. Vengono insegnate semplici regole di comportamento, a "prevenire" le situazioni pericolose, si sviluppano la consapevolezza dell'ambiente in cui ci si trova sino ad arrivare alla difesa verbale e a quella fisica vera e propria che devono portare come risultato finale alla fuga dal malintenzionato.

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