Un anno del centro Ca.Fé «Qui vince l’inclusione»

L’edificio rigenerato dal Comune è gestito da 10 associazioni l’una diversa dall’altra ma capaci di condividere spazi e saperi. Nelle attività coinvolte 500 persone al mese
TERAMO. Da scuola elementare a simbolo del degrado a laboratorio di comunità: sono le tre vite della ex Carlo Febbo, oggi Ca.Fé, di San Nicolò a Tordino. L'edificio negli ultimi sessant'anni ha attraversato fasi diverse, ma proprio ora vive quello che probabilmente è il suo periodo più radioso: da un anno ospita un centro multiculturale gestito da dieci associazioni in collaborazione con il Comune di Teramo. Un anniversario che permette di fare un primo bilancio non solo delle attività messe in campo dalla nuova realtà frazionale ma anche dell'apporto che la struttura sociale dà al territorio.
LA STORIA. All'attuale Ca.Fé si è giunti dopo un decennio di totale abbandono. Per oltre mezzo secolo la Febbo ha accolto generazioni di scolari, ma nel 2009 il sisma ne ha decretato la chiusura. Poi l'incuria, lo scorrere del tempo e i sistematici atti vandalici hanno visto l'edificio precipitare nel degrado. Il faticoso percorso di recupero si è concluso un anno fa col taglio del nastro del rinnovato spazio. Alla riqualificazione fisica è stato affiancato un progetto sociale volto a garantire il pieno utilizzo dell'edificio a beneficio della comunità. A mettersi insieme sono state dieci associazioni, costituitesi in Ats (associazione temporanea di scopo) con Autismo Abruzzo Onlus capofila, ed è stato sottoscritto un patto di collaborazione col Comune per la co-gestione del centro.
L’ATTUALITÀ. Oggi attorno a Ca.Fé gravitano circa 500 persone al mese fra partecipanti ai corsi (attualmente dieci quelli attivi), alle iniziative culturali, agli incontri formativi, alle attività di inclusione per tutte le età. Numero che raddoppia in occasione di concerti o feste. Uno spazio divenuto in breve tempo riferimento non solo per i sannicolesi ma per tutto il territorio provinciale: Ca.Fé organizza corsi e laboratori artistici, di lingue, ballo, scrittura creativa, per citarne alcuni; ospita presentazioni di libri, convegni, incontri dedicati alla disabilità, all'integrazione religiosa, allo sport, alla genitorialità. «Era un progetto ambizioso e un po' folle: tenere insieme tante associazioni così diverse sembrava una missione impossibile. E invece dopo un anno siamo qui, molto soddisfatti di ciò che facciamo e di come le persone rispondono», commenta Chiara Ciminà, referente di Autismo Abruzzo Onlus e di Ca.Fé, «questo è un esempio di inclusione, di convivenza straordinaria: un laboratorio di comunità che ribalta e supera stereotipi e pregiudizi. Si ha la possibilità di conoscere ciò che sembra diverso, ci si mette in relazione, si condividono saperi ed esperienze. Dalle associazioni che si occupano di disabilità a quelle delle comunità straniere passando per realtà sportive fino ai volontari che si dedicano ai bambini, c'è una ricchezza di valori unica. Ca.Fé ha inoltre riacceso un forte senso di comunità fra i sannicolesi e inizia a rappresentare un importante riferimento e modello sociale per tutto il territorio regionale», conclude Ciminà.
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