TERAMO
In quel mondo parallelo e illegale che è il dark web, le storie dei figli – che potrebbero essere quelli di tutti – scorrono come in un ciclostile. Drammaticamente uguali, con i particolari a fare la differenza. Come in questo caso: un 17enne teramano che inneggiava teorie suprematiste, scambiava manuali per costruire armi e video per realizzare molotov, esaltava Osama Bin Laden a propagandare l’estremismo islamico con – sostiene l’accusa – frasi violente, intrise d’odio e razzismo. E in questo Abruzzo che colleziona indagini sulle nuove e giovanissime leve dell’estremismo a raccontare fenomeni nazionali sempre più in aumento (nel 2025 il 50% in più rispetto al 2024) con le istituzioni che si interrogano sulla necessità di introdurre divieti, la nuova inchiesta del procuratore per i minorenni David Mancini (con indagini delegate alla Digos di Teramo) fotografa una realtà concreta: il terrorismo suprematista dilaga sul web e coinvolge sempre più giovanissimi. Come lo studente 17enne di Sant’Egidio alla Vibrata, arrestato con un’ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale per i minorenni Roberto Ferrari che ha disposto il collocamento in una comunità. Per il ragazzo l’accusa è quella di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, di addestramento ad attività con finalità di terrorismo e di detenzione di materiale pedopornografico.
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TELEGRAM e Il Gruppo
TERZA GUARDIA ITALIA
Secondo l’accusa, tutta da dimostrare nei successivi passaggi dell’inchiesta, il giovane era impegnato in conversazioni online nelle quali erano condivise immagini che si ispirano al neonazismo, all’estremisimo islamico e all’odio razziale. «In particolare», si legge nel provvedimento, «opera quale amministratore del gruppo “Terza Guardia Italia” del canale Telegram di estremisti di matrice neonazista, suprematista e accelerazionista; promotore del gruppo “Satan Onion” del canale Telegram, nonché appartenente ai numerosi altri gruppi multipli su chat Whatsapp». Una comunità virtuale che, scrive il magistrato, «costituisce un ecosistema transnazionale di gruppi e canali social in cui i membri, particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo, partecipano a interazioni operative anche funzionali a progettualità ostili nelle quali si fa espresso riferimento al reperimento di armi da fuoco e alla costruzione domestica delle stesse tramite stampati 3D».
I MANUALI SULLE ARMI
E IL VIDEO SULLE MOLOTOV
Tra il materiale sequestrato nelle chat quello finalizzato alla costruzione di armi da fuoco e soprattutto quello per l’autoaddestramento. In particolare un video in lingua straniera cui un ragazzo, dopo il saluto nazista, elenca nozioni su come fabbricare bottiglie molotov. «Tali documenti», si legge nel provvedimento, «non sono solo semplici materiali informativi, ma costituiscono contenuti operativi spesso associati a circuiti estremisti internazionali che promuovono il ricorso a violenza individuale. La presenza di tali tutorial suggerisce quantomeno un interesse concreto verso la costruzione di un’arma “ghost gun” completamente fuori dai canali regolamentati. La cronologia di navigazione e le ricerche eseguite dall’indagato rafforzano ulteriormente il quadro: ricerche specifiche su come costruire una pistola con stampante 3D; tentativi di acquisto di pistole lanciarazzi o strumenti affini; ricerche su come trasformare tali dispositivi in armi offensive».
Le MINACCE DI MORTe
A BERGAMO
C’è un messaggio scritto dal giovane all’interno di un gruppo sul canale Telegram in cui minaccia di morte una persona residente a Bergamo che al momento non è stata ancora identificata. «Giuro su tutto quello che ho», questo il contenuto del messaggio agli atti, «che quando andrò a Bergamo lo accoltellerò a morte. «È da evidenziare», si legge nel provvedimento, «che le indagini non hanno ancora permesso di comprendere chi fosse l’obiettivo dell’esplicita minaccia proferita dall’indagato».
IMMAGINI PEDOPORNOGRAFICHE
SULLA CHAT DI CLASSE
Per il ragazzo è scattata anche l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Sul suo cellulare sono state trovate cinque immagini postate sul gruppo il cui nome, si legge nel provvedimento, «verosimilmente è il gruppo della classe frequentata dal 17enne». File che il procuratore Mancini, nella sua richiesta, non esita a definire «dal contenuto esplicito e disturbante».
LA PROCURA: È pericoloso
E può colpire
Per la Procura le esigenze cautelari nascono da quello che viene ritenuto «un elevato grado di pericolosità sociale». Scrive Mancini nella richiesta allegata all’ordinanza: «L’elevato grado di pericolosità sociale dell’indagato è facilmente desumibile dall’evidente disagio psicosociale che lo stesso manifesta nella società nella quale è inserito, reso ancora più evidente dalla detenzione di numerose immagini efferate riproducenti crudeli e inumane violenze su corpi martoriati; tale aspetto, se combinato con l’avanzata progettualità criminale disvelata dalle indagini, rende l’indagato concretamente capace di attuare nell’immediato futuro i propri progetti criminali. La polizia delegata evidenzia l’estrema probabilità da parte dell’indagato di reiterazione del reato, deducibile dalla quantità, oltre che dalla qualità del materiale rinvenuto nella sua disponibilità che dimostra come lo stesso sia fortemente addentro le dinamiche dei movimenti o gruppi di estrema destra». Il giovane, che nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice, è difeso dall’avvocato Emiliano D’Andrea.
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