La targa che è stata tolta dalla sede in centro a Teramo

L'INCHIESTA

Truffa ed elusione fiscale con lo Stato che non esiste: sede in città e arresti nel Teramano

Inventata la finta nazione dello Stato Teocratico Antartico di S.Giorgio: inchiesta da Catanzaro, raggirati in 700. Ai domiciliari un commercialista e un consulente di Pineto, indagato avvocato di Guardiagrele, coinvolto anche il medico no vax Petrella

CATANZARO. Si erano inventati di sana pianta un'entità fantasma, lo Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, con tanto di capo di Stato, governo, ministri, corte di giustizia, tribunale supremo, Delegazioni territoriali e dotato anche di una gazzetta ufficiale, siti internet e strutture in grado di confezionare documenti d'identità anche validi per l'espatrio, ma in realtà lo scopo era quello di attuare delle truffe ed eludere il fisco e, persino, in tempi di obblighi di immunizzazioni, evitare la vaccinazione anti Covid. Una sede territoriale era in pieno centro a Teramo dove fino a ieri c'era anche una targhetta esposta.

È arrivato al capolinea il «sistema» svelato dall'operazione «Isola che non c'è» coordinata dalla Procura di Catanzaro e condotta dalla polizia con l'ausilio della Direzione centrale polizia di prevenzione e dalle questure di Cosenza, Genova, Lucca, Perugia, Padova, Teramo e Trapani.

In dodici, fra i quali un ex generale della guardia di finanza in pensione Mario Farnesi di 72 anni, ritenuto l'ideatore del meccanismo, sono finiti nella rete degli investigatori. Fra i destinatari dei provvedimenti anche un maresciallo dei carabinieri in pensione, Emanuele Frasca di 56 anni. Due arresti (ai domiciliari) nel Teramano: il commercialista Enrico Gambini di 56 anni e Federico Lombardi, "consulente tecnico" pinetese di 65 anni. Indagati avvocato 53enne di Guardiagrele e il medico no vax Roberto Petrella.

I reati contestati sono associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi espatrio e riciclaggio. Il medico no vax Petrella venne arrestato a Teramo dalla Digos di Catanzaro, nell'ambito delle indagini,  per avere tentato di creare insieme ad altri colleghi un albo dei medici di Sangiorgio reclutando medici radiati o sospesi dall'albo: il professionista si dichiarava cittadino dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio.

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In 700, da tutta l'Italia, avevano sborsato una somma variabile tra i 200 e i 1.000 euro a seconda delle disponibilità per acquisire una nuova «nazionalità». Per loro ci sarebbero stati una serie di vantaggi: dalla possibilità di ricevere finanziamenti per i propri progetti di ricerca, a fruire di una burocrazia più snella per le proprie imprese o utilizzare i documenti dello Stato per circolare liberamente in Italia e all'estero, fino alla possibilità di consentire l'ingresso sul territorio nazionale di cittadini stranieri. In due casi è anche emersa la vendita di terreni in Antartide con annesso titolo nobiliare. Ad allettare erano anche e soprattutto i benefici dovuti all'extraterritorialità e legati alla riduzione dell'imposizione fiscale, con un'aliquota pari solo al 5% da versare al nuovo stato di appartenenza con esenzione dalla corresponsione delle imposte in Italia. Inoltre, c'era la possibilità di salvaguardare i propri beni, divenuti «sangiorgesi», da possibili azioni esecutive dello Stato italiano. O, ancora, poter continuare a esercitare la professione medica nonostante l'avvenuta radiazione o sospensione dall'albo, assieme alla possibilità di essere esentati dagli obblighi vaccinali.

Per dare una concreta territorialità al fantomatico stato gli indagati avrebbero ottenuto dai cittadini «antartici» somme di denaro ulteriori per acquistare l'isola di Kouneli, in Grecia. L'indagine ha preso le mosse nell'aprile del 2021 dopo la perquisizione in un immobile del centro storico di Catanzaro indicato come sede diplomatica dello Stato Teocratico.