Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic

ABRUZZO

Beni durevoli, nell'anno del Covid spesi 125 milioni in meno

Secondo l’Osservatorio Findomestic a Chieti consumi crollati del 10,5%. A Teramo le famiglie spendono di più: 2.182 euro di media

PESCARA. Nel 2020 in Abruzzo i consumi complessivi di beni durevoli sono crollati del 9,3% a 1 miliardo e 222 milioni di euro, con una perdita di 125 milioni rispetto all’anno precedente. L’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia, rileva che il dato abruzzese (comunque migliore rispetto al calo medio nazionale del 10,3%) è fortemente influenzato dai mancati acquisti nel settore dell’automobile: -16,9% nel segmento del nuovo (297 milioni di euro) e -12,8% in quello dell'usato (310 milioni di euro).

La crisi pandemica, al contrario, ha spinto al rialzo la spesa nei comparti a connotazione tecnologica: l’information technology ha compiuto un balzo del 31,8% attirando 47 milioni, l’elettronica di consumo (tv e hi-fi) è cresciuta del 5,2% raggiungendo quota 46 milioni e gli elettrodomestici sono avanzati del +4,4% a 99 milioni. Andamento favorevole anche per il mercato dei motoveicoli, che vale 30 milioni grazie ad un incremento del 3,3%. Il trend torna negativo nel settore dei mobili, precipitato a 279 milioni: il -10,4% ha mandato in fumo esattamente 32 milioni. Male anche la telefonia, che scivola a 114 milioni con una contrazione del 4,9% rispetto all’anno pre-pandemia. Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic, commenta: «Il reddito medio in Abruzzo ha sperimentato una flessione dello 0,9% (16.952 euro), meno intensa rispetto sia alla media del Mezzogiorno (-1,1%) che a quella nazionale (-1,8%). Le famiglie hanno comunque speso mediamente il 10% in meno rispetto all’anno precedente, per la precisione 2.161 euro per nucleo contro una media italiana di 2.348 euro». “L’emergenza sanitaria e i lockdown – aggiunge Bardazzi - hanno provocato un forte contraccolpo in termini di consumi di beni durevoli in tutte le province abruzzesi a partire da Chieti, dove si sono spesi 355 milioni di euro con una perdita del 10,5%. In provincia di Pescara il mercato è slittato a 297 milioni cedendo il 9,7%. A Teramo e a L’Aquila si è registrata una spesa complessiva identica, 285 milioni, ma con flessioni di entità diverse: -9,2% nel territorio teramano e -7,5% nella provincia capoluogo. Le famiglie abruzzesi hanno fatto acquisti per un valore medio di 2.161 euro, con il picco positivo raggiunto a Teramo: 2.182 euro per nucleo familiare». 
 
L’AQUILA. In un anno di grandi difficoltà riscontrate in tutta la regione, il capoluogo ha contenuto i danni soprattutto grazie all’andamento del mercato delle auto nuove: mentre le altre province hanno ceduto oltre il 17%, a l’Aquila il calo si è limitato al 9% per un fatturato di 67 milioni di euro. Nel segmento delle auto usate, invece, la perdita è stata del 12,5% per un giro d’affari di 81 milioni. I motoveicoli valgono solo 4 milioni, ma la tendenza è risultata in crescita del 4%. Tra i settori più colpiti dalla crisi c’è quello dei mobili: -10,1% per 63 milioni di euro. Di segno opposto la performance degli elettrodomestici, per i quali gli aquilani hanno speso il 4,9% in più nell’ultimo anno (22 milioni), e dell’elettronica di consumo, comparto che ha fatto registrare un incremento del 5,8% (11 milioni). Gli aquilani hanno messo mano al portafogli per acquistare prodotti di information technology: +24,2% per una spesa di 10 milioni. Negativo, invece, il bilancio per i prodotti legati alla telefonia: -5,1% a quota 26 milioni di euro. 
 
PESCARA. Nel 2020 il reddito medio a Pescara è calato dello 0,9% a 16.984 euro e i consumi di beni durevoli sono diminuiti del 9,7% per un totale di 297 milioni, ovvero 32 in meno rispetto all’anno precedente. I pescaresi hanno investito il 19,5% in meno in auto nuove (76 milioni di euro) e il 10,9% in meno in auto usate (74 milioni). Male anche il settore dei mobili con un decremento dell’11,8% (64 milioni). Al contrario, sono stati acquistati motoveicoli per 10 milioni di euro  con un rialzo del 5,2%, elettrodomestici per 23 milioni con una crescita del 6,8% ed elettronica di consumo per 11 milioni con un incremento 6,6%. Se la telefonia ha sofferto di un calo di spesa del 4,7% (28 milioni), l’information technology conferma l’andamento estremamente positivo rilevato a livello nazionale e regionale toccando il picco del +38,1% per 11 milioni di spesa. 
 
CHIETI. Dall’Osservatorio Findomestic emerge come le famiglie chietine siano quelle che in regione hanno speso mediamente meno: 2.137 euro per nucleo con una diminuzione dell’11,1%. Il reddito medio a Chieti in un anno è calato dell’1,1% per 17.303 euro di media, con un riflesso immediato sui consumi di beni durevoli, soprattutto nel settore dell’automobile: -19,9% (record negativo in regione)  per le auto nuove (79 milioni di euro) e -16,3% (ancora peggiore performance) per quelle usate (89 milioni di euro). In molti hanno invece puntato sulle due ruote: il comparto dei motoveicoli ha toccato i 10 milioni di euro grazie ad una spesa in ascesa del 6,3%, il valore più alto in regione. I consumi di beni durevoli per casa hanno conosciuto nel 2020 tendenze contrastanti: da un lato a Chieti è stata spesa la cifra più alta in regione per elettrodomestici (30 milioni di euro, +4,1%) e per elettronica di consumo (14 milioni, +5%), dall’altro i mobili hanno visto una riduzione del 9,7% scivolando a 86 milioni. DAD e smartworking hanno generato anche a Chieti un boom senza precedenti per l’information technology: +35,6% per 14 milioni. Al contrario la telefonia ha sofferto: il fatturato complessivo di 34 milioni di euro corrisponde a una decrescita del 4,8%. 
 
TERAMO. Nonostante una flessione del 10,2%, Teramo è la provincia abruzzese con la spesa media più elevata in beni durevoli per nucleo familiare: 2.182 euro. L’Osservatorio Findomestic registra consumi complessivi in provincia per 285 milioni di euro, il 9,2% in meno rispetto al 2019. A Teramo si sono notevolmente ridotti gli acquisti nel settore dell’automobile: -17,2% nel segmento del nuovo (75 milioni di euro) e -10,1% in quello dell’usato (67 milioni). In controtendenza il dato sui motoveicoli: in provincia di Teramo il comparto ha perso il 3,9% contro una crescita media in regione del 3,3%. I mobili hanno lasciato sul campo 7 milioni di euro per un giro affari complessivo di 66 milioni che equivale ad una flessione del 10,2%. Negativo anche il bilancio della telefonia con un calo del 5,1% che ha limitato la spesa complessiva a 27 milioni. Opposte, invece, le performance di elettrodomestici (+2,2%, 24 milioni di euro) ed elettronica di consumo (+3,6%, 10 milioni). Anche nel Teramano è stato exploit per l’information technology, cresciuta fino a +28,7% per un volume di 11 milioni.