Silvi: nuova antenna in contrada Piomba Alta, scatta la mobilitazione

22 Gennaio 2026

Installato un impianto alto trenta metri. I cittadini presentano un esposto: «Verificate il rispetto dei vincoli nella zona»

SILVI. Mobilitazione a Silvi contro l’installazione di una nuova antenna per telecomunicazioni alta circa trenta metri nella zona collinare di contrada Piomba Alta. A sollevare il caso sono quaranta cittadini, tra residenti, proprietari di immobili e titolari di attività ricettive della zona, che hanno presentato un esposto alla Procura, alla Asl, al Genio Civile, alla prefettura, ai carabinieri forestali, alla Provincia e all’Arpa, l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. I carabinieri forestali hanno fatto un primo sopralluogo. Secondo i cittadini l’intervento, così si legge nell’esposto, presenterebbe «numerose criticità sotto il profilo urbanistico, ambientale e della sicurezza pubblica».

L’area interessata dall’installazione dell’antenna, che non è stata ancora attivata, si trova sulla sommità di una collina prospiciente l’abitato urbano, in una posizione ritenuta particolarmente delicata dal punto di vista paesaggistico e idrogeologico. Per i firmatari dell’esposto dalla documentazione allegata all’esposto risulterebbe che «l’antenna sarebbe stata realizzata su una particella diversa da quella indicata negli atti autorizzativi» e quindi con una possibile difformità rispetto al permesso di costruire rilasciato dal Comune di Silvi.

Tra i punti più contestati c’è la vicinanza del traliccio a una scarpata soggetta a dissesto, con distanze che in alcuni tratti sarebbero inferiori ai tre metri. Non meno rilevante è la questione dell’accessibilità al sito. La strada comunale Montesilvano-Atri, nel tratto interessato, risulta franata, rendendo di fatto impossibile raggiungere l’area senza attraversare proprietà private. «Una condizione che solleva interrogativi non solo sulla regolarità dell’intervento ma anche sulla gestione futura dell’impianto in caso di manutenzione ordinaria o emergenze», fanno notare a questo proposito i firmatari. Nell’esposto si richiama inoltre l’attenzione sui vincoli paesaggistici e percettivi: «L’area ricade nel sistema dei crinali e delle dorsali individuato dal Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), considerato di rilevante valore panoramico».

La presenza della nuova antenna, secondo i cittadini «visibile da ampie porzioni del territorio circostante e dalla fascia costiera», rischierebbe di «alterare in modo permanente l’equilibrio del paesaggio rurale e collinare». A destare ulteriore malcontento è anche il fatto che «la vecchia antenna preesistente non sarebbe stata rimossa» nonostante la nuova installazione. Una duplicazione, dunque, che, secondo i residenti, «non troverebbe giustificazione tecnica e aggraverebbe l’impatto visivo e ambientale dell’area».

Sulla vicenda è intervenuta anche Italia Nostra Abruzzo. In una nota, il presidente Pierluigi Vinciguerra ha evidenziato: «Appoggiamo la protesta sollevata. L’opera risulta assolutamente deturpante per il paesaggio collinare, già tutelato da vincolo ministeriale del 1969 e interessato da insediamenti storici di epoca romana. Vanno inoltre attentamente valutati il rispetto del crinale, il rischio idrogeologico e i possibili danni per animali, abitanti e colture, anche in relazione alle emissioni elettromagnetiche». Con l’esposto i cittadini fanno una richiesta chiara e unanime chiedendo a tutti gli enti preposti di «verificare la legittimità dell’opera, il rispetto dei vincoli esistenti e, se necessario, procedere alla sospensione dei lavori e al ripristino dello stato dei luoghi».

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